Notizie musicali

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Re: Notizie musicali

Messaggio Da Jazzbianco il Mar Dic 11, 2012 3:23 pm

http://www.ilmessaggero.it/spettacoli/televisione/sanremo_rinvio_elezioni_febberaio/notizie/237388.shtml

Sanremo a rischio, Rai valuta slittamento
in vista delle elezioni


Intanto Cicchitto attacca Fazio e Littizzetto: «Sono di parte»

ROMA - Il Festival di Sanremo potrebbe slittare: in attesa che venga definita la data dell'election day - 17-18 oppure 24-25 febbraio - in Rai si sta valutando la possibilità di posticipare l'evento, in primo luogo per assolvere agli obblighi informativi di legge legati alla par condicio. A Viale Mazzini si sta ragionando, in particolare, sull'impatto che la campagna elettorale avrebbe sul festival, attualmente previsto dal 12 al 16 febbraio: gli impegni che la legge impone al servizio pubblico, in termini di copertura informativa e tribune elettorali, potrebbero infatti rendere difficoltoso lo svolgimento di Sanremo, impedendo a Rai1 di svolgere la sua funzione di informazione sul voto, specie se si andrà alle elezioni il 17-18 febbraio.

Non è escluso, quindi, che la Rai possa giocare d'anticipo e rinviare il festival: a quanto si apprende, si sta ragionando sul periodo compreso tra il 26 febbraio e il 5 marzo, quindi sull'ultima settimana di febbraio o sulla prima di marzo. Al momento, comunque, si stanno ancora valutando tutte le possibilità e una decisione dovrebbe arrivare soltanto nei prossimi giorni. E venerdì 14 dicembre è attesa l'ufficializzazione della lista dei big che saliranno sul palco dell'Ariston.

Cicchitto contro Fazio e Littizzetto. «L'ipocrisia regna sovrana nel sistema delle comunicazioni. Fra poco tempo scatta la par condicio. Epperò, proprio alla vigilia delle elezioni, il Festival di Sanremo previsto per il 12-16 febbraio 2013 sarà guidato da due personalità come Fazio e la Littizzetto che non sanno dove stia di casa l'imparzialità». A sostenerlo in una nota è il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto commentando l'intervento della Littizzetto a “Che tempo che fa?” contro Berlusconi. «Entrambi - aggiunge il parlamentare - già si stanno esibendo con toni marcatamente di parte e ieri la Littizzetto ci ha fatto capire quello che ci aspetta. Tutto ciò pone la presidente della Rai Tarantola e il dg Gubitosi davanti ad enormi responsabilità».

Il cda Verro per il rinvio. «Credo che l'azienda debba cominciare a porsi il problema di un'eventuale sovrapposizione tra elezioni politiche e Festival di Sanremo. Se il Festival, oggi calendarizzato dal 12 al 16 febbraio, dovesse trovarsi a cadere nella settimana delle elezioni o in quella subito precedente, io francamente sarei per un suo rinvio». Lo rivela all'Adnkronos il consigliere d'amministrazione della Rai, Antonio Verro, sottolineando di attendere sulla questione risposte tanto dalla commissione di Vigilanza quanto dall'azienda. «Il servizio pubblico -sottolinea il consigliere - sarà infatti chiamato in quel periodo a rispettare una serie di obblighi che, nelle prossime settimane, saranno definiti più nel dettaglio dalla Commissione di Vigilanza. Occorre rapidamente prendere una decisione perché c'è il rischio da un lato di non offrire ai cittadini un'adeguata informazione in campagna elettorale e, dall'altro, di condizionare troppo il più importante spettacolo della televisione italiana».
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Re: Notizie musicali

Messaggio Da Jazzbianco il Mer Dic 12, 2012 10:29 am

http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2012/12/12/news/la_musica_in_lutto_morto_ravi_shankar-48568883/

È morto Ravi Shankar: il re del sitar che ispirò Beatles e Rolling Stones

Il virtuoso del tipico strumento a corde indiano aveva 92 anni. Ebbe una lunga collaborazione con l'ex Beatles George Harrison, con la sua musica influenzò varie composizioni del gruppo di Liverpool ed anche il gruppo di Jagger
IL MUSICISTA e compositore indiano Ravi Shankar è morto oggi all'età di 92 anni negli Stati Uniti, dove era stato ricoverato per un'operazione chirurgica. Il famoso maestro di sitar, il tipico strumento a corde indiano, ha contribuito alla diffusione della musica classica indiana nel mondo. Era definito "l'ambasciatore culturale" dell'India e tra i suoi ammiratori c'era l'ex Beatles, George Harrison. La sua musica ha influenzato varie composizioni del gruppo, e anche dei Rolling Stones.

Nato a Varanasi nel 1920, Shankar lascia la moglie Sukanya e due figlie musiciste, Anushka, che come il padre suona il sitar, e la cantante Norah Jones, in verità mai ufficialmente riconosciuta. La collaborazione con Harrison durò almeno un decennio e si materializzò in un primo grande appuntamento: il Concerto per il Bangladesh dell'agosto 1971 a cui parteciparono 40.000
persone. L'album prodotto in quella occasione permise a Shankar di vincere il secondo Grammy Award dei tre da lui ottenuti.

Per tutti gli anni '70 il maestro del sitar e il leader dei Beatles lavorarono insieme in lunghi tour negli Stati Uniti ed in Europa. Un ritmo stressante che causo' al musicista indiano un infarto a Chicago nel novembre 1974. Fra i numerosi eventi che hanno segnato la sua carriera artistica, una esibizione nella Casa Bianca su invito dell'allora presidente Gerald Ford, un concerto 'Raga Mala' legato alla sua autobiografia diretto da Zubin Mehta, ed una prolifica collaborazione con il musicista Philip Glass che portò alla pubblicazione dell'album 'Passages' del 1990. Da diverso tempo si trovava in California dove aveva subito un'operazione chirurgica. Di recente era stato nominato per il Grammys 2013 insieme alla figlia 31/enne, Anoushka.
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Messaggio Da Jazzbianco il Mar Dic 18, 2012 12:34 pm

http://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/brano-elisa-tarantino-si-gioca-loscar-866373.html

Il brano di Elisa per Tarantino si gioca l'Oscar


A Elisa sembra quasi non importare. La sua canzone Ancora qui (bella, molto evocativa) sarà nella colonna sonora di Django unchained, il film di Tarantino in uscita negli States a Natale. Non solo: lei ha scritto il testo, ma musica e melodia sono di Ennio Morricone, l'atmosfera è deliziosamente vintage e tutto sommato mostra un'Elisa che non ti aspetti. Davvero. Perciò ieri, quando Caterina Caselli e suo figlio Filippo, presidente di Sugar Music, hanno presentato l'attività del gruppo, questo exploit è arrivato dritto al bersaglio: una cantante italiana è nella colonna sonora di uno dei film più attesi dell'anno ed è pure vicina all'Oscar. Eggià: «Abbiamo presentato a Miramax tutta la documentazione necessaria per la nomiation all'Oscar come miglior canzone» spiega Filippo Sugar, che ha l'allure del grande manager ma pure l'entusiasmo di un esordiente della discografia: «Dopo l'incontro con il team di Tarantino a Los Angeles, il regista ha voluto a tutti i costi la prima versione del brano inciso da Elisa». Così è nato uno degli eventi più significativi dell'anno. «Il nostro obiettivo è diventare ancor più identificabili - spiega la Caselli -: ci tocca trovare quell'unicità che ci possa rendere riconoscibili nel mondo». E il brano di Elisa lo è. Lei, che è rimasta a Monfalcone perché un poco raffreddata e soprattutto in attesa del secondo figlio (che farà spostare nuovo disco e tour da settembre in avanti), conferma: «Per scrivere questo brano ho pensato a un amico d'infanzia stroncato dalla leucemia. E Morricone ha voluto che facessi io stessa gli arrangiamenti, per sentirmi a mio agio». Il risultato è un brano ipnotico, inciso poche settimane fa ma clamorosamente immerso in un'atmosfera che si riconosce subito. Nostalgica e personale: «Questa è la mia visione degli spaghetti western, di quell'epopea che Sergio Leone ha reso al massimo». E che, se potesse riviverla nel brano di Elisa, lo stesso regista troverebbe ancora tremendamente attuale.
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Re: Notizie musicali

Messaggio Da Ospite il Mer Dic 19, 2012 8:20 pm

Dalla pagina Facebook di Sanremo
"Renato Zero affiancherà Fazio nella serata del venerdì"

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Re: Notizie musicali

Messaggio Da Ospite il Ven Dic 28, 2012 12:08 pm

Festival di Sanremo: il programma delle serate

Con la conduzione di Fabio Fazio, affiancato da Luciana Littizzetto, il Teatro Ariston ospiterà dal 12 al 16 Febbraio 2013 la 63esima edizione del Festival di Sanremo.

14 i BIG in gara con due brani a testa, per un totale quindi di 28 canzoni in competizione. 8 invece i GIOVANI, con un brano ciascuno.

Di seguito il programma del Festival di Sanremo 2013:
■Martedì 12 febbraio 2013

I 14 BIG in gara verranno suddivisi nelle prime due serate. Martedì 12 si esibiranno 7 BIG con le due canzoni previste a testa. La votazione determinerà la CANZONE che potrà proseguire la competizione. Durante la serata verranno introdotti al pubblico gli 8 GIOVANI, che però non si esibiranno.
■Mercoledì 13 febbraio 2013


Così come la prima sera, ci saranno gli altri 7 BIG in gara che si esibiranno con i due brani. La votazione determinerà quale canzone rimarrà in gara. Parallelamente alla gara dei BIG, si esibiranno anche i primi 4 GIOVANI. Le 2 canzoni col punteggio complessivo più alto saranno ammesse alla Quarta Serata di Venerdì 14 Febbraio.
■Giovedì 14 febbraio 2013


Sul palco dell’Ariston si esibiranno TUTTI i 14 CAMPIONI con la SOLA canzone rimasta in gara. A votare sarà il pubblico da casa attraverso il TELEVOTO. In base ai voti ricevuti verrà definita una prima graduatoria provvisoria delle 14 canzoni, che peserà per il 25% nella determinazione della graduatoria finale. Saliranno inoltre sul palco gli altri 4 GIOVANI, la votazione determinerà i 2 brani che accederanno alla serata successiva.
■Venerdì 15 febbraio 2013


Questa serata è dedicata a Sanremo Story: i 14 BIG si esibiranno, senza votazione, con i brani assegnati dalla Direzione Artistica. Si esibiranno inoltre i 4 GIOVANI rimasti in gara, con votazione e proclamazione del vincitore.
■Sabato 16 febbraio 2013


Si decreterà il vincitore del Festival di Sanremo 2013, con votazione della Giuria di Qualità, del pubblico e con la somma dei risultati ottenuti nella serata del giovedì.

dal sito www.teamworld.it

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Messaggio Da Jazzbianco il Mar Gen 08, 2013 12:49 pm

http://video.corriere.it/musica-regalo-fan-david-bowie-ritorno-10-anni-silenzio/3bc77f50-5977-11e2-bf1c-a7535a9f5f63

Musica: regalo ai fan da David Bowie, il ritorno dopo 10 anni di silenzio
Il Duca Bianco pubblica on line il video di 'Where Are We Now?'

David Bowie sorprende tutti e nel giorno del suo 66mo compleanno torna con un nuovo lavoro. Il Duca Bianco pubblica on line il video del primo singolo dell'album in uscita il 12 marzo, 'The Next Day'. Il brano si intitola 'Where are we now?', una ballata con molti riferimenti al suo periodo berlinese. La leggenda del glam-rock non si esibisce in pubblico dal 2006 e non pubblica niente di inedito dal 2003. Il singolo è stato registrato a New York in collaborazione con il produttore Tony Visconti, suo collaboratore storico. Il regista Danny Boyle aveva inutilmente supplicato la star di 'Space Oddity' di esibirsi alla cerimonia di inaugurazione dei Giochi di Londra 2012.
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Re: Notizie musicali

Messaggio Da Jazzbianco il Sab Mar 02, 2013 11:28 pm

http://www.repubblica.it/persone/2013/03/02/news/morto_armando-trovajoli-53720223/

Addio al maestro Armando Trovajoli,
è stato la musica e l'anima di Roma

Il compositore se n'è andato in silenzio qualche giorno fa ma la vedova l'ha comunicato solo oggi: "Non amava presenzialismi, né applausi. Non voleva funerali ma essere cremato". Nella sua carriera ha scritto brani indimenticabili, da 'Roma nun fa la stupida stasera', ad 'Aggiungi un posto a Tavola'

ROMA - E' morto a 95 a Roma, dov'era nato il 2 settembre 1917, il maestro Armando Trovajoli. Si è spento nella sua città qualche giorno fa, ma la notizia è stata resa pubblica dalla moglie Mariapaola solo oggi. "Ho rispettato fino all'ultimo le volontà di un uomo schivo, che non amava presenzialismi, né applausi. Non voleva pubblicizzare la sua morte né i suoi funerali e voleva essere cremato. Solo ora che è stato fatto tutto posso dare la notizia", ha detto.

"Ha lavorato fino all'ultimo giorno - ha raccontato la vedova - la sua ultima commedia, la trasposizione per il teatro della Tosca di Gigi Magni, è ancora sul suo pianoforte". Trovajoli è stato l'anima di Roma. Sua la musica di "Roma nun fa' la stupida stasera" che scrisse nel '61 per Nino Manfredi e Lea Massari, con testo di Pietro Garinei e Sandro Giovannini. Così come "Ciumachella de' trastevere", composta per Lando Fiorini. O "Nun je da' retta, Roma" che Gigi Proietti cantò con il testo di Luigi Magni nel 1973.

La sua Roma è quella dei vicoli, la Roma che Trovajoli ha visto trasformarsi, cambiare. Ma la sua musica ne riporterà sempre in vita la luna, i grilli lungo il Tevere, le ombre.

Nella sua lunghissima carriera ha suonato con i più qualificati jazzisti del mondo. Da Duke Ellington, Louis Armstrong, Miles Davis, Chet Baker a Stephan Grappelli, Django Reinhardt e altri. Trovajoli è l'uomo che ha scritto le note di pezzi indimenticabili della storia della musica italiana. Ma ha musicato anche parte del miglior cinema italiano, componendo un centinaio di colonne sonore, da quella di 'Riso Amaro' di Giuseppe De Santis del 1949 a quella di 'Giovani e belli' di Dino Risi nel 1996, ma anche 'Un giorno in pretura', 'La ciociara'. 'C'eravamo tanto amati', 'Profumo di donna', 'Una giornata particolare'. Armando Trovajoli è stato pianista, direttore d'orchestra e compositore. Prolifico, poetico. La commedia musicale grazie alla lunga collaborazione con Garinei e Giovannini. deve tanto alle sue composizioni. Tra le sue canzoni più celebri anche "Aggiungi un posto a tavola".

Da bambino studiò violino per poi entrare nel 1937 nell'orchestra di Rocco Grasso. Nel 1939 passò all'orchestra di Sesto Carlini, una delle più rinomate formazioni jazzistiche italiane dell'epoca. Poi la guerra. Il suono assordante. E dopo il diploma al Conservatorio Santa Cecilia di Roma (1948). Nel 1949 al Festival du Jazz de Paris dove, con Gorni Kramer al contrabbasso e Gil Cuppini alla batteria, suonò nella celebre Salle Pleyel. Col titolo Musica per i vostri sogni, e in un secondo tempo con quello di Eclipse, arrivò alla radio, con Piero Morgan (Piero Piccioni) e realizzando uno tra i primi tentativi italiani di presentare esecuzioni pianistiche di jazz con orchestra d'archi.

All'inizio degli anni 50 la Rai gli affidò la direzione di un'orchestra di musica leggera, Trovajoli decise di impostarla con un grande organico di 12 violini, 4 viole, 4 violoncelli, 1 flauto, 1 oboe, 1 clarinetto, 1 corno, l'arpa, vibrafono, chitarra elettrica, contrabbasso, batteria e il pianoforte suonato da lui. I microfoni furono quelli di Radio Roma.

Con lo pseudonimo Vatro cominciò a scrivere canzoni, da 'E' l'alba', 'Dimmi un po' Sinatra' e altre. Nel '51 per Dino De scrisse la colonna sonora di 'Anna', film diretto da Alberto Lattuada. La canzone 'El Negro Zumbon' cantata in playback e danzata da Silvana Mangano, ma in realtà è eseguita dalla voce di Flo Sandon's, divenne un successo mondiale. Lo stesso anno si esibì come concertista suonando musiche di Gershwin sotto la direzione di A. Rodzinsky al Teatro San Carlo di Napoli e di Willy Ferrero alla Basilica di Massenzio in Roma. Nel 1953, oltre a scrivere il commento per il film 'Due notti con Cleopatra', arrivò a Sanremo, vincendo con l'arrangiamento della canzone vincitrice 'Viale d'autunno'. Con 'Che m'è mparato a ffà', lanciata e incisa in disco da Sophia Loren nel 1956, ottenne un altro grande successo mondiale.
Così come con 'Roma, nun fà la stupida stasera'.

La sua vita più intima è riservata, come lui. Nel 1962 sposò l'attrice Anna Maria Pierangeli, dalla quale ebbe un figlio, Howard Andrea. Nel 1968 dopo il divorzio, sposò Mariapaola, madre del suo secondo figlio Giorgio. 'Rugantino' fu realizzato nel 1973 con Adriano Celentano come attore protagonista ma il copione divenne un successo quando fu ripreso da Garinei e Giovannini. Con loro reallizzò anche 'Ciao Rudy' e 'Aggiungi un posto a tavola'.

Tra le colonne sonore è indimenticabile anche la collaborazione con Vittorio De Sica, Marco Vicario, Dino Risi, Luigi Magni e Ettore Scola del quale ha musicato praticamente l'intera filmografia. Nel 2007 ha ottenuto il Premio Speciale David di Donatello alla carriera. Nel 2009 ha collaborato al nuovo disco di Renato Zero, e il 20 giugno ha partecipato al concerto allo Stadio Olimpico "Corale per l'Abruzzo". Nel 2010 ha ricevuto il Premio Federico Fellini 8 1/2 per l'eccellenza artistica e nel 1995 è stato nominato Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica italiana. Fino al il 3 febbraio del 2000 quando è stato nominato Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana.

"Con 'Armandino' eravamo molto amici. Ero stato a pranzo a casa un po' di settimane fa. Tre ore fa ho saputo della sua scomparsa e sono sconcertato", ha detto Gigi Proietti. "Qualsiasi cosa si dica ora suona come ovvia. E' un lutto serio, anche se l'età era avanzata, come quando ti muore un genitore: non te l'aspetti mai. Lui poi era ancora molto attivo. L'ultima volta che l'ho visto aveva progetti, stava pensando, scrivendo. Suonò al piano e noi ascoltammo in religioso silenzio". Il rapporto con Trovajoli, ha ricordato Proietti, nacque nel '73, quando girai 'La Tosca' di Luigi Magni e lui scrisse per me 'Nun je da' retta, Roma', una canzone che ancora porto nel mio repertorio e che ora continuerò a fare con un motivo in più.

Anche Pippo Baudo ha commentato commosso la scomparsa del compositore: "E' morto un grandissimo, un grande musicista, un grande uomo e un grande direttore", ha detto. "Io lo ricordo da maestro e orgogliosamente da amico. Mi voleva bene e ho passato tante belle serate a casa sua al piano ascoltando la musica. Mi ritengo davvero fortunato". Amico di vecchia data di Trovajoli, l'avvocato Giorgio Assumma, ex presidente della Siae, ha aggiunto: "E' stato la colonna musicale della giovinezza, siamo vissuti sentendo le sue canzoni. Per noi tutti uno come lui era eterno, anche se aveva 95 anni". Trovajoli, ha raccontato, era "uno uomo di grandi amicizie e di grande disponibilità, ma anche una persona di infinita umiltà".

"Ad Armando Trovajoli mi legano i ricordi più belli perché mi ha cambiato la vita. Fui chiamato al Sistina per cantare il Rugantino e quando lui mi sentì disse a Garinei e Giovannini: 'prendiamo questo ragazzo'. Da lì è successo tutto, siamo andati in tutto il mondo", ha detto Lando Fiorini. "Per me - ha aggiunto - era come un fratello maggiore. E' una perdita enorme per la musica tutta, per Roma e per la romanità".

Trovajoli, come tutti grandi musicisti, non è morto. Rivivrà ogni sera nelle sue musiche, che continueremo a suonare", ha detto Enrico Montesano, raggiunto a Londra.

"La notizia della morte di Armando Trovajoli è causa di grandissimo dolore per la città di Roma e per tutto il mondo della musica, del cinema e del teatro italiano, a cui il maestro ha dedicato la sua vita", ha detto in una nota il neo eletto governatore della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. Il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha aggiunto: "Oggi la voce di Roma è più spenta, le sue note hanno accompagnato la vita di ciascuno di noi. Alla famiglia del maestro si stringe l'affetto dell'intera città". Il suo commento Walter Veltroni l'ha affidato a Twitter: "Armando Trovajoli era un musicista fantastico, un uomo dolce, una persona spiritosa, un romano vero, un amico discreto e sincero".

Chi lo conosceva lo racconta come un uomo sempre al pianoforte. Che lavorava moltissimo, sempre.
"In cielo hanno aggiunto un posto a tavola" per il Maestro, si legge su Twitter e Facebook. In Rete la notizia della sua morte si è diffusa in pochi minuti. Giorni dopo la sua scomparsa avvenuta in silenzio.

(02 marzo 2013)
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Messaggio Da Deianira il Ven Mar 29, 2013 5:31 pm

La Fame di Camilla: il gruppo si scioglie e lo annuncia su Facebook

Ermal Meta, cantante dei La Fame di Camilla, annuncia su Facebook lo scioglimento della band lasciando basiti i propri fan. Perché questa decisione?

Settimana scorsa vi abbiamo dato il triste annuncio dello scioglimento dei My Chemical Romance e oggi è il turno di una band italiana che annuncia il proprio addio alle scene. Si tratta dei La Fame di Camilla, il gruppo capitanato da Ermal Meta, apprezzato autore di testi (anche) per altri artisti nonché del commosso stato Facebook che rivela ai 19.249 fan social la sofferta decisione presa dalla band barese.

Il percorso artistico de La Fame di Camilla, giunto oggi al capolinea, era iniziato nel 2009 con il primo disco omonimo uscito per la EMI e anticipato dal singolo Storia di Una Favola. Il loro primo lavoro in studio fu molto apprezzato dalla critica ma è nel 2010 che il quartetto indie pop si fece conoscere al grande pubblico grazie alla partecipazione al Festival di Sanremo nella sezione Giovani con il bellissimo brano Buio e Luce. Il pezzo fu eliminato alla terza serata ma venne suonato poi da tutte le radio italiane grazie ad un ottimo mix di musica e testo. Molti, o quantomeno io, pensavano che fossero nati i nuovi Negramaro (anche loro, del resto, “bistrattati” all’Ariston quando vi si presentarono tra le nuove proposte con un brano che si ricorderanno in pochi: “Mentre tutto scorre”).

E’ il 31 gennaio 2012 quando i La Fame di Camilla pubblicano L’Attesa, il loro secondo disco anticipato dal (non brillantissimo) singolo Susy e L’Infinito. Poi molti live su e giù per l’Italia ed Ermal che in qualche modo torna a Sanremo nel 2013 firmando il brano Non So Ballare di Annalisa Scarrone (che personalmente preferivo di gran lunga a Scintille ma che venne eliminato la prima sera).

Oggi il messaggio che annuncia la fine della loro avventura nel mondo della musica sembra voler rassicurare sul fatto che i quattro componenti della band non abbiano preso questa decisione per via di dissidi interni. Si tratterebbe di una separazione consensuale dal punto di vista artistico ma non da quello privato: continueranno ad essere amici e a bere birra insieme, pare. La cosa non rincuora più di tanto i loro fan che, stupiti dalla notizia improvvisa, hanno commentato tutto il loro disappunto perché, evidentemente, hanno ancora fame di Camilla.

Eccovi le parole con cui Ermal ha annunciato su Facebook la fine dei La Fame di Camilla:

Ciao Ragazzi!
E’ un inizio così scontato, ma necessario. Sono qui di fronte al computer da mezz’ora e l’unico saluto che mi è venuto fuori è “ciao ragazzi”!
In verità “ciao” è il saluto che mi piace di più, quello più morbido, leggero come una carezza di brezza mattutina sul viso. Ciao. Come suona bene!Una canzone nasce da un “ciao”, un saluto a ciò che dentro svanisce e un saluto a ciò che svanendo, partorisce. Una canzone. Una polaroid scattata da una macchina che ne ha scattate già mille, tutte uguali, ma tutte così diverse.
E’ solo un ciao che posso dire a tutti quelli che hanno seguito La Fame di Camilla in questi anni, a tutti quelli che sono venuti ai nostri concerti, a tutti quelli che hanno cantato con noi ogni singola nota, a tutti quelli che si sono fatti anche molti chilometri per raggiungerci di fronte un palco, a tutti quelli che ci hanno incoraggiato e sostenuto con tutte le forze che avevano, a tutti quelli che hanno comprato i nostri dischi, a tutti quelli che hanno fatto parte di questo viaggio.
Ma come tutti i viaggi anche questo ha una fine e quella fine è già qui.
A volte la vita ti porta a prendere direzioni diverse da quelle che pensavi di prendere e queste direzioni a volte recano dolore.
Ermal, Jonni, Lele e Dino erano amici che fra una birra e due chiacchiere, hanno deciso di suonare insieme.
La Fame di Camilla ha terminato il suo viaggio, ma Ermal, Jonni, Lele e Dino saranno sempre amici.
Fra amici si dice “ciao” e noi non possiamo che salutare tutti voi che ci avete portato sul palmo della vostra mano.
Ciao Ragazzi!
E’ stato bello suonare per voi.
E’ stato bello sognare fra noi.
Ciao Ragazzi..
Ciao…e naturalmente GRAZIE!

e_lfdc


http://www.soundsblog.it/post/121011/la-fame-di-camilla-il-gruppo-si-scioglie-e-lo-annuncia-su-facebook
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Re: Notizie musicali

Messaggio Da Jazzbianco il Ven Mar 29, 2013 10:24 pm

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/29/addio-a-enzo-jannacci-vita-in-scarp-del-tennis-tra-teatro-e-canzone/546900/

Addio a Enzo Jannacci, una vita in “scarp del tennis” tra teatro e canzone

Il cantautore milanese è morto a 77 anni dopo una lunga malattia. Scrisse canzoni di grande successo come "Vengo anch'io/no tu no" e testi sociali come "La fotografia" e "Se me lo dicevi prima", ma fu soprattutto un artista poliedrico, mai banale, capace di destreggiarsi tra scrittura impegnata e cabaret


E’ morto Enzo Jannacci. Il popolare cantautore milanese si è spento a 77 anni, dopo una lunga malattia che lo aveva costretto da tempo lontano dal palcoscenico. Artista poliedrico, mai banale, esordisce negli anni ’50 nel mondo del jazz, collaborando con artisti come Chet Baker, Gerry Mulligan e Stan Getz. Al liceo conosce Giorgio Gaber, col quale, a fine anni ’50, forma il sodalizio “I Due Corsari”. Nel frattempo trova anche il tempo di laurearsi in medicina e di specializzarsi in chirurgia generale. Il successo arriva con ”Vengo anch’io. No, tu no” nel 1968, brano scritto insieme a Fiorenzo Fiorentini e Dario Fo, conosciuto nel tempio emergente del cabaret milanese, il Derby.

E’ tra i primi, in Italia, a innamorarsi del rock’n’roll: suona con Tony Dallara, Luigi Tenco e Adriano Celentano. Alla produzione discografica alternerà sempre periodiche puntate nel teatro e nella televisione. Legatissimo a Milano, dedicò alla sua città il disco d’esordio, “La Milano di Enzo Jannacci”.
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Re: Notizie musicali

Messaggio Da Jazzbianco il Sab Mar 30, 2013 11:05 am

http://www.lastampa.it/2013/03/30/blogs/on-the-road/addio-a-enzo-jannacci-il-medico-artista-le-canzoni-surreali-il-jazz-il-piano-i-film-bMqe6lvemjTnPBQLwP9SXM/pagina.html


Addio a Enzo Jannacci, il medico-artista
Le canzoni surreali, il jazz, il piano, i film...


marinella venegoni

MILANO

Adesso che la situazione è davvero surreale, lui avrebbe saputo trovare le parole per cantarla. Ma Enzo Jannacci aveva perso la forza e l’energia, ed era tormentato da anni da terribili mal di schiena; ieri sera, dopo lunghe sofferenze, se n’è andato. Avrebbe compiuto 78 anni a giugno, era un esemplare raro di duttilità: medico mai ritirato dalla professione, cardiologo che aveva sperimentato in Sudafrica con il pioniere dei trapianti Barnard, era un osservatore acuto della realtà, che guardava con occhi d’artista. Mescolava senza traumi le sofferenze umane e il cabaret, il teatro, la scrittura di canzoni; teneva concerti sopraffini di musica rigorosa condita da infiniti non-sense, che erano il suo vero piatto forte. Con una vena di disperata malinconia in ritmo, e di pietà per i suoi consimili, sapeva cantare i perdenti con pochi tratti, senza rinunciare ad un lampo umoristico. Ha scritto canzoni che hanno segnato il nostro immaginario, e sono diventate modi di dire. Per tutte: «Vengo anch’io no tu no», canto disperato di un emarginato, letto per lo più in tutt’altra chiave.

Nell’ultimo decennio, il suo mal di schiena gli aveva fatto diradare parecchio gli impegni live, dov’era ormai sempre accompagnato dal figlio Paolo, pianista provetto. Ma il disagio fisico non gli aveva impedito di continuare a curare il suo sterminato repertorio: nel 2005 era uscita una curatissima e stravagante raccolta, «Milano 3-6-2005», che era la data dei suoi 70 anni e un atto d’amore alla sua città, un compendio di 40 anni di canzoni in dialetto. Lo avevo incontrato in uno studio di registrazione. Era novembre, e Enzo era senza calze sotto le scarpe da tennis nere. Sei così sportivo? Gli avevo chiesto, e lui: «Non riesco a piegarmi. La mattina quando mi vesto mi appoggio alla porta del bagno con il calzino in mano e provo 2 o 3 volte a infilarlo. Ma se il terzo tentativo non va a buon fine, lascio perdere ed esco senza».

Che tempra d’uomo e d’artista è stato, Enzo Jannacci. Non solo si era laureato e specializzato, ma aveva frequentato per otto anni il Conservatorio nella sua Milano. Due amori paralleli. Con la musica aveva cominciato nei ‘50 alla scuola di Santa Tecla, dove suonò il pianoforte nella band di Tony Dallara prima e di Celentano poi. Ma la svolta fu l’incontro con Giorgio Gaber, con cui formò «I due Corsari» e nacque la celeberrima «Fetta di limone»: si era in piena scoperta del rock’n’roll, c’era una libertà espressiva che avrebbe forgiato grandi talenti. Ma Jannacci frequentò nello stesso tempo anche il mondo del jazz, accanto a numeri uno come Gerry Mulligan e Chet Backer.

La sua vena naturalmente surreale lo aveva posto in primo piano negli spettacoli di cabaret che allora andavano fortissimo. Si può dire che Jannacci è il padre italiano del genere demenziale, che certo a lui si ispirò agli esordi. Le sue prime canzoni si chiamavano «L’ombrello di mio fratello» o «Il cane con i capelli»; poi arrivarono i grandi successi come «Vengo anch’io», «l’Armando», «Scarp del Tenis», la dolorosa «Vincenzina davanti alla fabbrica»; «Ho visto un re» in duetto con Dario Fo, piena di sottintesi politici, fu una delle colonne sonore del ‘68. Mi confessò: «Mi aveva chiamato all’epoca Zavattini, e mi aveva detto: "Le sue canzoni sono dei film"». Andava orgoglioso ma la prendeva bassa. Era troppo intelligente.

Esperienze televisive, partecipazione a film di Monicelli e Ferreri, pièces teatrali in collaborazione con Cochi e Renato e non solo, il successo di «Messico e Nuvole» di Paolo Conte, apparizioni a Sanremo con «La fotografia» e con «Se me lo dicevi prima», completano il quadro di un artista unico, che l’Italia non ha saputo forse apprezzare fino in fondo.
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Re: Notizie musicali

Messaggio Da Deianira il Sab Mar 30, 2013 9:19 pm

Addio a Franco Califano

Franco Califano e' morto nella sua casa ad Acilia. Malato da tempo, era nato nel 1938. Solo pochi giorni fa, il 18 marzo, si era esibito al Teatro Sistina di Roma.

Originario di Pagani, in provincia di Salerno, è nato per caso in aereo sul cielo della capitale libica, a quei tempi colonia italiana. È cresciuto e viveva da molti anni a Roma ma ha anche trascorso otto anni a Milano.

Da sempre autore di testi e poesie, è famoso per canzoni spesso cantate in proprio, ma molto più frequentemente scritte per altri artisti: Mia Martini (Minuetto, scritta in coppia con Dario Baldan Bembo e La nevicata del '56 scritta nel testo con Carla Vistarini); Ornella Vanoni (La musica è finita, su musica di Umberto Bindi, scritta con Nisa, Una ragione di più, scritta con Mino Reitano); Peppino di Capri (Un grande amore e niente più, che vince il Festival di Sanremo 1973); Bruno Martino (E la chiamano estate, scritta in coppia con lo stesso Martino); Edoardo Vianello e Wilma Goich (Semo gente de borgata).

Suo è anche il testo di Un'estate fa, versione italiana di Une belle histoire, del cantante francese Michel Fugain. Le notti d'agosto fu portata al successo da Loretta Goggi. Per Mina ha scritto l'intero album Amanti di valore (1974).

http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=176280
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Messaggio Da Deianira il Mer Apr 03, 2013 2:44 pm

Concerto Primo Maggio 2013: programma

Ecco tutte le informazioni sul Concerto del Primo Maggio in diretta su Rai Tre

Dopo l’annuncio della conduzione affidata a Geppi Cucciari, prende forma con ulteriori informazioni l’atteso Concertone del Primo Maggio 2013. Guest star è Nicola Piovani, vincitore anche del Premio Oscar per le musiche di La Vita è bella e, per la prima volta, le esibizioni diventeranno “social movie”

Il tema artistico sarà “Musica per il nuovo mondo. Spazi, radici, frontiere” e l’orchestra prevede grandi nomi di richiamo nazionale: Enzo Avitabile (sax), Boosta dei Subsonica (tastiere), Fabrizio Bosso (tromba), Stefano Di Battista (sax), Andrea Mariano dei Negramaro (tastiere e sintetizzatori), Federico Poggipollini (chitarra) e Maurizio Solieri (chitarra). In chiave rock, verranno reinterpretati grandi pezzi di Lucio Dalla, Adriano Celentano, Francesco De Gregori e Lucio Battisti

L’inno di Mameli verrà eseguito da un’orchestra composta da 100 violoncellisti guidati da Giovanni Sollima. Ed ecco l’aspetto Social Movie grazie ad un’applicazione per iPhone e Android -gratuita- che permette un girato di 15 secondi che verrà poi successivamente lavorato dal titolo “One million eyes, baby” con la regia di Stefano Vicario

Importanza verrà data alla musica emergente con il 1’M Festival, un contest che ha visto, nel corso delle scorse settimane, 48 artisti finalisti che si esibiranno domani, 4 aprile 2013 sul palco delle Officine Creative Ansaldo di Milano e e dall’8 al 13 aprile su quello delle Officine Cantelmo di Lecce. Le esibizioni avverranno in diretta sul sito www.1mfestival.com. I sei nomi della finale saliranno sul palco del Concerto del Primo Maggio e solo in quel giorno, ci sarà la proclamazione del vincitore finale.

http://www.soundsblog.it/post/107345/concerto-primo-maggio-2013-programma
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Messaggio Da Tulip il Dom Apr 14, 2013 5:55 pm

stasera Patti Smith live su Radio Due !
Live dall'Auditorium alle 20.50 il concerto evento che riproduce la tracklist completa di un capolavoro del rock Horses.

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-2634c772-12a8-43fd-b5d5-6cafb462aa50.html#p
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Messaggio Da lulinina il Mer Apr 17, 2013 10:34 am

Fibra fuori dal Concertone: "Offende le donne"
http://www.tgcom24.mediaset.it/televisione/articoli/1091009/fibra-escluso-offende-le-donne.shtml
10:22 - Fabri Fibra non canterà al Concertone, il classico appuntamento musicale del Primo maggio. A quanto riporta il "Corriere della sera" i sindacati - tradizionali promotori dell'evento - lo hanno escluso dalla scaletta dopo una lettera aperta rivolta loro dall'associazione "Donne in rete contro la violenza", presieduta dall'avvocato Titti Carrano. Al centro della polemica i suoi testi, ricchi di messaggi omofobi e sessisti.
Dopo il no a Fabri Fibra di Cgil, Cisl e Uil, l'organizzatore Marco Giordano non ha potuto far altro che prendere atto della decisione: "Non è nei nostri poteri rifiutare le indicazioni che ci arrivano dai sindacati".

FABRI FIBRA: "MI SEMBRAVA STRANO..." - "Concertone del Primo Maggio in Piazza San Giovanni: nemmeno quest'anno sarò su quel palco. Mi sembrava strano. In effetti, l'invito entusiasta da parte di Marco Godano mi aveva sorpreso, era una bella novità. - scrive Fabri Fibra su Facebook - Invece poi non sono gli organizzatori che decidono chi suona in piazza. Nei miei testi forse non tutti ci leggono l'impegno politico o sociale necessario per eventi del genere. Nel 2013, per alcuni, il rap e i suoi meccanismi artistici sono ancora da interpretare e da capire fino in fondo. Qualcuno voleva che io suonassi e qualcuno no. Nonostante il tentativo, non si fa nulla. Il Primo Maggio è ancora soggetto a certi schemi che in altri circuiti live non ci sono o comunque non ci sono più. Penso in ogni caso che i concerti siano una bella occasione per i ragazzi di vivere esperienze musicali reali. Ci vediamo comunque in tour quest'estate e quest'autunno".
:??:
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Re: Notizie musicali

Messaggio Da Jazzbianco il Dom Apr 21, 2013 10:57 am

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/spettacolo/2013/04/20/Nina-Simone-10-anni-senza-sacerdotessa-soul_8585764.html

Dieci anni senza la voce di Nina Simone

di Elisabetta Malvagna

E' stata una delle artiste piu' importanti del ventesimo secolo, un'icona della musica americana e non solo: il 21 aprile di 10 anni fa moriva in Francia, a Carry-le-Rouet, dopo una lunga lotta contro un tumore al seno, Nina Simone, la sacerdotessa del soul. Cantante, pianista e attivista per i diritti civili, amica di Martin Luther King e Malcolm X, e' stata ed e' ancora oggi fonte di ispirazione per moltissimi artisti. Eunice Kathleen Waymon nasce a Tryon, un paesino del Nord Carolina, il 21 febbraio 1933. Fin da piccola sceglie la musica come mezzo per esprimere i suoi sogni e le sue sofferenze, che hanno origine anche dai pregiudizi razziali del profondo sud. Con le due sorelle forma un gruppo, le Waymon Sisters, con cui si esibisce in chiesa.

E' amata e apprezzata dalla sua comunita', che le paga le lezioni di pianoforte e le permette di proseguire gli studi nella Grande Mela. I club di New York diventano teatro delle sue esibizioni. Siamo agli inizi degli anni Cinquanta. Eunice si appassiona al cinema francese e resta incantata dal fascino senza tempo di Simone Signoret. Tanto da decidere di chiamarsi come lei. Incanta il pubblico con quella voce roca e sensuale, graffiante e al tempo stesso rotonda. Ispirandosi alla grande Billie Holiday, canta pezzi come 'I Loves You, Porgy' di George Gershwin. Un pezzo che inserira' nell'album di debutto, che vede la luce nel 1958. Bisognera' attendere il 1963 per l'arrivo di canzoni-simbolo come Old Jim Crow e Mississippi Goddam, che diventano inni per i diritti civili. Nel 1964 esce uno dei suoi album live piu' convincenti, Nina Simone in Concert: una imprevedibile I Loves you Porgy, una minimalista Pirate Jenny di Kurt Weill e Berthold Brecht, e la versione forse piu' amara di Mississippi Goddam.

Due anni dopo incide Four Women presentando quattro personaggi emblematici della schiavitu', Saffronia, Sweet Thing, Peaches, Aunt Sarah, che diventa il simbolo del femminismo afro. Uscira' nel 1967 Nina Simone Sings the Blues, forse il suo disco piu' famoso. Spirito libero e determinata nelle sue battaglie, lascera' il suo paese, ancora intriso di pregiudizi razziali. Diventa cittadina del mondo, vive in vari paesi, dall'Olanda alle Barbados, dalla Liberia all'Egitto, passando per la Turchia e la Svizzera. Il suo paese pubblica raramente i suoi album. Nei primi anni Settanta sparisce dalla scena, per tornare qualche anno dopo, ma scompare di nuovo alla fine degli anni '80. Fino a quando Chanel sceglie la sua My Baby Just Cares For Me, scritta 30 anni prima, per uno spot. Il brano irrompe al top delle classifiche inglesi. Tornata in auge, pubblica un nuovo disco dall'evocativo titolo 'Nina's Back'. In tanti si sono ispirati a lei: da Mary J. Blige ad Alicia Keys.

Ma anche i cinema la ama. Il personaggio principale del film del '93 Nome in codice: Nina (versione Usa del film di Luc Besson, Nikita) e' una sua grande fan, dalla quale prende ispirazione per il nome in codice. E nel film scorrono le note di tante sue canzoni, da Here Comes the Sun a I Want a Little Sugar in My Bowl. La sua Sinner Man e' la colonna sonora dei titoli di coda di Inland Empire di David Lynch e del film Cellular di David R. Ellis. E il teatro: Valentina Lodovini e' la protagonista del nuovo spettacolo del Teatro dell'Archivolto 'Quando Nina Simone ha smesso di cantare', regia di Giorgio Gallione, in scena fino a stasera a Genova. Un monologo - primo adattamento in Italia di una pie'ce scritta e interpretata in Francia dalla libanese Darina Al-Joundi - che tocca i temi della liberta' e della dignita' della donna.
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Re: Notizie musicali

Messaggio Da Deianira il Ven Apr 26, 2013 10:54 am

Wind Music Awards in diretta con Carlo Conti e Vanessa Incontrada

Tornano i Wind Music Awards e per la prima volta saranno in diretta tv sempre diretti dal duo Carlo Conti e Vanessa Incontrada.
La settima edizione della manifestazione che celebra e premia la migliore musica italiana andrà in scena lunedì 3 giugno al Foro Italico – Centrale Live di Roma e contemporaneamente in onda in prima serata su Rai 1.
I Wind Music Awards, realizzati da Wind Telecomunicazioni con la collaborazione delle Associazioni del Settore Discografico AFI, FIMI e PMI, saranno condotti anche quest’anno da Carlo Conti e Vanessa Incontrada, dopo il successo della scorsa edizione che ha richiamato all’Arena di Verona un pubblico di oltre 13.000 spettatori, registrando il record di ascolti con 4 milioni di telespettatori e il 20.44% di share.
Durante i Wind Music Awards 2013 saranno premiati gli artisti che, tra maggio 2012 e maggio 2013, hanno raggiunto con i loro album i traguardi del “disco d’oro”, “disco di platino” e “disco multi platino” (certificati da GFK Retail&Technologies).
Nel corso della serata verranno consegnati anche altri riconoscimenti, tra i quali il “Digital Songs”, che verrà assegnato ai brani che hanno raggiunto il traguardo “singolo platino” oppure “singolo multi platino”.
Come da tradizione, sul palcoscenico dei Wind Music Awards 2013, si alterneranno, come premiatori, molti personaggi del mondo dello spettacolo, della televisione, dello sport, della cultura e, in qualità di ospiti, importanti artisti nazionali e internazionali. I Wind Music Awards 2013 saranno realizzati da F&P Group con la Ballandi Entertainment.

http://www.kataweb.it/tvzap/2013/04/26/wind-music-awards-in-diretta-con-carlo-conti-e-vanessa-incontrada-1168072/
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Re: Notizie musicali

Messaggio Da Jazzbianco il Dom Apr 28, 2013 3:34 pm

http://www.rockol.it/news-492409/A-teatro-la-%27saga-soul-irlandese%27-di-%27The-Commitments%27

A teatro la 'saga soul irlandese' di 'The Commitments'

Una versione di "The Commitments", definita "la saga soul irlandese", aprirà quest'anno su un palco del West End londinese. La storia di Roddy Doyle, ambientata tra dublinesi della classe lavoratrice che formano un gruppo soul apparentemente piuttosto improbabile, divenne un film di culto nel 1991. A iniziare dal prossimo ottobre le assi della capitale britannica vedranno "The Commitments: the saviours of soul", anche se sullo stage non figurerà alcun attore del film per ragioni anagrafiche; è stato preferito un cast di giovani attori irlandesi. Doyle ha riferito d'aver iniziato ad assemblare il nuovo progetto dopo aver visto il musical "Jersey boys" di Frankie Valli. Lo show ha fatto cambiare opinione al 54enne autore, precedentemente contrario ai musical. "La cosa che mi è piaciuta", ha detto Doyle, "è che le canzoni erano fantastiche. Ma le canzoni non interrompono la storia e la storia non interrompe le canzoni. Questo, prima d'ogni altra cosa, mi ha fatto propendere per la direzione in cui avrei voluto andare". La storia sul palco del West End sarà ambientata nel 1986, l'anno in cui Doyle scrisse il libro. Nella colonna sonora del film la maggior parte delle canzoni fu eseguita dal cast; l'artista originale più rappresentato nel soundtrack era, con tre brani, Aretha Franklin. La colonna si spinse fino al numero 8 nelle classifiche USA e al 4 in quelle britanniche. Il nuovo soundtrack è ancora in fase di studio per via dei diritti sulle canzoni.

Il trailer del film, per chi non l'avesse mai visto, regia di Alan Parker

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Messaggio Da Deianira il Mer Mag 08, 2013 12:06 am

È dei Modà il peggior testo italiano dell'anno

Da quattro anni si tiene un contest al contrario, in cui chi vince è il peggiore. Nel dettaglio: l'autore del peggior testo italiano dell'anno. Stiamo parlando del Premio Salame dai Capelli Verderame, organizzato da Pop Topoi.

A vincere l'edizione 2013 è "Se si potesse non morire", il brano sanremese dei Modà.

In lizza per il premio c'erano anche Fedez, Povia, Anna Tatangelo e Biagio Antonacci. La vittoria è stata commentata così da Pop Topoi:

«Il risultato arriva all’indomani della notizia che, secondo i dati di RadioMonitor, l’emittente più ascoltata d’Italia è RTL 102.5, ovvero la label dei Modà! Ma voi votanti siete stati controcorrente, siete l’Italia dell’internet-che-odia, che non ascolta RadioItalia e se ne infischia dei giudizi della giuria di qualità nel Sanremo della qualità. Mi auguro che possiate non morire e che altresì possiate nascere ogni mese».

http://www.rockit.it/moda-premio-pop-topoi-salame-capelli-verderame-peggior-testo?ModPagespeed=noscript
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Re: Notizie musicali

Messaggio Da ariadne il Mer Mag 08, 2013 8:29 am

Deianira ha scritto:È dei Modà il peggior testo italiano dell'anno

Da quattro anni si tiene un contest al contrario, in cui chi vince è il peggiore. Nel dettaglio: l'autore del peggior testo italiano dell'anno. Stiamo parlando del Premio Salame dai Capelli Verderame, organizzato da Pop Topoi.

A vincere l'edizione 2013 è "Se si potesse non morire", il brano sanremese dei Modà.

In lizza per il premio c'erano anche Fedez, Povia, Anna Tatangelo e Biagio Antonacci. La vittoria è stata commentata così da Pop Topoi:

«Il risultato arriva all’indomani della notizia che, secondo i dati di RadioMonitor, l’emittente più ascoltata d’Italia è RTL 102.5, ovvero la label dei Modà! Ma voi votanti siete stati controcorrente, siete l’Italia dell’internet-che-odia, che non ascolta RadioItalia e se ne infischia dei giudizi della giuria di qualità nel Sanremo della qualità. Mi auguro che possiate non morire e che altresì possiate nascere ogni mese».

http://www.rockit.it/moda-premio-pop-topoi-salame-capelli-verderame-peggior-testo?ModPagespeed=noscript
per la cronaca, i famosi "capelli verde rame" di Eppur mi son scordato di te erano un lapsus del copista della SIAE, Mogol aveva scritto rosso rame, il testo dei Modà mi sa che é tutta farina del sacco di kekko
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Re: Notizie musicali

Messaggio Da Deianira il Mar Mag 14, 2013 2:20 pm

Fallito e Invidioso/ Fenomenologia di Emma

Va più forte tra le femmine che tra i maschi. Non ha una canzone nella top ten, eppure è la numero 1 per vendita degli album. La signorina Marrone va spiegata. Anche a chi, come noi, ha un oggettivo, razionale rifiuto...

Di Paolo Madeddu

Gli inglesi hanno Adele (1988), Florence & the Machine (1986) Emeli Sandé (1987), Lily Allen (1985).
Gli americani hanno Lana Del Rey (1986), Katy Perry (1984), Gaga (1986), Ke$ha (1987).
Noi? Beh, noi abbiamo Emma Marrone.
Da un mese in testa alla classifica FIMI degli album più venduti. Emma, nata nel maggio 1984, è più vecchia di tutte le popstar succitate. Anche di Katy Perry, per quanto, a onor del vero, di un semestre circa.
Ora, ogni Paese esprime quello che può. Il nostro, da sempre, esprime poche popstar di sesso femminile – ma di quelle vere, che fanno scuola… Perlomeno qui in casa nostra. Di queste ne arriva grossomodo una per generazione. Al massimo due. Vediamo: Mina, Loredana Berté, Gianna Nannini, Laura Pausini e Giorgia – loro due, coeve. Con la seconda ora un po’ in ombra rispetto a The Pausa – ehi, chi non è in ombra, rispetto a lei? – ma è stata più Giorgia a plasmare le voci femminili che sentiamo oggi. Manca qualcuno dall’elenco? Oh, ma è ovvio: mancano decine di nomi, da Mia Martini a Anna Oxa, da Fiorella Mannoia alla Rettore, da Carmen Consoli a Elisa. Non è scarsa considerazione: sono buone combattenti, ma non pesi massimi. Non dipende da vendite o vittorie a Sanremo (con le quali, Iva Zanicchi rulla tutte quante, con tre kermesse portate a casa). Casomai, è più sanguinosa l’esclusione di Raffaella Carrà. Che pur non essendo identificata come cantante, ha avuto molte più hit di Emma Brown. Ma una cosa in comune con lei ce l’ha. E dipende dal fatto che dalle nostre parti più che una cantante vogliamo una fidanzata d’Italia. Buona per la sua epoca – o pronta ad interpretarla per noi (vedi la Berté, dal ribellismo anni ’70 al socialismo anni ’80). E non la chiedono tanto i maschi: una figura così la vogliono parecchie italiane, per ispirarsi a lei.

Emma sta diventando la grande popstar della nostra epoca. Dite, quante sue canzoni conoscete? Forse sapete qualcosa della sua vita, visto che ogni mezzo di comunicazione nazionalpop, da Canale 5 a Diva e Donna, da corriere.it a gossip.it (nota bene: nessuno a cui freghi davvero della musica) ospita lei e le sue gesta. Ma le sue canzoni? Non correte su iTunes a vedere quale singolo sta trainando l’album: in top 10 oggi non c’è niente di suo. Però quando in Italia occupi il n.1 degli album per più di due settimane, ce l’hai fatta davvero. Perché se è così a comprare il disco non sono più solo le fan guerriere, che il cd lo hanno comprato il giorno dell’uscita. No, qui sono entrate in gioco anche un po’ di mamme e sciampiste (lo dico senza ironia: i tagli di capelli di Emma dettano legge), le quali alla fine sono la vera preda di Maria De Filippi (e di Cthulhu che ce l’ha mandata). Ma in generale, si sa che Emma Marrone va più forte tra le femmine che tra i maschi – esatto, come Laura Pausini. Alle cui canzoni però, nella primavera di 20 anni fa, nessuno riusciva sfuggire. Marco se n’è andato – Non c’è, non c’èeee! Se c’eravate, lo sapete bene.
Oggi, invece – per carità, sicuramente ci sarà qualche maschio sopra i 20 anni che conosce canzoni di Emma. Però, come dire.
Dai, su.

C’è un motivo non secondario per la scarsa trasversalità dei suoi brani. Non passano molto per radio. A parte quelle per very normal people (così dicono loro). Perché accanto a quelle delle sue colleghe straniere, spariscono. Agganciano molto meno dal punto di vista musicale, sono più faticose dal punto di vista lirico, sono piene di emmosità dal punto di vista dell’attitude, ovvero riportano invariabilmente al personaggio Emma, ruvida fuori perché romantica inside (oh, come è nuovo tutto ciò). E qui torniamo alla Pausini: Emma arriva esattamente dove Laura Pausini finisce. Se ve la ricordate, The Pausa non è nata aggressiva, donnacollepalle. Lo è diventata gradualmente, di pari passo con la sua trasformazione da cantante in sirena dell’ambulanza, non colta appieno dai critici nel suo significato antropologico.
Pure, gli stessi vantaggi che Emma trae dal suo personaggio, si trasformano in limiti musicali: lei dev’essere sempre quella roba lì, deve cantare sempre quel tipo di canzone, e nessuna riesce ad arrivare oltre la sua numerosissima (si parla comunque di milioni) cerchia di fan. Nemmeno il pezzo con cui ha vinto Sanremo, scritto con Kekko Silvestre dei Modà.

Ora, a proposito dei Modà. Le loro canzoni – sia detto con enorme stima e simpatia e rispetto e deferenza – fanno infinitamente schifo.
Sì, c’è gente cui i Modà piacciono, quindi bisognerebbe scrivere che è l’opinione personale di un Fallito e Invidioso. Ebbene, NO. Qui, non accetto relativismi. Le canzoni dei Modà sono OGGETTIVAMENTE terrificanti, e potrei persino darne una dimostrazione algebrica. Il fatto che piacciano a tanta gente è un problema grosso, vero. Voi vi lamentate di Letta e dei suoi sottosegretari, ma in un Paese in cui milioni di persone apprezzano i Modà, il problema è ben più ampio. Provate a farlo VOI, un governo coi Modà.
Ecco, Emma è i Modà, ma anche altro (Nonsolomodà). È tante cose, e in questo è Defilippiana fino al midollo, è il vale tudo con cui i brasiliani si menano furiosamente. Emma è la tamarra ma sensibile, Emma è il “talento”, indistinto e infinitamente plasmabile perché infinitamente informe come il pongo. Sui dischi e in concerto prosegue e persegue ciò che fa su Canale 5: canta un pezzo di Neffa, uno di Otis Redding, Modugno più volte, si fa scrivere i pezzi da Roberto Casalino (eccérto) e Niccolò Agliardi, Daniele Magro (ex di X Factor) e Fabrizio Moro (“Prima di sparare, pensa”, ricordate?), apre i concerti di Vasco e Gianna Nannini ma anche di Taylor Swift, forse ha una storia col rapper caramellato Nesli (che le firma un pezzo), in concerto si mostra col chitarrone (si vede dalle ultime file? Sono ROCK, vedete?) canta La libertà nel disco di tributo a Gaber, va a Sanremo coi Modà.
(…vi ho già detto cosa penso dei Modà?)

In tutto questo, forse proprio per questo finora Emma Marrone non ha dato niente alla musica italiana. Ha una bella voce? Who gives a fuck. TUTTE le cantanti dei talent hanno una bella voce, sono lì per quello. Ma nessuna ha una altrettanto interessante gamma di tagli di capelli. E nemmeno quella storia di dolore sentimentale mediaticamente irraggiungibile – voglio dire, BELEN, gente. Peraltro il personaggio Emma trova la strada spianata da Alessandra Amoroso. Il lavoro sporco, la preparazione delle fan adolescenti e delle loro mamme per una popstar semitruzza lo ha fatto Sandrina; i frutti li ha colti Emma, che è la versione più accettabile dal punto di vista estetico – ed è legge invariabile della musica pop che identificarsi con chi è bruttino porta al massacro. Emma però, non si può non riconoscerglielo, è una combattente, si è guadagnata la Champions League. Fa ben più fatica di lei Giusy Ferreri. E al momento anche Noemi o Chiara Galiazzo, che si stanno affrettando ad andare oltre la hit-parade. E sicuramente, non invidia gli Scanu e i Carone e Nali e Virginio e tutti gli altri Amici sul cui successo i fantastici critici musicali della corte defilippiana avevano giurato. No, che cavolo: evidentemente Emma Brown ce l’ha davvero, la marcia in più.

Giunti a questo punto, pariamo preventivamente alcuni degli attacchi del Popolo della Marronità. Io sono certamente un Fallito e Invidioso. Ma sono anche uno snob? Guardate, io posso essere very normal people più di voi: guardo partite bruttissime e probabilmente taroccate, apprezzo la cucina di McDonald’s, mi diverte X Factor e se in aereo l’alternativa è tra un film francese e un Christian De Sica, mi butto sul secondo come un sol uomo. Quindi, evitate questo ritornello.
Così come l’altra obiezione da fan: ho mai sentito, io, i dischi di Emma? Qui vi voglio. Sono uno dei pochi giornalisti musicali che lo ha fatto veramente. E quindi parlo di prevedibilità musicale (quando non mediocrità) con cognizione di causa: il mondo sonoro di Emma è vecchio e sotto la pretesa di rauco blues cela lo stesso melodismo mediocre che negli anni ’70 infestava sia Sanremo che Canzonissima. Ci sono cose più interessanti, casomai, nei testi. Anche se il vale tudo si ripropone. È inevitabile, con tutti ‘sti autori. Si passa da frasi che si fanno innegabilmente notare (“Voglio solo bestemmiarti”, “Non passa se ti dicono che passa; diventa sopportabile semmai”) allo stucchevole assecondamento del pubblico. Vuoi nell’ossessione contemporanea per il meteo, su cui i Negramaro hanno costruito una piccola fortuna (“Mi sento bella come non mai come questo sole che ci illumina”, “Adesso amami dopo di noi c’è solo il vento”; “Guarda che temporale un giorno da raffreddore dove sei?”), vuoi sul terreno di identificazione più forte, ovvero: femmina della specie, sono come te, gli uomini ci hanno fatto male: “Il nostro amore, maledetto quel giorno, ma di eterno non aveva niente la nostra storia”, “Io, lei, voi. La mia vita e la tua vita. Qui morirei domani”, “Voltati, guarda in faccia chi ti lascia, scordami”, o l’emblematico “1 2 3 stai pensando a me; 4 5 6 stai pensando a lei”), vuoi con l’immancabile rivendicazione del ruolo di perdente (“Mi guardi come se non mi conoscessi, come i furbi guardano noi fessi”, “Magari sono una pazza se parlo a me stessa, me stessa che non mi va”). Che speriamo non continui a sostenere a lungo.
Su, Emma, lo sai che non sei una perdente. Sei la popstar di questi anni della nostra vita – che siano i migliori o no. E quel che più conta, e che più interessa a tutti noi fan, troverai un bravo ragazzo. Ohè – cerca un po’ meglio, però.

http://www.rollingstonemagazine.it/musica/rubriche-musica/fallito-e-invidioso-rubriche-musica/fallito-e-invidioso-fenomenologia-di-emma/
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Re: Notizie musicali

Messaggio Da Jazzbianco il Mar Mag 21, 2013 12:15 am

http://www.rockol.it/news-501069/Addio-a-Ray-Manzarek-%28Doors%29

Addio a Ray Manzarek (Doors)

20 mag 2013 Ray Manzarek, tastierista e fondatore dei Doors è mancato all'età di 74 anni. Lo annuncia la pagina Facebook ufficiale del gruppo, dove si legge che il musicista è "scomparso alle 12:31 PM presso la RoMed Clinic di Rosenheim, Germania, dopo una lunga battaglia con il cancro. Al momento della scomparsa erano presenti sua moglie Dorothy Manzarek, e i suoi fratelli Rick and James Manczarek”.
Manzarek aveva formato i Doors who formed nel 1965 when Manzarek dopo avere incontrato Jim Morrison a Venice Beach - il suo suono di tastiera sarebbe diventato altrettanto iconico quanto la voce di Morrison - per esempio come dimostra l'intro del brano simbolo della band, "Light my fire". La pagina Facebook del gruppo ricorda che i Doors arrivarono a vendere più di 100 millioni di dischi, ottenendo 19 dischi d'oro, 14 di platino, e cinque multiplatino solo negli Stati Uniti.
Dopo la morte di Morrison 1971, Manzarek portò avanti la sua carriera musicale, riformando in diverse occasioni i Doors con Robby Krieger, coinvolgendo alla voce cantanti come Eddie Vedder (Pearl Jam) e Ian Astbury (Cult).
"Sono profondamente addolorato dalla scomparsa del mio amico compagno di band. Ma sono grato per aver potuto suonare ancora le canzoni dei Doors con lui nell'ultimo decennio", ha dichiarato Krieger. " Ray è stata una grande parte della mia vita e mi mancherà sempre".
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Re: Notizie musicali

Messaggio Da Ospite il Sab Lug 06, 2013 3:16 pm

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cultura_e_tempolibero/2013/1-luglio-2013/chiara-non-convince-fino-fondo--2221939822365.shtml

LA RECENSIONE
Chiara non convince fino in fondo
Meno di mille persone a Piazzola sul Brenta per la cantante padovana vincitrice di X Factor. Problemi tecnici e risultati discutibili per alcuni arrangiamenti

Televisione e classifiche sono una lente deformante sulla reale affezione alla musica suonata. Ne è una prova il concerto tenuto da Chiara Galiazzo sabato sera nel Padovano: meno di mille persone, giocando in casa e con il favore del pronostico, non sono un gran risultato. E sì che Chiara, di visibilità, ne ha avuta tanta: prima la cavalcata verso la (meritata) vittoria ad X Factor, poi un Sanremo un po' problematico ma seguitissimo, e perfino le pubblicità martellanti di un noto gestore di telefonia che ha voluto puntare sulla simpatia e la semplicità della ragazza di Saonara. Quelli che c'erano, il concerto dell'Hydrogen Festival di Piazzola sul Brenta, comunque, se lo sono goduto. Tantissime famiglie, tantissimi bambini e, a quanto sembra, perfino tantissimi parenti di Chiara.

Quando sale sul palco, vestito lungo da sera, il pubblico si esalta: i fan duri e puri hanno preparato anche delle sagome con le lettere del nome e qualche cartello. “Grazie a tutti d'esser venuti, siete tantissimi e siete belli – dice Chiara – di solito non mi commuovo... ma se mi commuovo sapete il perché”. “Cuore nero”, la sanremese “Il futuro che sarà”, poi Chiara riprende la parola: “le persone a cui tengo di più, oggi, sono tutte qua, comprese le mie nonne”. Nel live sono proposte le canzoni dell'album “Un posto nel mondo”, uscito per Sanremo, e quelle del primo Ep di Chiara “Due respiri”, tra cui le cover “I want to hold your hand” dei Beatles, la strafamosa “Over the rainbow” (con un arrangiamento poco felice che inizia con l'ukulele solo ricalcando la versione intima di Israel Kamakawiwo'ole e finisce da tutt'altra direzione), e un'intensa “L'amore è tutto qui” di Piero Ciampi. Il momento migliore del concerto è la tranche acustica. Dopo il cambio d'abito, Chiara propone a cappella “Shake it out” di Florence and the Machine per poi continuare con “Titanium” di David Guetta, “You do something to me” di Peter Weller, “I was made for loving you” dei Kiss e Teardrop dei Massive Attack.

Tutte versioni originali e ben arrangiate, con risultati ottimi come in “Titanium” o pessimi come per la pop hit scanzonata dei Kiss ridotta a brano esistenziale: di più brutto, a memoria, solo Luciano Pavarotti che canta “Smoke on the water” dei Deep Purple. Poi il concerto riprende con “Due Respiri”, e il pubblico si fa sentire davvero, “Artigli” e “L'esperienza dell'amore”, presentata come “La canzone che più mi rappresenta”. Nei bis, lanciati con buoni brani come “Trasparenze” e “Vieni con me”, arriva “Estate” di Bruno Martino e torna “Due respiri”. “Grazie d'esser venuti”, saluta sinceramente commossa, la ragazza di Saonara. E il suo pubblico risponde. Un appunto a margine. L'impianto audio, il missaggio del live, è stato tremendo: qualsiasi sagra di provincia ha risultati sonori migliori. Forse la cosa era dovuta a problemi tecnici (si spera), ma l'audio (soprattutto nella parte sinistra della platea) era compresso all'inverosimile, schiacciato e senza profondità, non permettendo alla voce di Chiara di rendere a quei livelli a cui ci ha abituato in passato.

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Re: Notizie musicali

Messaggio Da Laurel-EF il Dom Lug 07, 2013 9:03 am

I mitici "Stones" ad Hyde Park
quarantaquattro anni dopo
dal nostro inviato ERNESTO ASSANTE
Pubblicato il 07 luglio 2013

E' stato uno dei momenti più belli di una lunga, lunghissima giornata di musica, chiusa trionfalmente dai Rolling Stones che in oltre due ore e mezza di concerto hanno confermato di non essere troppo vecchi per il rock'n'roll e nemmeno ancora pronti ad andare in pensione.

LONDRA - Il diavolo, probabilmente, questa sera è stato contento. Ha trovato ancora una volta posto nell'immaginario collettivo, quando sessantacinquemila persone hanno intonato in suo onore "Sympathy for the devil", mentre Sir Mick Jagger officiava il rito avvolto in una stola di piume, ovviamente nera. E' stato uno dei momenti più belli di una lunga, lunghissima giornata di musica ad Hyde Park, chiusa trionfalmente dai Rolling Stones che in oltre due ore e mezza di concerto hanno confermato di non essere troppo vecchi per il rock'n'roll e nemmeno ancora pronti ad andare in pensione.

Le canzoni. Beh, tutte non le potevano suonare, quindi l'elenco di quelle che i fan avrebbero ascoltato volentieri ma la band non ha suonato è assai lungo. Del resto con cinquant'anni di repertorio a disposizione per Jagger e Richards è piuttosto difficile decidere cosa suonare e cosa no. Ma è proprio dalla selezione che si capisce che la band, pur mantenendo necessariamente in lista alcuni degli inevitabili classici, non tende a far jukebox ma a divertirsi, non vuole far altro che celebrare la propria storia, ma fa finta che si chiuda nel 1981, con Start me up, il brano che apre ovviamente il concerto. Per il resto sono classici, dalla già citata Sympathy for the devil a Gimme Shelter, da You can't always get what you want a Brown Sugar, da Jumping Jack Flash a Beast of Burden. Brillano una lunga e funkissima Miss You, con il basso di Daryl Jones in bella evidenza, una trascinante Bitch, una delle cose migliori di tutto il concerto, la necessaria citazione del concerto del 1969 con la stessa camiciona bianca indossata da Jagger per cantare Honky Tonk Woman, una elettrica e travolgente Midnight Rambler che vede arrivare sul palco Mick Taylor, chitarrista che proprio nel concerto di Hyde Park del 1969 esordì pubblicamente con gli Stones in sostituzione di Brian Jones e che per l'occasione sfida a colpi di sei corde Ron Wood, che a sua volta ha preso il suo posto al fianco di Keith Richards. Poi ancora Tumbling Dice, Paint It Black, la meno nota (e qui la scelta è curiosa assai) All down the line (1972, da Exile on main street) che vede l'arrivo sul palco del texano Gary Clark Jr. E ancora due pezzi cantati da Richards, You got silver e Before they make me run (cantati peraltro anche bene), e le inevitabili It's only rock'n'roll e, per chiudere, Satisfaction.

La band - Sono vecchi, sono in forma, sono bravi. Ci era capitato altre volte di vederli dal vivo negli anni passati e troppo spesso la delusione aveva colpito duramente. Show troppo elaborati e circensi, Jagger eccessivamente gigione, brani suonati con il pilota automatico dimostrando poco interesse per la musica e per il pubblico e molto di più per l'incasso. Sarà l'età, sarà il dubbio, legittimo, che si tratti dell'ultima volta insieme, sarà che a tutti è tornata la voglia di suonare senza prendere in giro il pubblico, fatto sta che il concerto è divertente e piacevolissimo. Nulla di esplosivo, sia ben chiaro, ma suonato con passione e impegno. Richards copre il suo ruolo abituale, fuma, ride, chiacchiera con Ron Wood, spara i riff che deve, ogni tanto tenta, malamente a dire il vero, qualche assolo, è il pirata che deve essere e non chiede di meglio che farlo ancora. Ron Wood sostiene il suo fratello di chitarra con maggior impegno, e sostiene bene il suono di tutto il gruppo. Charli Watts si diverte, sorride (è il massimo che si concede, da sempre) mentre picchia con sicurezza sui tamburi. Poi ci sono gli amici di sempre, il sassofonista Bobby Keys, e quelli nuovi, Daryl Jones (beh, nuovo proprio non è, anche se non è mai entrato ufficialmente a far parte della band il basso è sempre stato il suo dopo l'addio di Bill Wyman) e Chuck Leavell (ancora meno nuovo, visto che suona con gli Stones dal 1983). E quindi Sir Mick, straordinariamente in forma, con una voce che non soffre minimamente il tempo che passa, un fisico incredibilmente magro e atletico, una forza in scena che, davvero, non hanno molti dei suoi colleghi più giovani. Salta, corre, canta, senza sosta (se non per i due brani cantati da Richards) ed è "l'anima della festa". Se ci si concede un paragone, mentre McCartney, che abbiamo visto in concerto pochi giorni fa, è meno comunicativo, più timido, decisamente più concentrato su se stesso, professionale ma freddo, Jagger è invece in scena solo per il pubblico, per i sessantacinquemila di stasera e quelli che incontra tutte le sere. Si concede completamente, si abbandona, gioca, improvvisa, scherza. E poi si, gigioneggia, balla, con quelle mossettine che sono diventate il suo, imperdonabile, marchio di fabbrica. Ma se negli anni Novanta rischiavano di farlo diventare, anzi erano riuscite a farlo diventare una macchietta, un triste imitatore di Mick Jagger, oggi, meno ossessive, più calibrate, messe ad arte nei momenti giusti dello show, risultano addirittura simpatiche, come se Jagger prendesse un po' in giro se stesso e facesse la ruota del pavone per il pubblico pagante.

Il pubblico. Non c'è nessuno, davvero nessuno, nemmeno McCartney, che abbia un pubblico che vada dai nove ai novanta anni come gli Stones. E, attenzione, i ragazzi più giovani vengono a vedere gli Stones perché sono un classico, come i classici della letteratura o della pittura, o del teatro e del cinema, qualcosa che almeno una volta nella vita va vista, per sapere com'è. E comunque si divertono. Ma quelli che hanno dai cinquanta in su sono speciali. Innanzitutto sono tanti, come era lecito attendersi, ("C'è nessuno che era qui nel 1969?" dice Jagger dal palco, "Bentornati, è un piacere vedervi di nuovo"), una quota viene per nostalgia, per i ricordi di gioventù, e si riconoscono subito, sono più calmi, tranquilli, più lontani dal palco. Ma la maggior parte è scatenata, è vestita per l'occasione con le magliette dei tour dei decenni passati, beve birra a litri, canta a squarciagola ogni pezzo e balla senza sosta. Hanno sessanta anni in media, qualcuno anche settanta, ma essendo stati i figli prediletti della swinging London, della rivoluzione del rock, non sono mai tornati al loro posto. Anzi, sanno bene che il loro posto è questo, il prato di Hyde Park, dove attendono dalle prime ore del pomeriggio, come ogni fan che si rispetti. Non sono invecchiati dentro, non sono morti, lo dicono a chiare lettere con i loro sorrisi, l'aria soddisfatta di chi è ancora in pista e vuole farlo vedere agli altri. Alcuni hanno con se i figli, altri addirittura i nipoti, sono un pubblico che in Italia non esiste, è impossibile vedere, se non in numero estremamente limitato, proprio perché dalle nostre parti la rivoluzione del rock non è mai avvenuta e una intera generazione cresciuta negli anni Sessanta al massimo ricorda Rita Pavone, non certo le canzoni degli Stones. Hyde Park ne ha raccolti sessantacinquemila, potevano essere molti di più, ma per concedere il parco ai concerti l'amministrazione cittadina ha chiesto che il numero degli accessi fosse limitato a quella cifra e che il volume fosse tenuto relativamente basso. Il volume era leggermente più alto di quello della sera precedente con Bon Jovi, comunque troppo basso per dare effettiva soddisfazione a un pubblico così ampio, in alcune parti del prato era davvero ai limiti dell'ascoltabile. Gli Stones, comunque, suoneranno nuovamente ad Hyde Park il 13 di luglio, altri sessantacinquemila affolleranno il prato.

Brian Jones. Non una parola per Bill Wyman, che forse non è stato neanche invitato alla serata, non una parola per Brian Jones, scomparso nel 1969 proprio pochi giorni prima del concerto ad Hyde Park, che a lui fu dedicato. Jagger ha indossato a un certo punto della serata una giacca con una farfalla, la cronista del Guardian, forse troppo benevola, ha voluto vederci un tributo a Jones, al quale fu dedicato nel concerto del 1969 un volo di farfalle. Anche se così fosse, una parola sarebbe stata meglio.

Il futuro? Hanno un futuro i Rolling Stones? Il ritorno ad Hyde Park, quarantaquattro anni dopo, così come la prima volta a Glastonbury qualche giorno fa, sembrano il giro dei saluti prima di andare via, le tappe necessarie di un tour d'addio. L'età dei componenti della band lascia pensare che sia difficile, tra quattro o cinque anni, questa la media della loro assenza dai concerti, possano tornare. Charlie Watts ha settantadue anni, ne avrebbe settantasei almeno, Keith Richards compie settanta anni a dicembre, Mick Jagger il prossimo 26 luglio. Magari continueranno a fare cose da soli, ma è altamente probabile che questo sia il loro ultimo tour insieme. Certo è che se così fosse sarebbero riusciti a lasciare un buon ricordo, facendo dimenticare i tour ridicoli degli anni passati, dimostrando che hanno ancora le carte in regola per suonare forte e chiaro, per dare un senso alle loro canzoni, per dire ancora una volta, in maniera credibile, "it's only rock'n'roll, but i like it".
http://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2013/07/07/news/i_mitici_stones_ad_hyde_park_quarantaquattro_anni_dopo-62533306/
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Re: Notizie musicali

Messaggio Da Tulip il Dom Lug 07, 2013 6:45 pm

http://www.leggo.it/SPETTACOLI/MUSICA/muse-olimpico-concerto-video-foto/notizie/301221.shtml
MUSE ALL'OLIMPICO DI ROMA, 60.000 FAN
IN DELIRIO PER IL CONCERTO -FOTO/VIDEO

" "
Domenica 7 Luglio 2013
ROMA - Oltre due ore di show mozzafiato. Questo è stato il concerto dei Muse all’Olimpico di Roma, che sarà presto dvd. Uno straripamento non solo di musica, canzoni, distorsioni, ma di gente, luci, laser, effetti e tutto quanto la tecnologia di un live possa finora aver messo a punto.
Lo stadio è stato trasformato in un pianeta a sé, nel suo ventre 60mila accoliti calati in un’atmosfera da Armageddon. Sembravano le fornaci di Mordor o la Battersea Station di Animals (e non è l’unico tributo ai Pink Floyd) con le ciminiere attive come tremendi obelischi a celebrare la distruzione della terra. Le lingue di fuoco, i cori e gli archi epici di Unsustainable annunciano l’attacco della band su Supremacy, con quel riffone alla Kashmir dei Led Zeppelin che dà subito l’idea di un’umanità senza più controllo. Spalti e prato diventano dancefloor con l’elettrofunk di Panic Station (che pesca dai Queen di Another One Bites the Dust e dal Michael Jackson di Thriller) e ballano anche i potenti: sugli schermi, ridotti a cartoni animati, Obama, Cameron, Merkel, Putin e Papa Francesco calcolano le loro coreografie pestando il globo. Cresce Plug in baby, Map of the Problematique, Resistance. La band si muove fra decibel e mibtel, su Animals un banchiere in crisi viene risucchiato dalla botola e migliaia di banconote della Zecca Muse sono sparate come coriandoli. Tempo di spaghetti western (e omaggi a Morricone) con L’uomo con l’armonica che prepara la cavalcata Knights of Cydonia. Dominic Howard alla batteria e Chris Wolstenholme al basso si concedono la cover strumentale Dracula Mountain, poi Bellamy al pianoforte regala Explorers, rinunciando a Sunburn.

Ci s’infiamma su Hysteria, tratta da Absolution, sull’altra cover Feeling Good (ormai quasi più famosa dell’originale) la broker muore ingozzata di benzina. Si torna a The 2nd Law con l’ode alla paternità Follow me (lo dice in italiano Matt: «Questa canzone è per mio figlio») cantata in ginocchio e che meriterebbe un duetto con Bono Vox. Ancora Liquid State, Madness: i Muse sono incollati. Suonano insieme da vent’anni e si sente. In tre fanno un putiferio, grazie anche al Kaoss Pad integrato nella chitarra di Bellamy che gli permette miracoli elettronici (la sua Manson riscuote l’invidia di molti chitarristi e costa cara).

L’intro di House Of The Rising Sun degli Animals (quanti animali citati in una stessa sera) è la pista di lancio per Time Is Running Out, un classico su cui sgolarsi, poi Stockholm Syndrome e la ballatona Unintended, dove il falsetto rischia di staccare le corde vocali, i cuori s’infrangono e il prato diventa un cielo stellato. Guiding light e Blackout accompagnano la ballerina che piroetta in aria su un’enorme lampadina volante, poi Undisclosed Desires (e qui si sentono echi dei Depeche Mode) e su Unsustainable fa l’ingresso il robot Charles (uomini contro macchine). C’è il funky irresistibile di Supermassive Black Hole che farebbe ancheggiare Prince e Survival (dalle parti di Frank Sinatra e Queen), Isolated System (con immagini del film World War Z, di cui è colonna sonora) e l’olimpica Uprising, infine il sigillo luminoso Starlight a chiudere una scaletta stravolta solo per Roma (e per il dvd).

E’ stata un’esondazione. I Muse in concerto ricreano un mondo di cui il pubblico (in vena di ola sin dal riscaldamento) per due ore è abitante. Tengono la scena come pochi. That’s entertainment. E non solo. C’è musica sul pianeta. Non a caso citiamo le loro influenze. Hanno rimescolato trent’anni di musica, ‘70, ’80, ’90, prog, glam, rock, pop, funky (oltre la classica), costruendo uno stile proprio che ormai li distingue da tutti. Sono affetti da gigantismo, vero, un’ eccessiva crescita scenografica che non bada a spese e crisi. Cosa ci può essere dopo questo? Forse un tour con l’orchestra. Oppure i club.

Nella nostra ultima intervista i Muse hanno detto: «Molti nostri brani non possono prescindere dalla dimensione del luogo e dall’attrezzatura, non funzionerebbero allo stesso modo in una stanza, senza diecimila persone davanti. Ma un tour simultaneo in posti a misura d’uomo ci piacerebbe farlo, per non dimenticare nulla». Decrescita che può essere altrettanto felice, da terreni più che da terrestri.
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Messaggio Da Jazzbianco il Lun Lug 15, 2013 12:59 pm

http://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/e-quelli-che-palco-sono-passati-ciak-935779.html

Ora Lynch suona il blues. E il suo cd sembra un film

Il regista cambia musica. A 67 anni ormai preferisce la chitarra al set. E in "The big dream" ogni canzone è una storia. Inquietante, distorta e sorprendente...
Paolo Giordano - Lun, 15/07/2013 - 10:23
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Come se la gode. Ah, come se la gode: tutti a chiedergli un nuovo film o un altro Twin Peaks e invece scordatevelo. David Lynch, regista massimo e massimamente amato dalla critica, pubblica un altro disco, The big dream, che è pure bello e a tratti molto.

Scombinato e distorto com'è. Zeppo di cromosomi blues spappolati dall'elettronica e dalla nostalgia di quel rock'n'roll distorto che lui, nato nel Montana 67 anni fa, ha respirato fin da boy scout. Per l'esattezza, Eagle Scout, ossia massima carica dello scoutismo, così grande da farlo partecipare alla cerimonia di insediamento alla Casa Bianca di John Fitzgerald Kennedy. Dopotutto, l'ossessionato (ad esempio farcisce i film di cervi) e ossessionante (Twin Peaks ha tolto il sonno a molti) David Lynch ha sempre fatto film in sostanza molto blues, molto rock'n'roll e pure disperatamente elettronici indagando il lato oscuro delle piccole città oppure la folia delle metropoli.

Non per altro è diventato l'eroe di un plotone di rockstar largo da qui a lì, che lo coccola, vezzeggia e continua a chiedergli di collaborare. L'ultimo a esserci riuscito è Trent Reznor dei Nine Inch Nails, un altro che ha le idee chiare su come riuscire a confonderle: «Caro David, fai il regista del nostro nuovo video Came back haunted?».

Certo che sì: e il risultato è già evidente su YouTube visto che il video ha oltre due milioni di clic, tutti probabilmente conquistati dalle sequenze angoscianti, tetre, qualche volta sfuocate persino quando inquadrano Reznor. Insomma, Lynch ha uno stile molto definito e ormai assai lontano dai cliché tipici della Hollywood che fa quadrare i bilanci grazie a polpettoni farciti di effetti speciali e lieto fine. E così lui, che dopotutto da ragazzino scout non voleva far altro che l'artista - non il regista o il pittore o il musicista ma proprio l'artista - ha semplicemente portato la chitarra (che suona benino) e il microfono sul suo set. E ora fa film in musica, forse sfruttando il know how mutuato da Angelo Badalamenti nei quindici anni di collaborazione da Velluto blu fino a Mulholland Drive passando anche, ca va sans dire, per Twin Peaks. Ogni canzone dell'alienante modern blues di The big dream è quasi un copione, dalle adulazioni di Say it fino al surrealismo di Last call che si intuisce da versi come «un piede aveva un calzino rosso, l'altro ne indossava uno blu, è martedì, ciccino, dove pensi di essere?». Forse incapace di starsene con le mani in mano, oppure semplicemente regista anche controvoglia, David Lynch gira le sue canzoni, oltre a cantarle con una voce così drammaticamente distorta da diventare alla lunga quasi noiosa. Sono proprio sue, sono lynchiane e quindi linciabili dai puristi eppure quasi sempre vagamente fascinose se è lui, solo lui a controllarle da capo a piedi. Ad esempio, quando canta The ballad of Hollis Brown di Bob Dylan si sente che non è casa propria: è il brano meno divertente del disco perché lui, forse, non era abbastanza divertito. Lo era invece in I'm waiting here con la sorprendente Likke Li, pezzone che piacerà a tutti.

In fondo, quando nel 1980 hai fatto togliere il cappello a tutti gli intenditori con il meraviglioso The elephant man, hai collezionato nomination agli Oscar e sei pure finito sulla copertina di Time (oltre che al Saturday night live e nei Simpson) è ovvio che non cedi più il ciak a nessuno. E così con questo disco, che arriva dopo il meno bello Crazy clown time di due anni fa e la pazzesca collaborazione con Danger mouse e Sparklehorse in Dark night of the soul, David Lynch ha realizzato uno dei suoi migliori film, inquietante eppure caloroso, attuale ma assai vintage, un copione spettrale che quatto quatto è pure capace di spiegare a giovanotti come Jack White o Black Keys come si fa a girare un modern blues da Oscar.


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In astinenza dai suoi film, penso proprio che lo scaricherò
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