Fronte del palco

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Fronte del palco

Messaggio Da Jazzbianco il Sab Mag 25, 2013 1:14 pm

Quattro tour e quattro rappresentazioni di Marco.
Una evoluzione che, come Marco ha spesso ripetuto, potrebbe essere positiva o negativa, ma è pur sempre una evoluzione.
Questa è solo l'anteprima, come e se cambierà per il tour vero e proprio non lo sappiamo, ma dopo aver letto ieri un post in BU dove si "consigliava" a Marco di aggiungere qualcosa allo spettacolo perché si sente la mancanza della vena creativa del duo Fabiani/Tommassini, ho pensato che approfondire l'argomento poteva essere interessante, anche perché lo abbiamo più volte sfiorato nei giorni scorsi.
Io, da parte mia e come ha scritto Eloisa nel resoconto di Firenze, un ritorno ai coniglio non lo accetterei. Lo spettacolo messo in piedi per il Re Matto tour era necessario per riempire il vuoto di un repertorio praticamente inesistente e cercare di far coesistere le cover scelte. Cosa che mi sembra evidente non è più necessaria.

Ora Marco sembra più sciolto, più naturale nell'interpretare questa nuova scelta stilistica, dove il diverso uso della voce, che mi piace moltissimo e piace ai nuovi fan, è alla base del suo nuovo modo di porsi. O forse devo già scrivere era?
Aspetto lunedì per avere conferme...
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Re: Fronte del palco

Messaggio Da Elisa il Sab Mag 25, 2013 1:45 pm


allora, io sono una di quelle a cui Re Matto tour è piaciuto un sacco! Sarà che era la prima volta che vedevo uno spettacolo simile.. Ora non dico che rivorrei i conigli, questo no. Ma Magari una qualche coreografia, come nel Solo tour. Io lo amerò qualunque cosa decida ma non vorrei che i suoi spettacoli fossero troppo simili a quelli di un qualsiasi cantante. Siccome lui NON è un cantante qualsiasi può permettersi di fare un concerto che abbini musica, voce e spettacolo.
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Re: Fronte del palco

Messaggio Da ariadne il Sab Mag 25, 2013 1:55 pm

fossi in te , scriverei era , ogni tappa mostra un Marco diverso, ad agosto chissà chi ci troverò sul palco
l'embargo riguardo i video sta funzionando, pare, per la maggior parte sono di scarsa qualità, per cause di forza maggiore, e mi dispiace più che mai per questo tour, mi pare che ad ogni data corrispondano cambiamenti notevoli, non riguardano più il suo stato d'animo e le variazioni, ma la sua crescita giorno per giorno, mi riporta alla sensazione che avevo durante i primi mesi di vita del mio gatto, dicevo che cresceva così in fretta che mi sembrava di vederla compiersi quella crescita sotto i miei occhi, mentre lo guardavo, attimo dopo attimo
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Re: Fronte del palco

Messaggio Da Levnicolaievic il Sab Mag 25, 2013 3:38 pm

E' indubbio che Marco sia un istintivo : sul palco fa quello che la musica gli " detta dentro", credo che sia per questo che ogni volta lui si manifesti in modo inconsueto e inaspettato, rispettando solamente il canovaccio dei pezzi e dei commenti, che comunque modifica ogni volta. La sua voce ha caratteristiche plastiche, tridimensionali, crea densità e complesse impressioni sensoriali, come ha ben detto Blink, però è indubbio che il modo in cui il suo corpo obbedisce all'impulso musicale è molto significativo ed è un elemento di grande spettacolo, è significativo insomma osservare il modo di muoversi di marco quando canta, perchè anche quello racconta : ti dà il senso della canzone, ti dice come devi ascoltare quello che vuole afferrare Marco, la strada che vuole seguire: tutto partecipa, le mani, gli occhi, la fronte, per non parlare delle braccia e delle spalle, i fianchi , i piedi, tutto quanto insomma, tutto viene assorbito dall'intenzione comunicativa di Marco che veramente è come posseduto dal duende di cui parla Federico Garcia Lorca..... però non so fino a che punto una coreografia riuscirebbe a dare forma a questa specie di totale immedesimazione fisico-corporea nel suono: certo potrebbe farla ulteriormente esplodere, un pò come fa il torero con la sua danza tragica col toro... ma dovrebbe essere forse limitata ad alcuni pezzi e sentita come necessaria da Marco per cantare
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Re: Fronte del palco

Messaggio Da ariadne il Dom Mag 26, 2013 2:49 pm

ieri sera ,da Fazio, si é esibito in un mini concerto Franco Battiato, seduto, come di solito, su una panca coperta da un tappeto. Su gli ultimi due pezzi, l'inaspettato, almeno per me che non l'ho mai visto in concerto : si é alzato e ha cominciato a muoversi, a ballare.
Con questo voglio dire che tra il bisogno di muoversi seguendo il ritmo e il desiderio di cimentarsi in uno spettacolo alla Michael Jackson ce ne corre.
il Re matto tour nasce sulla scia delle esibizioni ad xfactor, dalla presenza di Tommassini e dall'ambizione della Fabiani, come ho avuto già occasione di dire, penso che su Marco si siano riversate le ambizioni e i desideri di molti, lui, preso come suol dirsi " dalla botta" si lasciava trascinare, gli sembrava tutto figo, magari pensando che sarebbe finito tutto lì, sappiamo invece come é andata, il brano Pac ci racconta tutto ciò che c'é da sapere.
Non ho dubbi, Marco ha come priorità la ricerca della sua musica e delle parole con cui esprimersi, come dice Jazz, il suo atteggiamento sul palco e il nuovo modo di cantare sono espressione di quelle esigenze,d'altra parte il bisogno di rappresentarsi é forte, finora non ha mai rinunciato a costumi e scenografie.
Come già detto, a fine agosto non so chi vedrò sul palco, é soggetto ad una continua evoluzione ,a me non manca nulla, ma se sentirà l'esigenza di completare il concerto con altre espressioni artistiche , allora mi andrà bene qualsiasi cosa.
una domanda mi sorge spontanea: perchè quelli che dicono di volere uno spettacolo completo si riferiscono al Re matto tour e non al Solo tour, più complesso e spettacolare? Non sarà piuttosto nostalgia per la vecchia famiglia e di Tommassini in particolare? più volte ho letto sulla BU post di nostalgici che non si rassegnano e si chiedono ancora il perchè della separazione, a questi Marco non basta, e su questo avrei parecchie cose da dire, non é questo il topic giusto.
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Re: Fronte del palco

Messaggio Da Eloisa il Dom Mag 26, 2013 3:35 pm

ariadne ha scritto:ieri sera ,da Fazio, si é esibito in un mini concerto Franco Battiato, seduto, come di solito, su una panca coperta da un tappeto. Su gli ultimi due pezzi, l'inaspettato, almeno per me che non l'ho mai visto in concerto : si é alzato e ha cominciato a muoversi, a ballare.
Con questo voglio dire che tra il bisogno di muoversi seguendo il ritmo e il desiderio di cimentarsi in uno spettacolo alla Michael Jackson ce ne corre.
il Re matto tour nasce sulla scia delle esibizioni ad xfactor, dalla presenza di Tommassini e dall'ambizione della Fabiani, come ho avuto già occasione di dire, penso che su Marco si siano riversate le ambizioni e i desideri di molti, lui, preso come suol dirsi " dalla botta" si lasciava trascinare, gli sembrava tutto figo, magari pensando che sarebbe finito tutto lì, sappiamo invece come é andata, il brano Pac ci racconta tutto ciò che c'é da sapere.
Non ho dubbi, Marco ha come priorità la ricerca della sua musica e delle parole con cui esprimersi, come dice Jazz, il suo atteggiamento sul palco e il nuovo modo di cantare sono espressione di quelle esigenze,d'altra parte il bisogno di rappresentarsi é forte, finora non ha mai rinunciato a costumi e scenografie.
Come già detto, a fine agosto non so chi vedrò sul palco, é soggetto ad una continua evoluzione ,a me non manca nulla, ma se sentirà l'esigenza di completare il concerto con altre espressioni artistiche , allora mi andrà bene qualsiasi cosa.
una domanda mi sorge spontanea: perchè quelli che dicono di volere uno spettacolo completo si riferiscono al Re matto tour e non al Solo tour, più complesso e spettacolare? Non sarà piuttosto nostalgia per la vecchia famiglia e di Tommassini in particolare? più volte ho letto sulla BU post di nostalgici che non si rassegnano e si chiedono ancora il perchè della separazione, a questi Marco non basta, e su questo avrei parecchie cose da dire, non é questo il topic giusto.

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Re: Fronte del palco

Messaggio Da Ospite il Dom Mag 26, 2013 4:59 pm

@Jazz e @Ariadne
Ho trovato questa foto in BU (dovrebbe essere del concerto di Padova)

Per quanto mi riguarda Marco, oggi, anche con un gesto come questo, riempie il palco e riesce a coinvolgermi molto più che con ballerini, elaborate coreografie e scenografie e Re Matti tour. Il suo modo di stare sul palco, la sua voce, il suo modo di muovere le mani e, più in generale, di muovere il corpo sono così coinvolgenti che, all'Arcimboldi, ogni tanto, dovevo distogliere lo sguardo tanto ero presa. Se penso allo spettacolo a cui ho assistito la parola che mi viene in mente è qualità più che quantità. Se poi più avanti vedremo altro non ci saranno problemi, ma in questo momento quello che vedo e sento mi sembra perfetto :eh già!:

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Re: Fronte del palco

Messaggio Da ariadne il Dom Mag 26, 2013 5:29 pm

@ Cibi che bella foto :tulipano:
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Re: Fronte del palco

Messaggio Da Eloisa il Dom Mag 26, 2013 5:32 pm

dalla foto mi sembra evidente che sotto la giacca è legato perchè l'attuale staff lo costringe a star fermo mentre il vecchio staff lo lasciava "libbbbbbbero" ahahah
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Re: Fronte del palco

Messaggio Da jamila5 il Dom Mag 26, 2013 6:03 pm

Cibi ha scritto: @Jazz e @Ariadne
Ho trovato questa foto in BU (dovrebbe essere del concerto di Padova)

Per quanto mi riguarda Marco, oggi, anche con un gesto come questo, riempie il palco e riesce a coinvolgermi molto più che con ballerini, elaborate coreografie e scenografie e Re Matti tour. Il suo modo di stare sul palco, la sua voce, il suo modo di muovere le mani e, più in generale, di muovere il corpo sono così coinvolgenti che, all'Arcimboldi, ogni tanto, dovevo distogliere lo sguardo tanto ero presa. Se penso allo spettacolo a cui ho assistito la parola che mi viene in mente è qualità più che quantità. Se poi più avanti vedremo altro non ci saranno problemi, ma in questo momento quello che vedo e sento mi sembra perfetto :eh già!:





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Re: Fronte del palco

Messaggio Da ariadne il Dom Mag 26, 2013 6:04 pm

Eloisa ha scritto:dalla foto mi sembra evidente che sotto la giacca è legato perchè l'attuale staff lo costringe a star fermo mentre il vecchio staff lo lasciava "libbbbbbbero" ahahah
infatti solo che invece della camicia di forza , usano i pantaloni di costrizione
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Re: Fronte del palco

Messaggio Da Laurel-EF il Lun Mag 27, 2013 2:19 pm

Jazzbianco ha scritto:Lo spettacolo messo in piedi per il Re Matto tour era necessario per riempire il vuoto di un repertorio praticamente inesistente e cercare di far coesistere le cover scelte. Cosa che mi sembra evidente non è più necessaria..
Elisa ha scritto:Siccome lui NON è un cantante qualsiasi può permettersi di fare un concerto che abbini musica, voce e spettacolo.
Interessanti considerazioni, quoto praticamente tutti, Jazz, Lev, Ari, Cibi (bellissima la foto che hai postato, un'immagine che vale più di mille parole!)
Riporto la frase di Jazz perchè secondo me è la chiave di tutto: quando ripenso al Re Matto tour mi torna in mente la grande anomalia di essere andata ad un concerto nonostante la musica che sapevo di trovarci, visto che la produzione di Marco era all'epoca ben poco ascoltabile e quindi non restavano che le cover.
Ciò che ricordo con precisione è la sensazione di grande squilibrio tra le varie parti. Momenti alti, quelli in cui emergeva la sua capacità d'interpretare con la voce e con il corpo (Mad World o Proud Mary, per dirne due) alternati a momenti da villaggio turistico, resi ancora più poveri e deludenti dalla bellezza dei primi.
Forse è vero, come dice Elisa, che Marco può permettersi di fare un concerto che abbini musica, voce e spettacolo. Ma questo oggi (e non sono del tutto sicura), di certo non allora. Per amalgare le tre componenti fino a farne arte ci vogliono un'esperienza, una disciplina ed un'abilità che allora non avevano nè lui, nè i suoi musicisti, nè la sua squadra. Impressione ovviamente personale.
Insomma, Marco è talmente bravo in alcune cose da rendermi impossibile accettare approssimazioni nel resto.

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Re: Fronte del palco

Messaggio Da Levnicolaievic il Lun Mag 27, 2013 5:09 pm

" Insomma, Marco è talmente bravo in alcune cose da rendermi impossibile accettare approssimazioni nel resto."

Quoto qualcuno , non ricordo più chi ( forse Marco Ferrandini) ha parlato di " Ferrari usate su strade di campagna" o anche di cavalli unici, le metafore si sprecano per sottolineare l'unicità di Mengoni quanto a competenza espressiva innata e perfezione tecnica: come avere in mano una pietra filosofale che trasforma in oro tutti i metalli comuni ( altra metafora già usata: " il tocco da re Mida" della sua interpretazione) è un dono ingombrante e preziosissimo da cui però non si può pretendere di tutto e di più;
l' alchimia gli riesce con la canzone: il movimento è un altro linguaggio che per adesso in lui è legato all' espressione della voce, alla canzone, è funzionale all'immersione nel canto e va benisssimo così, questa dipendenza del movimento dal canto mi sembra potente e per me necessaria anche a seguire la sua interpretazione, non è comunque accessoria.


Ultima modifica di Levnicolaievic il Lun Mag 27, 2013 6:06 pm, modificato 1 volta
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Re: Fronte del palco

Messaggio Da ariadne il Lun Mag 27, 2013 5:49 pm

Qui si fa riferimento tutti al Re matto tour, allestito in fretta e furia, con pochi mezzi economici, un concept che rispecchiava le idee di un Marco ragazzino elaborate da una manager e un coreografo ambiziosi. Non nascondo che anche a me era parso che Marco desiderasse una carriera da performer, visto dall'esterno tutto lo faceva pensare, per questo mi rendo conto che qualcuno possa rimanere deluso dal vedere svanire il sogno di un M J italiano.
Obbligato a prodursi in uno spettacolo che fosse all'altezza delle speranze dei fans, Marco chiese di averne il controllo totale e di usarlo per raccontarsi, così nasceva il Solo tour, spettacolo definito degno di Madonna, nonostante il budget, anche in quel caso, molto limitato.
Ho già detto quello che penso in merito, vorrei però che si tenesse presente che Marco ha dimostrato di essere capace di mettere in scena uno spettacolo complesso e, qualora desiderasse farlo, questa volta i mezzi sarebbero certamente adeguati, il pericolo di ritrovarsi i conigli fra i piedi ormai é definitivamente scongiurato, piuttosto mi chiederei se, in questo momento, sarebbe opportuno per lui dedicare tempo ed energie per acquisire le abilità che gli mancano ( non lo definirei certo un ballerino, dovrebbe studiare molto), mentre si sta affermando faticosamente in campo musicale
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Re: Fronte del palco

Messaggio Da Malefika il Mar Mag 28, 2013 2:32 am

Io ho già detto la mia più di una volta e trovo che sia riduttivo sminuire il Re Matto tour ai conigli, ma davvero tanto. Io di quel tour mi sono fatta 20 date, di quello dello scorso anno una. Evidentemente non avete percepito appieno l'innovazione italiana di Mengoni in quel tour, e non parlo di coreografie e conigli. La stessa cosa vale per le anteprime del Solo tour, e mi pare che lì Tommassini (per cui bisognerebbe portare più rispetto come professionista) non ha nemmeno deciso il colore delle calze di Marco...eppure anche il Solo tour è stato un esperimento riuscito, perché è venuta fuori la completezza dell'artista Mengoni. E mi pare che il Solo tour sia stata anche un'idea di Marco, oltre che di Silvio Oddi. Se poi vogliamo dire che in realtà tutto quello fatto prima di oggi erano ambizioni di altri a cui Marco porello sottostava allora stiamo offendendo Marco e la sua intelligenza (io lo trovo molto più costruito adesso, ma non direi mai che lui non volesse ciò che poi è diventato).
Poi spiace ancora ridurre il tutto alla questione "coreografie", ma chi è che vuole vedere Mengoni eseguire una coreografia? Io no di certo. Non sa ballare ed è bene che non lo faccia per carità risulterebbe ridicolo. Io parlo di "altro". Come dissi la scorsa volta ci sono performer e performer, ne parlai qui facendo degli esempi che evidentemente nessuno ha letto:
http://iperuranio.forumattivo.com/t517p510-roxy-bar
Marco è uno trasgressivo, folle e istintivo e secondo me dovrebbe creare uno spettacolo che tiri fuori queste sue qualità. Queste cose me le dava nel Solo Tour e Re Matto (e non di certo per i conigli ) quando quasi "aggrediva" il pubblico (mi ricordo ancora alla prima data all'Alcatraz quando mentre cantava Credimi Ancora ha sovrastato la prima fila dove c'ero pure io e con gli occhi truccati e la vena che scoppiava si è sbilanciato in avanti con gli occhi spiritati), mentre adesso sembra un agnellino sobrio e mesto. Vederlo che canta Pronto a correre impalato all'asta del microfono mi fa quasi sorridere, perché lo vedo che vorrebbe "venire fuori" e fidatevi prima o poi la finirà di limitarsi. "Sembra una Ferrari costretta su una strada di montagna" (cit.)



ariadne ha scritto:Con questo voglio dire che tra il bisogno di muoversi seguendo il ritmo e il desiderio di cimentarsi in uno spettacolo alla Michael Jackson ce ne corre.

ariadne ha scritto:Non nascondo che anche a me era parso che Marco desiderasse una carriera da performer, visto dall'esterno tutto lo faceva pensare, per questo mi rendo conto che qualcuno possa rimanere deluso dal vedere svanire il sogno di un M J italiano.

Mah guarda, mi pare che nessuno sia rimasto deluso dal sogno di nessuno. Non si se ti riferisci a qualcuno in particolare (vista la mia firma) ma di gente rimasta delusa da questo tour e dalla location ne ho letta parecchia anche in BU. Qui nessuno vuole che Mengoni diventi qualcun altro se non sé stesso e infatti secondo me Mengoni è quello che ho descritto sopra. Vedo la sua vera natura in quello, perché gli riesce meglio di qualunque altro artista italiano.
Per dimostrarti la mia obettività ti dico che le stesse critiche le feci con MJ ma al contrario (sono contorta lo so ) nel senso che dopo 40 anni in cui ti esibisci facendo un certo tipo di concerto, mi sarebbe tanto piaciuto vederlo in un tour acustico perché lo preferisco come Cantante che come performer/coreografo e può sembrarti strano magari. Ovviamente non lo puoi sapere ma nel forum di Michael Jackson molti fans auspicavano un tour acustico o comunque minimale proprio per l'emozione che riuscivano a suscitare la sua voce e la sua intensità interpretativa e visto che scriveva e componeva le sue canzoni facendo la beatbox con la voce, cosa impossibile visto che stiamo parlando di colui che è stato proprio il precursore dei concerti-show che ci sono oggi. Sarebbe stato chiedergli troppo, visto che sua maestà senza paillettes&lustrini e stadi pieni non ci sapeva stare
Marco per me è un artista estremamente completo, e non vorrei si fossilizzasse su questo modo di stare sul palco ma che facesse anche altro perché so che lo sa fare.
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Re: Fronte del palco

Messaggio Da Laurel-EF il Mar Mag 28, 2013 8:35 am

Malefika ha scritto:Vederlo che canta Pronto a correre impalato all'asta del microfono mi fa quasi sorridere, perché lo vedo che vorrebbe "venire fuori" e fidatevi prima o poi la finirà di limitarsi. "Sembra una Ferrari costretta su una strada di montagna" (cit.)

In effetti, quando l'ho visto dalla Cabello cantare per la prima volta dal vivo questa canzone, sono rimasta spiazzata, immaginavo un'interpretazione completamente diversa. Credevo fosse stanchezza, invece è proprio una scelta, perchè la presenta più o meno nello stesso modo in tour ed apre il concerto con questo biglietto da visita.
Poi penso al testo italiano che ha messo su questa musica e a come mi verrebbe da muovermi su parole come "gra-zie io ri-par-to so-lo con-tro-vee-nto...", istintivamente mi radico al suolo a gambe divaricate, con forza e ostinazione, per resistere alle correnti avverse.
Ha scelto di dare il massimo peso al testo.
Se guardi come ha fatto Put the light on nel mini concerto all'ESC, già vedi qualcosa di diverso, pur considerando la tensione che deve aver avuto in quella situazione. Infatti il testo inglese (bello anche quello) non è doloroso, è più solare e aperto. Dagli tempo e vedrai come ci fa sentire "the calling out", il procione gli diventa un istrice!
Ah, nella mia collezione di figurine, sempre cedesi cinquanta coreografi per un Colombo!

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Re: Fronte del palco

Messaggio Da ariadne il Mar Mag 28, 2013 9:11 am

io credo semplicemente che per Marco , in questo momento, questo sia il modo più congeniale di stare sul palco, non c'é nessuno alle sue spalle , nessuno che lo guidi , quello che vediamo lo ha deciso lui, lo decide concerto dopo concerto, ci si trova bene, visto che lo sta mantenendo, in questo momento e in questo modo non é affatto limitato nella sua espressione artistica, stare fermo sulle gambe, ben piantate per terra, é un atteggimento che comunica forza e determinazione, in linea perfetta con il testo di Pac, anche questo é teatralità.
Forse io ed altri riteniamo Marco talmente maturo da sapere scegliere., Io non conosco M J, se non per quello che mi é arrivato da tv e radio, se una fan mi dice che lui non sapeva rinunciare ad una certa immagine di sè, se penso che succede a tanti altri artisti di non saper cambiare, a volte neppure quando lo richiederebbe l'età o la musica, non posso che ammirare la capacità di Marco di interpretare il momento, questo é il tour della condivisione, quando il messaggio cambierà tornerà l'atteggiamento aggrssivo o qualunque altro gli servirà per comunicarlo., anche per questo Marco é un grande. E la maturità si nota anche dal fatto che, negli altri tour, si ispirava sempre a qualcuno , che fosse Jagger o Zero, lo rimarcava lui stesso durante gli spettacoli, adesso vedo solo Marco Mengoni.
Ribadisco un concetto espresso altrove, la musica dovrebbe essere la protagonista di un concerto che deve ,prima di tutto , essere ascoltato, poi visto, e quello che si vede deve essere complementare alla musica ed ai testi
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Re: Fronte del palco

Messaggio Da Tulip il Mar Mag 28, 2013 9:32 am

Malè ben ritrovata!

ecco ritrovate le idee per cui un tempo andavamo d'accordo. Ritrovo moltissime delle mie posizioni nel tuo lungo post.....nonostante io non sopporti la signora che si agita nel tuo avatar e nonostante tante altre differenze "fra te e me" ...... i riferimenti al primo tour e alla "responsabilità" di Marco non solo degli altri in ciò che ha fatto con grande bravura per me, nei vari live che ha animato, sono giustissimi e soprattutto la consapevolezza che lui sia un marziano ( tempo fa mi ero messa in firma una frase di una giornalista che diceva una cosa del genere)....qualcosa di completamente diverso da ogni altra cosa in Italia.....ed il timore che lui perda quel quid la condivido.

il Mengoni (con le scarpe rosse ) che si muove in passerrella ricordando Jagger e MJ è un nitido ricordo. ...non era una montatura e non era un errore....ma l'espressione credibile di una parte dell'anima artistica dello stesso ragazzo composto ed elegante che canta ora.
Se non ci fossero state le performance visionarie e movimentate di x factor ( grazie a Tommassini e Morgan e Carcano) lui non sarebbe uscito dal bozzolo e non ci avrebbe colpito...il Re matto tour ne è stata una coraggiosa e un poco troppo ambiziosa coseguenza che non ha purtroppo avuto il giusto supporto economico anzi si è rivelata un'impresa organizzativamente pessima e semidilettante ma Marco risplendeva sempre su quel palco!

ora stacco sono al telefono e scrivo con difficoktà anzi non ho riletto...spero si cspisca il senso!
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Re: Fronte del palco

Messaggio Da Ospite il Mar Mag 28, 2013 6:22 pm

ariadne ha scritto:io credo semplicemente che per Marco , in questo momento, questo sia il modo più congeniale di stare sul palco, non c'é nessuno alle sue spalle , nessuno che lo guidi , quello che vediamo lo ha deciso lui, lo decide concerto dopo concerto, ci si trova bene, visto che lo sta mantenendo, in questo momento e in questo modo non é affatto limitato nella sua espressione artistica, stare fermo sulle gambe, ben piantate per terra, é un atteggimento che comunica forza e determinazione, in linea perfetta con il testo di Pac, anche questo é teatralità.
Forse io ed altri riteniamo Marco talmente maturo da sapere scegliere., Io non conosco M J, se non per quello che mi é arrivato da tv e radio, se una fan mi dice che lui non sapeva rinunciare ad una certa immagine di sè, se penso che succede a tanti altri artisti di non saper cambiare, a volte neppure quando lo richiederebbe l'età o la musica, non posso che ammirare la capacità di Marco di interpretare il momento, questo é il tour della condivisione, quando il messaggio cambierà tornerà l'atteggiamento aggrssivo o qualunque altro gli servirà per comunicarlo., anche per questo Marco é un grande. E la maturità si nota anche dal fatto che, negli altri tour, si ispirava sempre a qualcuno , che fosse Jagger o Zero, lo rimarcava lui stesso durante gli spettacoli, adesso vedo solo Marco Mengoni.
Ribadisco un concetto espresso altrove, la musica dovrebbe essere la protagonista di un concerto che deve ,prima di tutto , essere ascoltato, poi visto, e quello che si vede deve essere complementare alla musica ed ai testi


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Re: Fronte del palco

Messaggio Da jamila5 il Mar Mag 28, 2013 7:16 pm

ariadne ha scritto:io credo semplicemente che per Marco , in questo momento, questo sia il modo più congeniale di stare sul palco, non c'é nessuno alle sue spalle , nessuno che lo guidi , quello che vediamo lo ha deciso lui, lo decide concerto dopo concerto, ci si trova bene, visto che lo sta mantenendo, in questo momento e in questo modo non é affatto limitato nella sua espressione artistica, stare fermo sulle gambe, ben piantate per terra, é un atteggimento che comunica forza e determinazione, in linea perfetta con il testo di Pac, anche questo é teatralità.
Forse io ed altri riteniamo Marco talmente maturo da sapere scegliere., Io non conosco M J, se non per quello che mi é arrivato da tv e radio, se una fan mi dice che lui non sapeva rinunciare ad una certa immagine di sè, se penso che succede a tanti altri artisti di non saper cambiare, a volte neppure quando lo richiederebbe l'età o la musica, non posso che ammirare la capacità di Marco di interpretare il momento, questo é il tour della condivisione, quando il messaggio cambierà tornerà l'atteggiamento aggrssivo o qualunque altro gli servirà per comunicarlo., anche per questo Marco é un grande. E la maturità si nota anche dal fatto che, negli altri tour, si ispirava sempre a qualcuno , che fosse Jagger o Zero, lo rimarcava lui stesso durante gli spettacoli, adesso vedo solo Marco Mengoni.
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Re: Fronte del palco

Messaggio Da Levnicolaievic il Mar Mag 28, 2013 11:29 pm

riflettendo sulle vostre opinionii ( grazie a tutte dei contributi ) e ripensando ai concerti che ho visto mi vengono in mente alcune considerazioni :
- la prima è che la performance Marco è sempre la più forte che lui può dare: è l'energia la cifra tipica della sua espressività, che sia contenuta e compressa oppure lasciata libera e agita con aggressività sensuale , comunque la si sente sempre: voglio dire che il linguaggio del corpo è immanente alla espressività vocale ed è irrinunciabile per Marco, è questo che fa la sua differenza: è travolgente perchè è sempre lì tutto su quel palco, con tutta l'energia espressiva che possiede.
- in secondo luogo questa immanenza medodico-corporea , questo suo essere sempre anima e corpo che canta, questa totalità espressiva è la sua arte , ed è mimetica, istintiva dettata dal sentire, dall'emozione : ma è un'emozione che è il suo modo di rapportarsi al mondo, non deriva da una scelta, mi pare che lui sia uno di quegli artisti che non sceglie a tavolino una interpretazione piutoosto che un'altra, semplicemente rispetta se stesso, i propri tempi, la propria evoluzione interiore e non potrebbe fare diversamente, proprio perchè vive la sua arte in modo totale, mi sembra.
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Re: Fronte del palco

Messaggio Da ariadne il Mer Mag 29, 2013 8:18 am

@ Lev
per questo non é concepibile un Marco " costruito".
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Re: Fronte del palco

Messaggio Da Laurel-EF il Mer Mag 29, 2013 8:28 am

Levnicolaievic ha scritto:- la prima è che la performance Marco è sempre la più forte che lui può dare: è l'energia la cifra tipica della sua espressività, che sia contenuta e compressa oppure lasciata libera e agita con aggressività sensuale , comunque la si sente sempre: voglio dire che il linguaggio del corpo è immanente alla espressività vocale ed è irrinunciabile per Marco, è questo che fa la sua differenza: è travolgente perchè è sempre lì tutto su quel palco, con tutta l'energia espressiva che possiede.
- in secondo luogo questa immanenza medodico-corporea , questo suo essere sempre anima e corpo che canta, questa totalità espressiva è la sua arte , ed è mimetica, istintiva dettata dal sentire, dall'emozione : ma è un'emozione che è il suo modo di rapportarsi al mondo,
non deriva da una scelta, mi pare che lui sia uno di quegli artisti che non sceglie a tavolino una interpretazione piutoosto che un'altra, semplicemente rispetta se stesso, i propri tempi, la propria evoluzione interiore e non potrebbe fare diversamente, proprio perchè vive la sua arte in modo totale, mi sembra.
Grazie Lev, non lo si potrebbe dire con parole migliori.
Ho solo un dubbio sulla questione della scelta, ma parlo di niente perchè non ho ancora avuto il piacere di partecipare ad un concerto del nuovo tour. Mi sembra che ora, rispetto al passato in cui la sua comunicazione era interamente istintiva e centrata su se stesso, abbia introdotto una gestualità più simbolica e "pensata", in grado di proiettarlo fuori da sè e più concretamente verso gli altri: mi viene in mente il gesto della mano aperta a toccare il cuore (nel "per me" dell'Essenziale versione ESC) o quello del braccio che si sposta a sentire la vita scorrere nelle vene (in PAC). Ripeto, parlo però con poca cognizione di causa. Lo faceva anche durante il Solo tour o è un'innovazione del suo linguaggio?
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