L' attesa di un album...inaspettate soddisfazioni e delusione della vita...

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L' attesa di un album...inaspettate soddisfazioni e delusione della vita...

Messaggio Da Joe il Sab Apr 16, 2011 12:23 am

Ancora 5 mesi per questo benedetto album...
Ma sicuramente, avete gia vissuto in passato l'attesa per un album dei vostri artisti preferiti. Quale sono state le vostre piu grande delusione e le vostre piu grande soddisfazione ?


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Re: L' attesa di un album...inaspettate soddisfazioni e delusione della vita...

Messaggio Da Joe il Sab Apr 16, 2011 3:03 pm



Allora comincio io.
Quall'è stata l'attesa piu forte che ho vissuto in vita mia per un album ? 
vi sorprendero... 

Nel 1977 ascoltavo i Beatles che avevo apena scoperto. E questo lo sapete in molto.
Ma tutti i loro album erano gia sul mercato...la loro carriera era gia alle spale.
Dopo quella scoperta che cambio la mia vita, scopri un anno dopo un altro gruppo molto piu "duro". Non i Rolling Stones, ma piu duro ancora, "hard". E si ! ero diventato un fan accanito degli AC/DC a 13 anni...
In un anno avevo comprato tutti gli album del gruppo australiano che cominciava ad avere un sucesso mondiale.
Bon Scott era il loro cantante charismatico, con una voce particolare  ma geniale. Mamma mia ! lo adoravo.
Eravamo ancora tutti presi dalla canzone "Touch too much" tratto dal grande album "Highway to Hell" quando improvisamente Bon Scott morì nel gennaio 80. 
La mazzata...
Per noi fans tutto era finito.
Ma improvisamente ad aprile, trapela la notizia che gli AC/DC erano in studio da un mese !
Mah ! senza Bon Scott che razza d'album farano ?
Eravamo tutti dubbiosi ma in trepida attesa.

In luglio ero in ferie in Tunisia, e vabè mi divertivo ma non asppetavo altro che rientrare per comparmi il nuovo album, l'uscita era iminente, mai fu cosi alta l'attesa per un album.

Ma una sera spunta un tizio anziano, aveva sui 30 anni, con in mano un album tutto nero. L'album si chiamava Back in Black, il nuovo disco degli AC/DC era li ! in Tunisia !
C'è stata una di quella scena memorabile che uno si ricorda per tutta la vita.
E comincio a suonare la campana...(Hell's Bells).
Quattro ascolti consecutivi, tutti seduti a terra attorno al gira dischi. Mi ricordo una decina di personne di tutte le età eccitatissime.
Eravamo tutti sbalorditi, ma forse la parola è troppo debole.
Potenza del suono, melodie simplice ma stratosferiche che vi entravano in testa per non uscirne piu. E la nuova voce ! ( mi ricordo che agli anziani non piaceva) che sembrava cucita apposta per quel nuovo sound del gruppo.
Non c'era niente da buttare, tutti capolavori.
In quella notte eravamo consapevoli di avere ascoltato uno dei piu grandi album rock mai inciso. E lo è tuttora.
Back in Black è il secondo album piu venduto della storia musicale (tutti generi compresi) dopo Thriller (49 millioni di copie)
La mia piu grande dellusione ?
Un anno dopo quando usci For Those About to Rock We Salute You degli stessi AC/DC...
Era una specie di Back in Black ma di bassa fattura. E la mia avventura con loro finiva li.
Purtroppo, (o meno male) avevano dato tutto su quell'album nero.
Avevano trovato l'ispirazione geniale (che un artista ha una volta sola in vita sua...) proprio durante il periodo di dolore dopo la morte del grande Bon Scott.
Back in Black fu uno degli album della mia vita.
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Re: L' attesa di un album...inaspettate soddisfazioni e delusione della vita...

Messaggio Da Malefika il Sab Apr 16, 2011 4:07 pm

Joe ha scritto:
Back in Black è il secondo album piu venduto della storia musicale (tutti generi compresi) dopo Thriller (49 millioni di copie)

110 milioni di copie


Bello questo topic, quando ho tempo scrivo anch'io qualcosa
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Re: L' attesa di un album...inaspettate soddisfazioni e delusione della vita...

Messaggio Da Jazzbianco il Sab Apr 16, 2011 5:57 pm

Bel racconto Joe.

Io non ne ho da raccontare. non ho mai vissuto quest'attesa per nessuno, non ho mai vissuto con questa intensità una passione musicale.
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Re: L' attesa di un album...inaspettate soddisfazioni e delusione della vita...

Messaggio Da puparock il Sab Apr 16, 2011 9:26 pm

@Joe.... Back in Black e' la mia canzone rock preferita da sempre....quando Marco l'ha cantata, sui pattini, ad Xfactor,per poco non mi prende un colpo.....ho mandato indietro il videoregistratore decine di volte.......sono impazzita........godimento puro!!!!!
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Re: L' attesa di un album...inaspettate soddisfazioni e delusione della vita...

Messaggio Da Deianira il Sab Apr 16, 2011 11:27 pm

Topic interessantissimo.....purtroppo però non ho molto da dire perché non mi era mai capitato, prima che Marco entrasse nella mia vita, di seguire un cantante o un gruppo in modo così intenso, continuativo, quotidiano.....non ho mai provato per altri artisti la trepidazione, il batticuore, la curiosità e l'entusiasmo che provo per Marco.
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Re: L' attesa di un album...inaspettate soddisfazioni e delusione della vita...

Messaggio Da Sonsoles il Dom Apr 17, 2011 11:44 pm

Deianira ha scritto:Topic interessantissimo.....purtroppo però non ho molto da dire perché non mi era mai capitato, prima che Marco entrasse nella mia vita, di seguire un cantante o un gruppo in modo così intenso, continuativo, quotidiano.....non ho mai provato per altri artisti la trepidazione, il batticuore, la curiosità e l'entusiasmo che provo per Marco.

anche per me Marco è stata "la mia prima volta"

Però spero di non andare OT se vi racconto che ho provato molta trepidazione ed attesa per il concerto di Michael Jackson - Giugno 1997.
Avevamo comprato i biglietti da parecchio tempo (qualche mese) pagandoli anche un botto (ma valeva assolutamente la pena! di questo ne eravamo certi)Il concerto era a giugno e tenevo il mio personale countdown. Non vedevo l'ora di poter ammirare all'opera dal vivo "LA LEGGENDA", il RE.
Purtroppo una quindicina di giorni prima iniziai ad avere una crescente febbre che arrivo' in seguito anche a 40' e con dolori diffusi incredibili....non avevo mai avuto febbre e dolori di quell'intensità. La speranza era che nei giorni che mancavano alla data fatidica il tutto andasse scemando.....continuavo a ripetermi "no!! passerà in tempo!! Sicura che per quel giorno starò bene....!!! Devo stare bene!!!"
Invece iniziarono a venirmi delle enormi bolle gialline, un po' prurigginose....ne avevo tutto il corpo coperto e soprattutto il viso tutto punterellato.......una roba inguardabile....... insomma mi era venuta la varicella.....

Il lato positivo è stato che la febbre è scomparsa un paio di giorni prima del concerto
e quindi ho potuto andare allo stadio (ci sarei andata anche con la febbre!!!) anche se, mentre camminavo per andare alla mia postazione, chi incrociava il mio volto mi guardava con una smorfia un po' di disgusto!!!! A me non poteva fregarmene di meno....ero lì e stavo per assistere al concerto dei concerti.....anzi al "padre di tutti i concerti". E' stato mgnifico!!!
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Re: L' attesa di un album...inaspettate soddisfazioni e delusione della vita...

Messaggio Da Malefika il Lun Apr 18, 2011 12:24 am

Sonsoles ha scritto:....ero lì e stavo per assistere al concerto dei concerti.....anzi al "padre di tutti i concerti". E' stato mgnifico!!!

non sai quanto ti invidio

Mi sono commossa leggendoti. Io non l'ho mai visto dal vivo Son diventata sua fan nel 2001, dovevo andare a Londra per il This is it tour

Ma quindi hai contagiato i poveri malcapitati?
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Re: L' attesa di un album...inaspettate soddisfazioni e delusione della vita...

Messaggio Da Joe il Mar Apr 19, 2011 9:34 pm



Mah...

Peccato.

Non vorrei essere polemico.
Capisco che il forum è dedicato a Marco. Che tutto sia concentrato su quel soggeto...che c'è tanto da raccontare. 
Ma mi stupisce il fatto che non ho letto niente sull'attesa di un album di uno dei vostri artisti preferiti. Pensavo a un topic bellissimo, sinceramente pensavo leggere storie bellissime.
Ma sicuramente sarò io ad essere un po fuori norma, che abbraccia forse con troppo passione un artista quando mi piacce...Mi butto tutto...e non solo nel campo musicale. 
Infatti, qui in famiglia sono considerato un po fuori norma, forse fuori di testa.
Ed essermi iscritto sui vari forum dedicati a Marco ne è un esempio palese. Ho visto un genio in atto, e mi sono buttato, con tutti voi.
Va buò.
Non considerate il mio post come un attacco, please.
Vi stimo sempre. Aho !!

:eh già!:
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Re: L' attesa di un album...inaspettate soddisfazioni e delusione della vita...

Messaggio Da Jazzbianco il Mar Apr 19, 2011 10:49 pm

Non credo che tu sia "fuori norma"... "diverso"... conosco molte persone come te. Per quel che mi riguarda, spesso, le mie passioni sono state rivolte al passato, e quando erano rivolte al presente... non potevo seguirle come avrei voluto.

Comunque proprio oggi mi è tornato in mente un episodio, e proprio mentre scrivo ne ricordo un'altro.
Oggi ho visto un video che mi ha riportato al 1979: Bring on the Night dall'album Regatta de Blanc dei The Police. Il brano più famoso di quel LP fu senz'altro Message in the Bottle. Avevo il 45 giri, l'ho consumato, con mia nonna che mi urlava continuamente contro, per non parlare di quando giravo il disco e Landlord esplodeva con il rock punk.
Quando l'anno dopo uscì il terzo album della band ho deciso di acquistarlo subito, a scatola chiusa o quasi, avevo ascoltato soltanto il singolo Don't Stand so Close to Me.
Devo dire che la delusione fu fortissima, anche perché lo avevo comprato con i miei soldini, invece che dividere le spese con mio fratello, come ero solita fare. A parte quel brano, non c'era nulla che mi piacesse... fatto talmente in fretta che due brani erano senza testo. Non volutamente strumentali, ma proprio senza testo perché non avevano avuto tempo per scriverli. Non dico che la mia passione per The Police svanì, ma non acquistai più nessun disco della band.
E mentre ho iniziato a scrivere, mi sono ricordata di un'altra delusione: Combat Rock dei The Clash. Avevo amato moltissimo London Calling e quando uscì Sandinista rimasi perplessa ma affascinata. Meno punk, ma reggae, ska, jazz, rap . Una contaminazione che allontanò molti fan, ma non me. Dopo due anni ritornarono con Combat Rock. Un titolo forte, che faceva pensare ad un altra interessante evoluzione, con il definitivo abbandono del punk per un rock duro e con brani tosti e con una forte connotazione politica e sociale. E invece no. Purtroppo il contenuto non rispecchiava assolutamente il titolo. Niente punk, ovvio, ma il rock era scialbo e commerciale, sarà per quello che piacque tanto alle radio, con il video dell'armadillo continuamente in onda. Ho avuto immediatamente la sensazione che i Clash non avevano più nulla da dire, infatti fu il loro ultimo lavoro prima della separazione.
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Re: L' attesa di un album...inaspettate soddisfazioni e delusione della vita...

Messaggio Da Sonsoles il Mar Apr 19, 2011 11:59 pm

Malefika ha scritto:
Sonsoles ha scritto:....ero lì e stavo per assistere al concerto dei concerti.....anzi al "padre di tutti i concerti". E' stato mgnifico!!!

non sai quanto ti invidio

Mi sono commossa leggendoti. Io non l'ho mai visto dal vivo Son diventata sua fan nel 2001, dovevo andare a Londra per il This is it tour

Ma quindi hai contagiato i poveri malcapitati?
Mi mi sa di sì....la fase "bollicine" è la più infettiva, dicono. Pensa che mi è passato vicino anche Zucchero.....i nostri posti erano vicino alla tribuna VIP(S) (così la chiamavano)....quando ho visto MJ sul braccio trasportatore che passava sulle teste di quelli sul pratone...... avrei mandato a quel paese la tribuna vip e tutto il circondario......
Quella sera ho lasciato a casa, senza alcun senso di colpa, due bimbi piccoli anche loro con la varicella.....(nulla avrebbe potuto fermarmi!!!).
Spoiler:
chiedo scusa se sono OT
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Re: L' attesa di un album...inaspettate soddisfazioni e delusione della vita...

Messaggio Da cassandra il Mer Apr 20, 2011 12:26 am

Allora Joe....premetto che la storia con Marco è completamente diversa da tutto quello che è stato il mio passato e presente musicale..... semplicemente lui è un mondo a parte,cui credo senza aver neanche sufficienti prove...ma solo indizi.....Lui E'.

Per il resto,vengo da una storia musicale, da un periodo (gli anni 70 ) ricchissimo di proposte, di suggestioni di musica davvero innovativa, sperimentale, io sono nata con la progressive inglese,musicalmente parlando, quindi nessuna delusione in quel settore...per anni.....ricordo solo che l'unica cosa che mi fece interrompere l'acquisto degli album dei Genesis fu quando andò via Peter Gabriel.....ma lì non fu una delusione vera e propria. Semplicemente i Genesis per me finivano lì.....Infatti comprai A trick of The Tail senza di lui, ma già si sentiva la differenza....e me ne feci una ragione.... e Peter Gabriel da solo è un performer comunicatore fantastico, ma non mi arriva più di tanto....
Per il resto io sono una ascoltatrice schizofrenica.....
Degli album non mi piace mai tutto, ma solo alcuni brani.....neanche Brain Salad Surgery, degli ELP, uno degli album meglio riusciti dei miei beniamini ha tutto il mio favore..... Toccata e Benny the Bouncer li salto sempre,ad esempio.........
Perchè io dalla musica voglio sempre che mi squassi l'anima...... ed è impossibile che un album intero abbia tutte tracce dello stesso livello per me..... per questo la delusione l'ho provata per ogni album che ho amato,si può dire...perchè in ognuno c'è stata qualche caduta di tensione,per me..... ma credo di essere proprio un caso a parte....... e non ho la discografia intera di tutti quelli che mi piacciono........ma solo qualche album.....
Altra delusione forte la deriva commerciale di Pino Daniele...... dopo Bonne Soiree non ho più comprato i suoi album...... il massimo lo ha raggiunto con Vai Mo' e Bella 'mbriana.....poi la caduta verso l'orecchiabile, il commerciale, la facile presa...."ogni scarrafone" mi ha fatto rabbrividire, per capirci.... l'ho abbandonato.
Poi negli Ottanta la passione per la Windham hill Records e la loro produzione....ho album di molti artisti ma nessuna delusione particolare...acquistavo solo dopo essermi documentata bene..... Poi ho amato l'etichetta GRP records....fusion con musicisti e band varie......di grande respiro.....anche lì poche delusioni.....
Diciamo che mi fidavo delle etichette che lavoravano con un certo genere musicale e lo proponevano... Poi l'ascolto di Radio Montecarlo di notte per anni con Nick the Nightfly mi apriva mondi e artisti sempre nuovi, sul filo del jazz, world music,fusion........ognuno con un suo stile e appeal notevoli....mi segnavo quelli che mi colpivano di più, andavo dal mio spacciatore di cd, tempio della mia passione musicale, il più grande negozio di dischi della mia città..... ...lì chiedevo di ascoltare e compravo quelli che al primo ascolto mi convincevano di più......
Non so se mi sono spiegata Joe...ma questo è il mio modo di fruire la musica...... lo è sempre stato......Nessuna grande attesa....nessuna grande delusione....la sensazione potente,il brivido per come mi fa sentire la musica mi guida in ogni cosa che ascolto.... se c'è quella ne godo,se non c'è passo oltre.......sono ancora alla ricerca.....nonostante credessi che con l'età questa passione di pancia si sarebbe affievolita... ma non mi arrendo mai, quindi fin qui tutto bene......

Non rileggo che è lunghissimo .........sorry!!!!!! ma come si fa a spiegare la passione per la musica e le aspettative che ci crea con poche parole?

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Re: L' attesa di un album...inaspettate soddisfazioni e delusione della vita...

Messaggio Da Jazzbianco il Mer Apr 20, 2011 1:34 am

@ Cassandra
Gli episodi che ho raccontato sono accaduti tra i 13 e i 16 anni, poi anch'io sono diventata un po' schizofrenica nei miei ascolti e neanche io ho tutta la discografia dei miei artisti preferiti. E poi per anni ho ascoltato prevalentemente jazz strumentale, con la curiosità come spinta principale, senza grandi aspettative e per questo senza troppe delusioni, ma con parecchie folgorazioni.
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Messaggio Da Castalia il Mer Apr 20, 2011 1:56 am

@Joe non si tratta di essere fuori norma, si tratta che a volte certe cose non capitano, oppure che nella vita sono altre le passioni che occupano un posto preponderante nella vita di una persona, mentre il tema qui è la musica. O, ancora, tutt'e due le cose. O, infine, che si vive anche lasciando vivere, senza dimenticare che anche i grandi artisti sono esseri umani e sbagliano come tutti, che fanno scelte che a noi possono non piacere ma che hanno una loro ragione d'essere, così come può capitare che una vena creativa dopo un po' si esaurisca. E che tutto questo è nel loro sacrosanto diritto.

Nel mio caso amo la musica perchè senza non si vive, ma al centro principale del mio essere ci sono sempre state altre arti.

Musicalmente allo stesso livello di Marco seguo Marco Castoldi, ma ho cominciato a seguirlo quando aveva già pubblicato i tre album con i Bluvertigo e i due da solista. Una meravigliosa scoperta che non mi ha in alcun modo deluso, ma felicemente sorpreso. E quando ha deciso di andare a Sanremo - a presentare, quindi, finalmente un inedito - da parte mia non c'è stata alcuna preoccupazione per il brano che avrebbe dovuto portare. Trepidazione, questo sì, perchè non vedevo l'ora di ascoltarlo, ma mai ansia perchè, sapendo chi è lui, l'idea che La Sera fosse meno di un capolavoro non mi ha mai sfiorato. E infatti così è stato, almeno per quanto mi riguarda. Trepidazione che poi si è trasformata in molte altre cose quando è stato espulso dalla gara, ma questo è un altro discorso.

Più in generale - e qui vado fuori tema estendendo il discorso anche ad agli altri campi da me amatissimi - non ho mai avuto delusioni artisticamente parlando. In parte perchè molti artisti che adoro non ci sono più e spesso da qualche secolo Suspect, quindi mi sono trovata la loro opera già completa; in parte perchè, generalmente, forse per affinità, amore della bellezza, o forse solo per pigrizia e bisogno di sicurezza, chissà, tendo istintivamente ad amare di più quegli artisti che testardamente il mercato non lo seguono, semmai lo creano grazie ad una personalità unica e potente, i precursori di un genere, quelli incapaci di adeguarsi ad un'idea di omologazione o semplicemente di adeguarsi, ma dotati di una determinazione non comune nell'imporsi e portare avanti e anche a dispetto di tutti le loro idee, i loro progetti, il loro sentire, a volte pagandone le conseguenze, costantemente desiderosi di andare avanti, evolvere, di non ripiegarsi su se stessi.

In altre parole, tranne, forse, qualche rara eccezione, ho sempre amato di più chi di più si è messo al servizio dell'Arte, e non chi ha messo l'Arte al proprio servizio.

Ed è in questo senso che sto aspettando di vedere che farà Marco. Ma adesso sono decisamente OT.
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Re: L' attesa di un album...inaspettate soddisfazioni e delusione della vita...

Messaggio Da Levnicolaievic il Mer Apr 20, 2011 9:45 am

Carisssimo Joe , anche io come le sisters apprezzo la tua passione , siamo qui anche perchè la musica e le arti in genere occcupano un posto importante nella nostra vita, ma senza credere che una solamente o un solo approccio si possa definire più intenso o più autentico rispetto ad altri: un trasporto così forte l'ho provato solo nell'adolescenza, quando è uscito il disco di Woodstock, che ho ascoltato e riascoltato... La stessa cosa prima mi era accaduta con " American graffiti" .. insomma , le compilations che dipingevano un' epoca mi facevano sognare molto... così poi è accauto con " Four way street" di Crosby, Still, Nash and Young e con pochi altri cantautori italiani.. ma devo dire che quel trasporto totalizzante, quell'attesa si è gradualmente affievolita con gli anni: la mia meraviglia si è spostata sulla musica del baroccco strumentale,per esempio per la viola da gamba di Marin Marais a partire da u film che ho visto nel 1992 " Tutte le mattine del mondo " che descriveva la vita di questo musicista: gradualmente ho cominciato ad dedicare i miei ascolti a tutta la musica di quel periodo ricchisssimo di genialità ( non solo musicali) e quel fiume di note travolgenti, intensisssime, non finiva mai di riempirmi di emozioni, ancora più struggenti nei concerti dal vivo...fino all'incontro con Marco che secondo me, in qualche sua precedente vita, era un musicista del periodo barocco
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Re: L' attesa di un album...inaspettate soddisfazioni e delusione della vita...

Messaggio Da Joe il Dom Apr 24, 2011 10:16 pm



Grazie a tutti per le vostre risposte.
Aspetto quella di Malefika che sicuramente avrà tanto da racontare.
Mà ! e dai !...
Jazz, non t'allargare troppo pero. "Diverso" mi sembra una parola troppo grossa...
Communque, a parte gli scherzi...
Ma i nostri cervelli captano le stesse frequenze musicale ? e sopratutto quelle buone ?!...
Mi ha fatto ricordare una altra utente di un altro forum che mi piaceva molto per i suoi gusti musicale...(per fare capire e senza nominarla, e per straordinario, anche lei è andanta a vedere The Wall come te)...mi sembra un buon parametro questo The Wall...
:eh già!:

Allora, comincio con un discorso generale per poi ritornare ai particolari.

Dopo i GVA di funesta memoria, ecco i AAA
Aspettativa, Acquisto, Ascolto.
Ho aperto questo topic ( ma non lo dico per giustificarmi, eh !) perche ormai da mesi, ho notato un crescendo nell'attesa di un album molto particolare, ovvero il primo vero album di Marco Mengoni che molti considerano come un genio nell'interpretare (io per primo) con quella situazione paradossale frutto dei talent show, che il genio appare prima che apparisse un vero "primo lavoro"... 
Strana situazione, no ? Io non l'avevo mai vissuto.

E da quello che ho capito, pare che siamo un po tutti coinvolti in quell'attesa di quel primo lavoro... 
E giustamente, quest'attesa un po spropositata mi ha fatto ritornare in mente quello che avevo vissuto nell'adolescenza. (Perche ed evidente che "l'esasperazione" si manifesta in quel periodo).
Ecco. Siamo tutti ritornati adolescenti...io voglio vedere il fermento che ci sarà sul forum nei giorni prima dell'uscita dell'album ! 
AAA...sarà bello da vedere.  
Ma la consequenza di questa situazione particolare è a doppio taglio...come tutte le troppe grande attese.
Ne ho vissuti di queste attesa, e spesso la delusione è alle porte.
  
Potrei parlare ore e ore di musica e delle scoperte che ho fatto nel campo classico o jazzistico, perche è quello che prevalentemente ascolto da sempre e che conosco meglio. Non sono un grande "conoscitore" di musica Pop/Rock, lo devo confessare. Vero, la musica per primo mi è arrivata con i Beatles, Wings, AC/DC, The Police, Pink Floyd, di consequenza tutto il movimento Rock e rock progressivo degli anni settanta ( Led Zep, Deep Purple, King Crimson, Genesis, etc...la lista è lunga [@Cassandra, anch'io il dopo Peter Gabriel non mi convisse, anzi non mi è piaciuto per niente trane The Duke che adoro], ma tre anni dopo tutto cambiò con la scoperta del classico e del Jazz. Bach, Beethoven, Mozart, Wagner...il Cool Jazz, il Bee-Bop di Miles Davis, Coltrane, Monk...il Duke, etc...per finire con la fusion...Uzeb, Pastorius, Weather Report, Marcus Miller...etc etc etc... 
Ma in questi generi niente attesa, era quasi tutto gia scritto...

Neanche The Wall fu un attesa. Nel 79 non conoscevo i Pink Floyd. Un giorno un mio amico musicista mi portò la cassetta...
"Ascolta questi", mi disse...
:sconvolto:Non ci credevo. Stavo ascoltando qualcosa di grandioso, di unico. Per sei mesi non ascoltai altro (era proprio il periodo gennaio-luglio 80, dalla morte di Bon Scott a l'uscita di Back in Black), passando ore e ore ad imparare accordi e testi.
Evidentemente i tre anni successivi le ho svolte nell'ascolto di tutta l'opera dei Pink Floyd. Ad ogni scoperta di un album ero cosi
I piu grandi con I Beatles.
Nell'83, Pink Floyd annunciò "The Final Cut". E chi se lo perdeva sto Final Cut ? I tre A si mettevano in motto...
Mi ricordo i minimi dettagli. Ma mi ricordo anche la grande delusione. The Final Cut risultò scialbo, inutile. Un The Wall bis ma senza la luce. Si poteva anche pensare che tutto il materiale non utilizzato su The Wall fosse riciclato. L'album di troppo. Fu l'ultimo con Roger Waters, ma anche per me fu l'ultimo dei Pink Floyd.  

Ritornando alle frequenze musicale che abbiamo in commune con Jazzbianco...
The Police era uno dei miei gruppi preferiti. Le ho visti in concerto au Bourget in gennaio 80. I due primi album erano favolosi. Un misto di tanti generi, una novità assoluta all'epoca. Pero il terzo album fu una delusione. Do do do, da da da, poi...na fregnacia. E fini li con I Police.
È rarissimo essere coinvolti al 100% con un artista, possederne tutta la discografia, perche prima o poi arriva la delusione. E sempre stato cosi. I tre A sono pericolosissimi.
Speriamo soltanto che non succede troppo presto con Marco...  
   
@ Lev che scrive : " siamo qui anche perchè la musica e le arti in genere occcupano un posto importante nella nostra vita, ma senza credere che una solamente o un solo approccio si possa definire più intenso o più autentico rispetto ad altri"...

Non l'ho mai detto. E sicuramente è cosi. Ma io mi limito a parlare della mia passione per la musica perche il forum è centrato su quel tema.
Potrei anche parlare dell'altra mia passione : il Cinema. Sono (come si dice in Francia) un "cinéphile" vero e proprio, che si trascina dietro 1100 dvd...con filmografie complete di Kurosawa, Wilder, Hitchcock, Bergman, Kubrick, Van Triers, Allen etc....
E infatti Lev, la tua citazione del film su Marin Marais mi ha commosso... questo film me-ra-vi-glio-so arrivò come un UFO, da non crederci, inaspettato...
Era il tocco alla francese, il genio francese che ogni tanto mi capita di apprezzare.
Raramente un film riuscì cosi bene-in questa difficilissima impresa-a racontare una storia di musica. Il binomio Cinema-Musica stranamente non vanno a braccetto. (non parlo di musica di film). L'altro grande film fu Amadeus di Forman.
  
C'è stato un impennata di vendite dei dischi di Marin Marais in Francia, addiritura tutti ad appassionarsi alla Viole de Gambe. Fu un momento davvero magico.
Grazie Lev per avermi fatto ritornare in mente quel film che consiglio ovviamente a tutti.

Buona Pasqua !
A presto
 
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Re: L' attesa di un album...inaspettate soddisfazioni e delusione della vita...

Messaggio Da RebeMuso il Lun Apr 25, 2011 9:12 pm

Io Joe, invece, sono proprio come te.
Le passioni per i miei artisti preferiti le vivo con tutto il cuore, mi ci butto senza esitazioni.
Se un'artista mi piace davvero allora sono portata ad ascoltarne, leggerne il più possibile.
Non la vivo certo come ossessione, ma un'artista è capace di guadagnare il mio interesse per mesi proprio senza che io mi fermi un secondo.
Le sue canzoni diventano colonne sonore di periodi della mia vita.
Infatti io non ho una canzone che intendo "preferita", proprio perchè dipende dall'artista che seguo e che corona i miei giorni in quell'arco di tempo.


Tra gli artisti con cui ho vissuto questo attaccamento c'è Michael Jackson, che avete citato anche voi e mi fa piacere :bello: , Morgan, Marco, De Andrè...
Ultimamente questa cosa c'è stata con i Subsonica.
Tutti artisti che hanno cominciato ad interessarmi e con il tempo per un periodo ho proprio approfondito tutto ciò che li riguardava.

Con i Subsonica ho vissuto anche l'attesa per l'ultimo album.
Essendo molto giovane non ho mai potuto vederli e seguirli attivamente prima, ma mi sono sempre piaciuti, fin da bambina.
Li ho conosciuti per via di Morgan con DiscoLabirinto.
L'attesa è sempre trepida.
Avevo già comprato il biglietto del concerto ancora prima che l'album uscisse, quasi come per rassicurarmi.
Quindi ero ancora più agitata, avevo paura di non sentirmi soddisfatta, (non so se li seguite, ma dopo il famoso Microchip Emozionale, quello del 2000, tutti hanno cominciato a paragonare gli album seguenti con quello dicendo che non ne fossero più all'altezza, da lì il famoso verso della loro ultima canzone Benzina Ogoshi "non siete riusciti a bissare Microchip Emozionale")
In effetti quello è l'album che li ha fatti conoscere al grande pubblico, me compresa, molto bello secondo me, un innovazione musicale particolare e nonostante la grande particolarità nelle sonorità, era musica che coinvolgeva una grande fetta di pubblico.

Sinceramente io non capisco coloro che cercano nel loro artista sempre la stessa "musica".
Del tipo mi è piaciuto molto un album, adesso vorrei che tutti fossero come quello.
NO!
Per me è proprio il contrario.
E con loro con questo ultimo album EDEN, l'ho proprio capito.
Nuovo, diverso.
All'inizio ammetto che mi ha lasciata perplessa.
Sì, sempre Subsonica, ma a differenza delle loro solite sonorità un po' cupe, a partire dal loro primo album, con una musica completamente "fuori dal tempo", testi particolari che li rendevano riconoscibili a tutti (del tipo "Con un espediente elettrico risveglio il mio cuore letargico, smarrito in un sonno dal pigro contorno una radio frequenza oscilla per me. Diffido dell'etere plastico, forse piloto un destino romantico, cerco un libero approccio ad un libero attracco, una libera radio fa parte di me." Da Radioestensioni, che secondo me spiega molto bene ciò che intendo)

Questo nuovo disco rappresenta la loro crescita musicale.
Rappresenta il loro cambiamento dai 20 anni quando hanno cominciato ad ora che stanno oramai all'alba dei quaranta.
Una maturazione che secondo me si sente nell'ascoltare i dischi uno dopo l'altro.

Secondo me è bellissimo ascoltare un disco la prima volta e storcere il naso perchè si è stupiti e interdetti.
E poi riascoltarlo ancora e ancora e pian piano ritrovarne sonorità da tutte le opere precedenti e in più qualcosa di nuovo.
Assorbire tutte le emozioni che ti da sentire dalle note la crescita di quell'artista nel tempo, che ti fa capire che lo stesso artista è ANCORA VIVO.
Se non è più capace di stupirti allora che artista è?
Ok, non sono riusciti a bissare Microchip Emozionale, ma perchè hanno fatto ALTRO.
Se lo copiavano vuol dire che non erano più artisti, la loro creatività era finita, ormai si legavano soltanto a cose vecchie che un tempo avevano fatto successo, come fanno tanti altri artisti storditi dal successo di un opera che perdono il coraggio di osare e di fare ciò che sentono.

Ecco quali sono le emozioni mentre io aspetto un disco.
La voglia di ascoltare sempre qualcosa che mi stupisca.
Mi sentirei delusa a sentire un disco uguale al precedente.
Io capisco di tenere davvero ad un artista quando dopo aver cliccato play, dalle prime note riconosco l'emozione di ascoltare qualcuno che per l'ennesima volta ha provato a sorprendermi, a fare ciò che gli passava per la testa, a dare la sua visione particolare delle cose del mondo a te per cercare di fartele comprendere.
Questa è secondo me l'arte vera, quella che da emozioni.

Ehm, sono stata moooolto longeva e forse qualche volta fuori tema, però mi piace parecchio questo topic e vorrei proprio sapere se per voi, attaccati o no agli artisti che seguite, aspettate un bis del grande successo o apprezzate di più qualcosa magari di meno incisivo, ma NUOVO.

:bello:
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Messaggio Da Joe il Mar Apr 26, 2011 2:09 am



Grazie Rebe per la tua testimonianza

Non conoscevo i Subsonica fino a due settimane fa. Le ho visti a top of the pops con il loro ultimo single "Istrice". Interessante. Mi sono piaciuti. Ma mi stupisce il ritorno dell'elettronico.... 

Molto interessante il tuo interrogativo. 
Per quanto mi riguarda, e da quello che avete letto, ho sempre aspetatto il salto di qualita.
Il 99% dei artitsti ripropone sempre il loro "leitmotiv", il loro stile...specialmente con un successo alle spalle, ma che rompe le scatole dopo tre album.
I geni, che sono pocchissimi, stravolgono tutto ad ogni album. I grandi artisti non si accontentano mai. Incisivi e nuovi allo stesso tempo e sempre. 
Io ne conosco due.
I Beatles e i Pink Floyd. Una crescita "demenziale" tra un album all'altro. Mai ha ripropore la stessa cosa.
Ed è probabile che incosciamente le ritengo i due piu grandi fenomeni pop/rock della storia per quel motivo.
Non ci sono esempi piu limpide.
Gli altri ? l'accontentatezza.

Abbiamo una speranza per il prossimo lavoro di Marco. Pare che si è mangiato il coniglio proprio il giorno di Pasqua...
E dai con la nuova musica !! 
Il salto di qualità ci sarà...sicuro. :eh già!:

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Messaggio Da RebeMuso il Mar Apr 26, 2011 8:05 am

Vedo che siamo d'accordo Joe.

Certamente da Marco io mi aspetto qualcosa di nuovo.
E so che ci sarà!
Spero mi piacerà, tutto qui. :bello:
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Messaggio Da Pierrot il Sab Apr 30, 2011 9:08 pm

Ho letto un po' i vostri pensieri...(grazie Joe per avermi segnalato la discussione nell'altra sezione)

Anche io sono tra quelli che dicono ai Subsonica "non siete riusciti a bissare Microchip Emozionale". Ma non perchè cercavo in loro la stessa musica, ma semplicemente perchè quello, per come intendo io e per i miei gusti, è l'album perfetto.
Mi ero caricato di un eccessiva speranza...volevo un "album perfetto parte II"...e quando ho ascoltato Amorematico...mi è venuto un coccolone! Riuscivo a trovare un difetto in ogni nota...anche nelle canzoni che alla fine trovavo interessanti...da essere loro fan sfegatato ero diventato il loro peggior critico!
Ed era una sensazione stranissima...perchè poi andavo ai loro concerti e li trovavo strepitosi, sempre con quelle stesse canzoni che avevo fortemente criticato magari solo pochi giorni prima.
Stessa sensazione con Terrestre e con Eclissi...sempre l'attesa di qualcosa che non arrivava...della realizzazione del MIO sogno di perfezione.
Mi ero accorto che l'attesa mi aveva mangiato...e mi aveva mangiato anche la passione naturale che avevo per Samuel & co. E col tempo mi sono accorto che la colpa non era la loro, che artisticamente avevano seguito una strada ben precisa, ma la mia che volevo trasformare i miei desideri in realtà. Ma la loro realtà non poteva essere la mia. E questo mi portava a svalutare qualsiasi cosa...

Ora mi sono tolto questo paraocchi, questo assolutismo che mi aveva solo danneggiato...e ho finalmente acquistato di nuovo un cd fisico dei Subsonica...l'ultimo...Eden.

Con Marco mi appresto ad una attesa molto rilassata...proprio per evitare questo effetto...
Con Re Matto non ho grandi problemi...perchè non è esattamente "microchip emozionale"...ma se prendo come parametro Helter Skelter o Psycho Killer...ecco qualche turbamento potrei averlo...ma mi ricordo continuamente che quelle non sono sue canzoni.
Mi basta una crescita...qualche spunto interessante (cosa che già ho colto nei live)...poi per l'album perfetto...c'è tempo

Spero di essere stato chiaro...la febbre non agevola i miei neuroni nell'elaborazione di un pensiero!
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Messaggio Da Exit il Dom Mag 01, 2011 1:03 pm

Jazzbianco ha scritto:Bel racconto Joe.

Io non ne ho da raccontare. non ho mai vissuto quest'attesa per nessuno, non ho mai vissuto con questa intensità una passione musicale.

anch'io

infatti, anche per Marco non vivo quest'attesa spasmodica di quello che sarà il cd, anche se non sembra (vivo l'attesa spasmodica per averlo tra le mani, questo sì )

e volete sapere perchè?
Perchè in fondo "mi fido", quasi inconsciamente, lo ammetto

Esempio? i Linkin Park, uno dei miei gruppi musicali preferiti.
Dal loro primo cd ne hanno cambiate di sonorità
alcuni loro lavori mi piacciono moltissimo, altri decisamente meno, ma ho TUTTI i loro cd e continuerò a comprarli.
Il motivo è perchè in loro ho sempre visto il gusto di sperimentare cose nuove, di non adagiarsi sugli allori di un successo scontato.
Questo per me deve fare il vero musicista.

Quindi non solo hanno la mia fiducia, ma anche la mia ammirazione

altro esempio di fiducia ed ammirazione? John De Leo (Jazz tu conosci vero? )



p.s. diciamo anche che, a volte, si prendono delle belle tranvate sui denti a fidarsi
Re Matto è stata una di quelle volte
ma in quel frangente ho giustificato Marco per il poco tempo a disposizione.
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Messaggio Da Nestore il Dom Mag 01, 2011 5:13 pm

state andando OT
per parlare del prossimo album di marco c'è il topic "Nostri sogni, aspettative, pensieri... sul primo album di Marco"
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Messaggio Da Tulip il Ven Mag 06, 2011 12:16 am

Vediamo un po' , stasera è la volta buona che riesco a raccontare qualcosina. :eh già!:

quando Joe ha aperto il topic ho cominciato subito a pensare alle mie attese musicali, mi ha dato modo di riflettere su molte cose del passato.
Molte sorprese, per fortuna, e qualche delusione senz'altro, ma una vera e propria attesa, con smania e desiderio annessi, mi è capitata una sola volta.....nel passato molto passato ed allora non posso che raccontare quella
...comincio a mettere le mani avanti: i miei gusti musicali sono molto cambaiti nel tempo !
già comincio a ridere..............bisogna tornare in dietro ai meravigliosi anni ottanta ed immaginare una ragazzina di quindici anni romantica e sognatrice.

ecco lo confesso, nel 1985 ho atteso spasmodicamente che uscisse il disco di Claudio Baglioni dopo qualche anno di silenzio si tatta del " La vita è adesso. Il sogno è sempre " !!!!!!!!
Io non avevo avuto modo di seguire il grande successo di "Strada Facendo", ero troppo piccola ed i miei cugini mi avevano raccontato del famoso cocertone a piazza di Siena a Villa Borghese al quale erano stati. Avevo comperato anche l'oramai storico LP, " Questo piccolo grande amore ", ed ero innamorata del concept album che raccotava la storia d'amore dall'inizio alla fine.
Adoravo Baglioni, era perfetto per la mia età e il mio stato d'animo di allora per i testi semplici ma non scontati e la musica romanticissima.......................

inizio dell'estate, la scuola finita io mi trovavo in un paesino di campagna (nel viterbese ora che ci penso ) . Sapevo che il disco sarebbe uscito ad inizio estate, avevo letto anticipazioni e che sarebbe stato diverso dai precedenti e smaniavo per sentirlo e immaginavo come potesse essere.
Allora non c'era internet e lì in paese non nessun negozio di musica, non sapevo dove sbattere la testa ed ecco che una sera mi trovo alla fiera del paese tra le bancarelle.
Ho visto la musicassetta pirata venduta a poche lire e l'ho comperata subito.

Ricordo che sono corsa a casa per sentirla con il walkman in religiosa solitudine.

Ed ecco dal primo ascolto una tremenda sorpresa, la cassetta era così casalinga che mancava totalmente l'ultima canzone e la penultima finiva prima
(tornata a casa comperari LP naturalmente ! )

A proposito del disco direi che provai stupore, incredulità. Erano suoni diversi (c'erano pure gli archi ) e testi molto più complessi, canzoni meno orecchiabili......rimasi perplessa....poi risentendolo mi entusiasmai e mi piacque molto l'idea che Baglioni avesse cambiato molto e volesse segnara l'inizio della sua maturità.
Anche il suo look era cambiato, capelli corti e abiti più stilosi e modaioli.

Insomma l'ho sentito moltissimo quel disco ma in realtà è stato l'ultimo di Baglioni che ho seguito poi sono decisamente migrata verso altri lidi !
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Messaggio Da Jazzbianco il Ven Mag 06, 2011 3:09 pm

@Tulip non ti preoccupare, abbiamo avuto tutti 15 anni.
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