Spettacolo - le ultimissime

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Re: Spettacolo - le ultimissime

Messaggio Da puparock il Gio Dic 15, 2011 9:52 am

Priscilla, regina del deserto e di Milano
Il musical travolge il pubblico con hit mondiali e un messaggio di tolleranza
foto Ufficio stampa
CorrelatiMISTERO E IRONIA09:49 - Tolleranza e pace: è questo l'insegnamento del musical "Priscilla la regina del deserto" al Teatro Ciak Webank.it di Milano (ribattezzato per l'occasione Priscilla Palace) dopo Sidney, Londra, Toronto e New York. Venticinque hit, costumi fantasiosi e una storia commovente con un trans e due drag queen nel viaggio della rinascita. Ottimi gli attori Mirko Ranù (Adam), Simone Leonardi (Bernadette), un po' sottotono Antonello Angiolillo (Tick).
Durante l'anteprima il regista associato Dean Bryant con ironia ma anche con onestà ha rivelato che negli ultimi giorni ci sono stati dei problemi tecnici gravi per il bus rosa, Priscilla, e che lo spettacolo ne avrebbe risentito ma che nelle prossime ore verrà ripristinato tutto. Inoltre la famosa scena in cui uno dei protagonisti canta sull'enorme scarpa glitterata è stata tagliata sempre per inconvenienti tecnici. Ma se non ci fossero state queste specificazioni nessuno se ne sarebbe accorto perché lo spettacolo - che è durato oltre due ore - è filato liscio tra canzoni e costumi ammalianti.

La storia è semplice: una avventura on the road di tre amici (un trans e due drag queen) che a bordo del vecchio bus rosa, da loro soprannominato Priscilla, viaggiano attraverso il deserto australiano alla ricerca dell'amicizia, dell'amore e anche del riscatto. Ma sono soprattutto i protagonisti a catturare l'attenzione del pubblico con le loro personalità così diverse e al tempo stesso forti. C'è il trans Bernadette (uno straordinario Simone Leonardi) che viene coinvolto nel viaggio dopo la morte del suo giovane compagno. E' il più anziano dei tre ma anche quello dotato di una ironia spiazzante e saggia. Poi c'è il più giovane Adam, che si trasforma in Felicia, ed è spregiudicato, irriverente con una passione smodata per Madonna. Per questo amore artistico viene anche preso in giro da Bernadette a cui è affidata una delle battute più divertenti del musical: "Madonna? Un'icona certo. Anche la Tour Effeil è un'icona. Solo un filo meno rigida".

Infine c'è il ruolo più complesso, ossia quello di Tick (che diventa poi Mitzi) che ha alle spalle un matrimonio e un figlio che conoscerà al termine del viaggio. Ad interpretare questo personaggio è Antonello Angiolillo che forse per l'emozione ha stentato a 'decollare' ma con un po' di coraggio in più potrebbe raggiungere la perfezione degli altri due colleghi. Da segnalare le tre bravissime cantanti - che spesso si calano dall'alto con abiti sgargianti - Elena Nieri, Loredana Fadda e Valentina Ferrari. La musica è dal vivo con una band di sei elementi posti al lato sinistro del palco, dentro una teca.

Il musical è costato 8 milioni di dollari e si basa sull'omonimo film originale del 1994 diretto da Simon Phillips. "Ci abbiamo messo due anni per portarlo in Italia e ne siamo orgogliosi", ha detto il direttore del MAS Daniele Luppino. Ed è un orgoglio che in Italia ci sia un'opera così ben fatta con un messaggio di tolleranza e pacificazione in un momento di così forti tensioni sociali come quello che stiamo vivendo. Due ore di evasione, 25 canzoni celebri (tra cui "I Will Survive”, “What’s Love Got To Do With It”, “Hot Stuff” e “Go West”), omaggi a Tina Turner, Madonna, Aretha Franklin, Cyndi Lauper e Maria Callas. Ed è una doppia soddisfazione per il MAS che ora di diritto può tranquillamente concorrere con le altre due grosse case produttrici italiane di musical: Stage Entertainment Italia e la Compagnia della Rancia.

INFORMAZIONI Prezzi: da 79 a 39 euro (prevendita inclusa) Date e orari: da martedì a venerdì ore 20.45 - sabato ore 16 e ore 20.45 - Domenica ore 15.30 e ore 20.45 InfoTel: 02-27225 www.priscillailmusical.it – Teatro Ciak Webank.it – via Procaccini 4 Milano - tel. 02-29006767
http://www.tgcom24.mediaset.it/spettacolo/articoli/1031088/priscilla-drag-queen-e-tolleranza.shtml
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Messaggio Da puparock il Gio Dic 15, 2011 4:08 pm

..spero che arrivi anche a Roma, mi piacerebbe molto vedere questo spettacolo!!
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Messaggio Da lulinina il Mar Gen 24, 2012 11:10 am

ADRIANO CELENTANO AL FESTIVAL DI SANREMO 2012, CLAUDIA MORI: “NON VOGLIONO ADRIANO, HO LE PROVE”. OGGI UNA DECISIONE
Lo show continua. Non si smorzano le polemiche sull’eventualità che Adriano Celentano possa saltare la partecipazione al Festival di Sanremo 2012. Ieri Claudia Mori – moglie del cantante – aveva denunciato che l’ospitata del Molleggiato sarebbe stata in bilico a causa di presunte interferenze con il Direttore Generale della Rai Lorenza Lei (leggi i dettagli qui). Tra indiscrezioni, comunicati di fuoco dal Clan e smentite di Viale Mazzini, il teatrino aveva tenuto banco per tutta la giornata.

Ora la signora Celentano ha fatto sapere che una decisione sarà presa al più presto, entro oggi. Circostanza confermata anche dal Direttore di Rai1 Mauro Mazza, il quale si è detto convinto che “la volontà della Rai di avere Adriano a Sanremo e l’identica alla volontà del Molleggiato di essere all’Ariston si trasformeranno molto presto in un accordo formale“. Da parte sua, Claudia Mori ha però confermato la denuncia fatta a nome del Clan e ha raccontato all’Ansa la sua versione dei fatti.

“Fino a questa mattina i nostri avvocati stavano lavorando per preparare una bozza condivisa. Solo che nel primo pomeriggio è arrivata la notizia che il direttore generale Lei avrebbe comunicato a due dirigenti che Adriano era ‘fuori’ da Sanremo. Hanno smentito ma io ho fatto delle verifiche: ho le prove che è vero. E’ clamoroso” ha detto la Mori.

La moglie di Celentano ha poi spiegato che la Rai aveva garantito verbalmente che Adriano avrebbe avuto carta bianca a Sanremo e che le sue performance non sarebbero state interrotte dalla pubblicità. Ma proprio su questi punti sarebbero sorte alcune frizioni. A proposito, la Mori ha proseguito:

“Il 19 gennaio abbiamo ricevuto la bozza di contratto in cui c’e una clausola che prevede che i testi debbano essere concordati e che la prima performance non sarà interrotta ma le altre sì. Il giorno dopo abbiamo risposto con le nostre osservazioni. Questa mattina i nostri avvocati stavano lavorando sulla condivisione di questioni di routine, ma poi abbiamo visto che c’era ancora il controllo dei testi. A parte che sarebbe interessante sapere con chi dovrebbero essere concordati, ma comunque Adriano non accetterebbe mai, non ha mai accettato”.

In ogni caso, ieri la Rai aveva smentito che il DG Lorenza Lei avesse messo Celentano “fuori” dal Festival. Ma la Mori, inviperita più che mai, ha definito una ”manfrina” il contenuto dei comunicati di Viale Mazzini. La signora Celentano, intanto che c’era, si è anche lamentata per il fatto che col governo Monti non sia cambiato nulla in Rai. Poi ha denunciato:

“Tre giorni fa la Rai aveva cominciato a programmare lo spot sulla partecipazione di Adriano al festival, ma due giorni fa l’ha sospeso (…) Questa situazione è particolarmente preoccupante perché non è concepibile, né per noi né per chiunque altro, che ci siano questo tipo di barriere che vanno a ledere la libertà delle persone. Celentano è stato invitato e ha accettato, chiunque in una logica di normalità dovrebbe essere strafelice”.

Dai toni accesi, la ‘telenovela’ sulla partecipazione al Festival di Celentano pare appena iniziata. Aspettiamoci altri comunicati, altre esternazioni tattiche e pretenziose da parte del Clan. Ogni volta in Molleggiato deve far parlare di sé, deve crearsi l’evento.
http://www.davidemaggio.it/archives/52620/adriano-celentano-al-festival-di-sanremo-2012-claudia-mori-non-vogliono-adriano-ho-le-prove-oggi-una-decisione#comments

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Messaggio Da lulinina il Mer Gen 25, 2012 8:38 pm

Gianmarco Mazzi consulente della Fascino per il serale di Amici: avrà rapporti con i discografici
http://realityshow.blogosfere.it/2012/01/gianmarco-mazzi-consulente-della-fascino-per-il-serale-di-amici-avra-rapporti-con-i-discografici.html

Gianmarco Mazzi ha già pronto il lavoro per il dopo Festival di Sanremo di cui è direttore artistico. E' infatti consulente della Fascino per il serale di Amici 11 (voto: 7) che andrà in onda da fine marzo su Canale 5 e si occuperà dei rapporti con le case discografiche. Lo scrive Dagospia.

E il sito non può non sottolineare il "curioso caso di conflitto di interessi visto che al Festival di quest'anno non mancano gli ex Amici che saranno poi tra i protagonisti del talent di Maria De Filippi".

Amici, poi, avrà una serata finale all'Arena di Verona, Ente per il quale Mazzi - ricorda sempre Dagospia - è consulente per le attività non liriche.
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Messaggio Da lulinina il Mar Feb 07, 2012 11:05 am

Sanremo 2012, Mediaset e La7 con una controprogrammazione nulla e film: ecco cosa non andrà in onda
Mai come quest'anno Mediaset e La7 chiudono (o quasi) "la saracinesca" nella settimana del 62° Festival di Sanremo.

Niente Italia's got talent, lo show del sabato condotto da Belen Rodriguez e Simone Annichiarico che due giorni fa ha sfondato il muro degli 8 milioni di spettatori, a sfidare la finale, nè Zelig il venerdì.

Niente fiction nè Iene. Mediaset "disarma", dunque, il palinsesto durante Sanremo e fa spazio a un'overdose di film.

E anche La7 sospende Le invasioni barbariche di Daria Bignardi e The show must go off di Serena Dandini. Possibili insidie sulla carta da Rai3, dall'informazione e dal calcio.
http://realityshow.blogosfere.it/2012/02/sanremo-2012-mediaset-e-la7-con-una-controprogrammazione-nulla-e-film-ecco-cosa-non-andra-in-onda.html
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Messaggio Da puparock il Mar Feb 07, 2012 2:55 pm

Segretissimo dal Festival di Sanremo – Spunta Benigni dal cilindro di Celentano?
Indiscrezioni, restroscena, novità direttamente da dietro le quinte dell'Ariston. Giorno per giorno, solo su oggi.it
Roberto Benigni potrebbe tornare sul palco del Festival di Sanremo anche quest'anno. Dopo l'esibizione dell'anno scorso... (foto | video)Martedì alle 15 inizia ufficialmente il Festival di Sanremo targato Adriano Celentano. Dopo i sopralluoghi del clan, nei giorni scorsi, sotto la supervisione attenta e critica di Claudia Mori (sempre inseparabili – FOTO), Adriano farà il suo ingresso all’Ariston, che per l’occasione verrà neanche a dirlo blindato e diventerà off limits per tutti. Sono infatti meno di dieci le persone ammesse a presenziare alle prove del Molleggiato (guarda le prove con Morandi – VIDEO). Perfino gli instancabili orchestrali rimarranno fuori, per lasciare il posto alla band di Adriano: «Tanto loro non parlano, se no non arrivano vivi a casa», ironizzano gli addetti ai lavori.

BENIGNI BIS? – Sulla scaletta dei suoi interventi è buio pesto: «Lui fa tutto da solo, può invitare chi vuole, non abbiamo voce in capitolo», è la risposta standard dall’Ariston. Tra le mille suggestioni che Celentano vorrebbe si creassero sul palco ci sarebbe anche quella di una serata tra amici al bar. Già, ma quali amici? Nei corridoi danno per «assai probabile» il ritorno di Roberto Benigni nella serata di giovedì, quella dedicata all’Italia nel mondo. E se lo scorso anno lasciò il pubblico senza fiato arrivando su un cavallo bianco e celebrando l’inno di Mameli (LEGGI | FOTO | VIDEO), ci si chiede cosa potrà mai inventarsi quest’anno. Un indizio arriva forse dagli ospiti già confermati per giovedì, tra i quali figura la cantante israeliana Noa, che Benigni scelse per cantare Beautiful that way (tema del suo film da Oscar, la Vita è bella), e che a Sanremo viene ufficialmente per duettare Torna a Surriento con Eugenio Finardi. Riuscirà Noa a sdoppiarsi e a cantare con entrambi?

MORANDI BACCHETTA I POLITICI – Gianni Morandi, poi, bacchetta i politici su Adriano Celentano. Nell’intervista al cantante pubblicata su Oggi in edicola mercoledì, Morandi esprime il suo disappunto verso i politici che hanno attaccato Adriano Celentano sui 750 mila euro che la Rai gli ha riservato per la partecipazione a Sanremo: «Non si risolvono i problemi sparando sugli artisti», dice Morandi a Oggi. «Con tutto quello che succede nel mondo della politica, non possono prendersela con Celentano, uno che da 50 anni accompagna gli italiani con le sue canzoni, il suo cinema, il suo modo di fare spettacolo. E poi, da subito, Adriano ci ha detto che avrebbe dato tutto in beneficenza».

“OTTIME SENSAZIONI” - Su Oggi, Gianni Morandi presenta con entusiasmo la sua squadra: «Ho delle ottime sensazioni. Il rapporto con Rocco Papaleo è fantastico, mi rendo conto di quanto sia meraviglioso che abbia accettato di presentare insieme. Poi arriverà Celentano. E Ivanka si sta rivelando incredibile. In realtà si chiama Ivana Mrazova (LEGGI | FOTO), ma io aggiungo la k e lei sorride, perché suona come un nomignolo affettuoso».

“IN MUTANDE? PERCHE’ NO?” - Per risollevare gli ascolti, infine, Gianni confida a Oggi che è pronto a qualsiasi evenienza: «Per il bene del Festival potrei persino rimettermi in mutande».
Marianna Aprile e Paola Manciagli
Aggiornato al 07 febbraio
http://www.oggi.it/tv/spettacoli/2012/02/07/segretissimo-dal-festival-di-sanremo-spunta-benigni-dal-cilindro-di-celentano/
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Messaggio Da Jazzbianco il Sab Giu 16, 2012 10:54 am

http://www.rainews24.it/it/news.php?newsid=166400&utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter

E' morto a Diso, dopo una malattia, il regista e sceneggiatore Giuseppe
Bertolucci. Lo hanno annunciato la moglie, professoressa Lucilla Albano,
ed il fratello Bernardo Bertolucci. Regista e sceneggiatore, per lunghi
anni direttore della Cineteca di Bologna, Giuseppe Bertolucci era stato
autore di vari film tra cui 'Berlinguer ti voglio bene' con Roberto
Benigni. Aveva anche collaborato con il fratello Bernardo alla
sceneggiatura di 'Novecento'. Giuseppe Bertolucci era figlio del poeta
Attilio.



Bellissimo, e qui dimenticato, Segreti segreti, con un grande cast di sole donne. E poi lo stralunato I cammelli ed il delicato Amori in corso.
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Messaggio Da Jazzbianco il Ven Giu 29, 2012 1:08 am

È morta Nora Ephron
Aveva 71 anni, aveva scritto "Harry ti presento Sally" e diretto "Insonnia d'amore" e "Julie & Julia": e fatto molte altre cose
27 giugno 2012

Martedì sera è morta Nora Ephron, famosa soprattutto come regista e sceneggiatrice, ma anche scrittrice, saggista, giornalista, columnist del New York Times, ultimamente blogger dello Huffington Post, e nota intellettuale liberal newyorkese. Ephron aveva 71 anni ed era malata da tempo di leucemia.

Nora Ephron era nata il 19 maggio 1941 a Manhattan da una famiglia di sceneggiatori ebrei; era la più grande di quattro sorelle, tutte diventate scrittrici. Dopo la laurea nel 1962 e uno stage alla Casa Bianca (“l’unica stagista con cui Kennedy non ci ha provato”, disse poi), iniziò a lavorare come giornalista, prima a Newsweek e poi al New York Post e a Esquire dove divenne popolare per la sua scrittura ironica, diretta e divertente. Fu sposata con lo scrittore Dan Greenburg da cui divorziò nel 1976; nello stesso anno sposò Carl Bernstein, il giornalista del Washington Post che insieme a Bob Woodward fu autore dell’inchiesta sullo scandalo Watergate, che nel 1974 portò alle dimissioni del presidente Richard Nixon (Ephron fu anche coinvolta in una prima scrittura della sceneggiatura di Tutti gli uomini del presidente, da cui iniziò la sua carriera col cinema). Dopo il divorzio Ephron raccontò per anni che Gola Profonda – lo pseudonimo usato da Woodward per indicare il suo informatore all’interno delle istituzioni americane che lo aiutò nell’inchiesta – fosse il vicedirettore dell’FBI Mark Felt, cosa che lui successivamente ammise nel 2005.
(Chi era Gola Profonda)
(Tutto sul Watergate, foto, video e storie)
Il matrimonio terminò nel 1979 dopo che Ephron scoprì che il marito la tradiva con un’amica comune; prese spunto dalla sua storia personale per scrivere il romanzo Heartburn, che nel 1986 divenne un film diretto da Mike Nichols con Jack Nicholson e Meryl Streep. Ephron continuò a scrivere per il cinema, ma anche libri e soprattutto per i giornali, prevalentemente per il New York Times, di cui era ancora ieri una assidua collaboratrice (ma era diventata anche una blogger dello Huffington Post). Nel 1987 sposò lo scrittore Nicholas Pileggi, autore di Il delitto paga bene e Casino: Love and Honor in Las Vegas, da cui sono stati tratti i film di Martin Scorsese Quei bravi ragazzi (1990) e Casinò (1995). Ephron ha ricevuto la nomination all’Oscar per la miglior sceneggiatura per Silkwood (1983), Harry ti presento Sally (1989) e Insonnia d’amore (1993). Tra i suoi successivi film ci sono C’è posta per te (1998) e Julie & Julia (2009). Ha avuto due figli: Jacob Bernstein, che fa il giornalista, e Max Bernstein, un musicista rock. Non aveva mai comunicato pubblicamente la sua malattia. La scrittrice Sally Quinn ha detto al New York Times:
«Non voleva lamentarsi. Non le è mai piaciuto autocommiserarsi. Ha sempre pensato: “manda giù”»

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Messaggio Da Jazzbianco il Sab Giu 30, 2012 6:18 pm

Cinema: Elisa conquista 'Nastro D'Argento 2012' per 'Love is requited'


Roma,
30 giu. - (Adnkronos) - Elisa trionfa anche al cinema e conquista il
'Nastro D'Argento 2012' per 'Love is requited', giudicata 'Miglior
canzone originale' tratta da un film. Title track di 'Un giorno questo
dolore ti sara' utile', ultimo lavoro di Roberto Faenza, il brano e'
interpretato dalla voce limpida di Elisa, scritto da Michele Von Buren e
composto e arrangiato da Andrea Guerra. ''Una grandissima soddisfazione
ed una sorpresa straordinaria - ha commentato l'artista di Monfalcone -
Tutto e' nato in maniera molto naturale, ne ho parlato con Roberto
Faenza e con Andrea Guerra e mi sono subito appassionata alla storia, mi
ha conquistato il personaggio di James, un giovane Holden moderno''.
''E' incredibile, - prosegue Elisa - all'inizio dovevo eseguire solo una
canzone, poi con Andrea si e' creato un grande feeling ed una bella
amicizia. Lo guardavo lavorare affascinata, mi ha proposto di cantare
altri temi del film ed ho accettato, mi piacevano le sue melodie,
scritte in una chiave un po' eterea, un po' celtica, toni e tonalita'
molto vicine a me ed alla mia musica. Ho lavorato accuratamente, mi sono
affidata senza riserve ad Andrea, mi sentivo come uno strumento nelle
mani di questa straordinaria mente musicale. Non ne ero abituata,
generalmente sono io che scrivo e compongo i pezzi che interpreto, e'
stato bello e divertente, mi sono sentita libera''. (segue) (Spe/Zn/Adnkronos)


http://www.iltempo.it/adnkronos/?q=YToxOntzOjEyOiJ4bWxfZmlsZW5hbWUiO3M6MjE6IkFETjIwMTIwNjMwMTU1NjUxLnhtbCI7fQ==
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Messaggio Da Jazzbianco il Ven Gen 11, 2013 10:37 am

http://tg24.sky.it/tg24/spettacolo/2013/01/11/mariangela_melato_morta.html?utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter

Addio a Mariangela Melato
11 gennaio 2013


L'attrice si è spenta questa mattina in una clinica romana. Nata a Milano, aveva 71 anni anni ed era malata da tempo. Indimenticabili i suoi ruoli a teatro e sul grande schermo, diretta tra gli altri da Bertolucci, Pupi Avati, Elio Petri.

L'attrice di cinema e teatro Mariangela Melato è morta questa mattina a 71 anni. A dare la notizia, tra i primi, il Secolo XIX, secondo cui la Melato era malata da tempo ed era ricoverata in una clinica romana. La notizia è stata confermata dal Teatro Stabile di Genova con il quale l'attrice milanese collaborava da tempo.

Gli esordi in teatro - Nata a Milano, esordì nel 1960 con la compagnia di Fantasio Piccoli, debuttando in "Binario cieco" di Terron. Dal 1963 al 1965 lavorò con Dario Fo in "Settimo Ruba un po' meno" e "La colpa è sempre del diavolo". Nel 1966 fu impegnata con lo stabile di Trieste, nel 1967 con Visconti nella "Monaca di Monza". In teatro ebbe successo nell'Orlando furioso (1968) di Luca Ronconi, ma anche nella commedia musicale di Garinei e Giovannini Alleluia brava gente (1971). Impersonò ruoli difficili nelle tragedie Medea (1986) e Fedra (1987) di Euripide e nelle commedie Vestire gli ignudi di Pirandello (1990) e La bisbetica domata di Shakespeare (1992).

Ruoli drammatici e comici al cinema - Nel cinema ha alternato ruoli drammatici (La classe operaia va in paradiso, 1971, e Todo modo, 1976, di Petri; Caro Michele, 1976, di Monicelli; Oggetti smarriti, 1979, e Segreti segreti, 1985, di Giuseppe Bertolucci; Dimenticare Venezia, 1979, e Il buon soldato, 1982, di Franco Brusati; Figlio mio, infinitamente caro, 1985, di Valentino Orsini) a quelli da commedia, come in Mimì metallurgico ferito nell'onore (1972), Film d'amore e d'anarchia (1973), Travolti da un insolito destino... (1974) di Lina Wertmuller; Casotto (1977) e Mortacci (1988) di Sergio Citti; Aiutami a sognare (1980) di Pupi Avati. Dagli anni Novanta ha lavorato anche per la televisione (Scandalo, 1990, Una vita in gioco, 1991, Due volte vent'anni, 1995, L'avvocato delle donne, 1997; Rebecca, la prima moglie, 2008) ed è proseguito il suo impegno teatrale e al cinema.

L'ultima apparizione - La sua ultima apparizione a Lugano risale al 2008 con lo spettacolo al palazzo dei Congressi "Sola me ne vo'", un "one women show", in cui l'attrice era accompagnata in scena da un una musicista e da un corpo di ballo di 6 ragazzi.
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Messaggio Da Deianira il Ven Gen 11, 2013 10:49 am

Non me l'aspettavo, sono profondamente e sinceramente dispiaciuta per la morte della Melato. Proprio qualche settimana fa avevo rivisto su rai1 la replica della sua splendida Filumena Marturano. Una grande donna, intelligente ed ironica e un'attrice come poche.
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Messaggio Da Levnicolaievic il Ven Gen 11, 2013 5:26 pm

Sono veramente dispiaciuta oltre che essere una grandissima attrice aveva il raro dono della simpatia umana: io la penso e la ricordo nelle interviste sempre sorridente , allegra, mai musona o con la posa da " grande attrice" ; quando poi recitava in ruoli drammatici era veramente gigantesca, la vedevi tirare fuori da sè stessa dolori e rabbia, indignazione e pianto con una forza che poche altre hanno. ciao a Mariangela
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Messaggio Da jamila5 il Ven Gen 11, 2013 6:30 pm

Una grande donna ...
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Messaggio Da Deianira il Dom Gen 13, 2013 5:29 pm

«Cutugno, Ricchi e poveri, Al Bano»
Così Sanremo non tradirà i big


Massimo Giletti durante L'Arena su Raiuno «difende» un Festival accusato di portare sul palco solo giovani e non icone. E anticipa: «Fabio Fazio ha pensato anche ai grandi»

di Lavinia Farnese

«La serata di martedì 12 febbraio, ci sarà Toto Cutugno. Quella di mercoledì 13 ci saranno i Ricchi e poveri. Quella di giovedì 14, invece, sarà la volta di Albano. Al Festival di Sanremo, i big della musica come ospiti certo non mancheranno».

Arena di Massimo Giletti, pomeriggio domenicale su Raiuno. Anna Oxa, ospite, lamenta l'assenza sul palco, in questa edizione 2013 condotta e decisa da Fabio Fazio, dei «grandi che hanno fatto storia all'Ariston». Tra i concorrenti annunciati, da Marco Mengoni a Chiara di X Factor, nessun nome della vecchia guardia. Pupo, in collegamento da Mosca, dice che lì in Russia tutti sono «preoccupati» e gli chiedono che fine hanno fatto, quest'anno, i talenti della canzone. E così, Giletti si sbottona. E svela: «Vedrete, lo so, questi intanto verranno».
Scusandosi con il direttore della Rete, Giancarlo Leone: «Non me la sono tenuta: adesso riceverà qualche chiamata».

http://www.vanityfair.it/show/festival-di-sanremo/13/01/13/sanremo-2013-fazio-ospiti-toto-cutugno-ricchi-e-poveri-al-bano
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Messaggio Da Jazzbianco il Ven Mar 29, 2013 4:35 pm

http://www.corriere.it/spettacoli/13_marzo_29/abbagnato-eleonora-etoile-parigi_1479cca4-9852-11e2-948e-f420e2a76e37.shtml

Abbagnato nominata étoile all’Opéra di Parigi

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Annuncio sul palco dopo la «Carmen».
«La maternità mi ha resa più forte»

Il fermento che serpeggia dietro le quinte e poi un brivido. Il sogno di una vita si è avverato per Eleonora Abbagnato, mercoledì sera all'Opéra Garnier, con la promozione a étoile del Ballet de l'Opéra di Parigi, nomina che avviene, dall'era della direzione Nureyev, «sul campo», al termine di uno spettacolo eseguito al top dell'interpretazione, con gli applausi che crescono in un'onda emotiva tra artisti e pubblico. L'altra sera, la platea si è alzata in piedi per festeggiare il trionfo dell'«italienne» al termine della Carmen di Roland Petit e l'emozione le ha fatto vacillare le gambe d'acciaio. Non era mai accaduto di avere un'étoile italiana, cresciuta dall'école alla compagnia, nel Balletto de l'Opéra. E per registrare un tale gradimento verso una nostra ballerina nell'istituzione parigina fondata nel 1669 dal Re Sole Luigi XIV, bisogna risalire ai tempi di Maria Taglioni e Carlotta Grisi nell'Ottocento, con la sola eccezione di Alessandra Ferri, unica artista del Novecento a essere stata invitata dal prestigioso Ballet nel 1992.

«Quando ho avuto la conferma che mi stavano promuovendo - confessa l'Abbagnato - mi sono sentita svenire e sono crollata sul mio partner Nicholas Le Riche. Vedevo una grande effervescenza dietro le quinte dall'inizio dello spettacolo, finché il mio collega Benjamin Pech mi ha confermato le voci. E poi è arrivata in palcoscenico la direttrice Brigitte Lefèvre per la nomina. Quando il pubblico si è alzato per applaudire mi è sembrato di morire e rinascere. È stata una festa, perché intorno a me avevo gli amici più cari, Pech e Hervé Moreau, e in platea c'erano i miei genitori, volati da Palermo per rivedermi nella Carmen . Dedico la promozione a loro che mi hanno sempre sostenuta, a mio marito Federico Balzaretti (calciatore della Roma ndr ) e a nostra figlia Julia, pensavo a lei nella prima variazione di Carmen , la maternità mi ha resa più forte. Purtroppo Federico in questi giorni è dovuto restare a Roma per allenarsi. Mi ha scritto in un sms: "Sono fiero di te"». Una promozione sospirata per dodici anni, dopo una rapida ascesa nei ranghi della compagnia: nel '96 il diploma all'École e l'ingresso nel corpo di ballo, nel '99 la prima promozione a coryphée, nel 2000 a sujet, nel 2001 a «première danseuse».

Poi lo stallo. «Sono anni che ballo ruoli da étoile senza esserlo lavorando con i più grandi coreografi, da Forsythe a Béjart a Pina Bausch - precisa la ballerina palermitana -. Nel frattempo Sarkozy mi ha nominata Cavaliere delle Arti e delle Lettere. Forse l'anno sabbatico lontano dalla compagnia aveva instillato dubbi nella direttrice che però mi ha sempre incoraggiata. Lefèvre ha atteso che affrontassi di nuovo la Carmen di Roland Petit con la parrucca a caschetto nero di Zizi: è stato proprio Petit a scoprirmi tredicenne e a volermi come Aurora bambina nella sua Bella Addormentata. L'ultima volta che ha messo piede all'Opéra ha insistito perché fossi promossa. Il nuovo direttore del ballo Benjamin Millepied? Non l'ho ancora incontrato, comincerà nel 2014».

Ora a 34 anni, Abbagnato è nel rango più alto del Ballet de l'Opéra, un esercito regolato da un organigramma piramidale attualmente composto da 154 ballerini di cui 19 étoile tra uomini e donne (Eleonora è l'unica straniera tra i francesi), da 15 «premièrs danseurs», cioè primi ballerini, e poi, scendendo, da 41 «sujets», 37 «coryphées» e 42 «quadrilles», il rango più basso. Gli avanzamenti di carriera avvengono per promozione, non per scatti di anzianità. Nella compagnia francese ci sono altri italiani: il primo ballerino Alessio Carbone, la coryphée Letizia Galloni, figlia adottiva di un nostro compatriota, il sujet Simon Valastro e due quadrilles, Antonio Conforti e Francesco Vantaggio. A Parigi le ballerine vanno in pensione a 42 anni. E poi? «Magari dirigerò una compagnia di balletto in Italia. E c'è sempre l'idea di recitare in un film di Tornatore. Intanto, però, la mia vita familiare è frenetica tra Parigi e Roma e ho molti impegni di lavoro: alla Bastille danzerò la Terza sinfonia di Mahler di John Neumeier, poi trasmessa nei cinema del mondo, il Fauno di Robbins. In Italia ballerò in The night di Robbins all'Opera di Roma il 12 e 14 aprile, poi sarò Carmen a Caracalla in luglio». Non rinuncia al suo risvolto pop, dopo le partecipazioni tv a Sanremo: «A fine aprile parteciperò a sei puntate di "Amici" come caposquadra del gruppo di danza. Maria de Filippi è riuscita a convincermi».

Valeria Crippa 29 marzo 2013
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Re: Spettacolo - le ultimissime

Messaggio Da Deianira il Ven Mar 29, 2013 5:19 pm

Sono contenta per la promozione di Eleonora Abbagnato anche se hanno atteso troppi anni per promuoverla. Ha fatto una carriera molto rapida fino alla nomina a Prima Ballerina ma poi non le hanno fatto fare l'ultimo scatto in avanti e in questi anni tante altre ballerine l'hanno scavalcata diventando étoiles prima di lei. Una cosa analoga è successa ad un altro ballerino italiano che lavora all'Opéra di Parigi, Alessio Carbone, che è diventato Primo Ballerino nel lontano 2002 ma la promozione più importante non è ancora arrivata.
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Re: Spettacolo - le ultimissime

Messaggio Da Jazzbianco il Mer Mag 29, 2013 3:11 pm

http://www.affaritaliani.it/cronache/morta-franca-rame290513.html

E' morta Franca Rame, una vita fra teatro e politica

L'attrice, morta a Milano, aveva 84 anni. Figlia d'arte, Franca Rame intraprende la carriera teatrale fin dall'infanzia: era nata in una famiglia con antiche tradizioni legate al teatro dei burattini e delle marionette risalenti al 1600. Nel 1954 sposa il collega Dario Fo. Quattro anni dopo fondano la Compagnia Dario Fo-Franca Rame: lui è il regista e drammaturgo del gruppo, lei la prima attrice e l'amministratrice. A partire dalla fine degli Anni Settanta la Rame partecipa al movimento femminista. Nel marzo 1973 viene rapita da esponenti dell'estrema destra e subisce violenza fisica e sessuale. Lungo il suo impegno in politica. Il 19 aprile 2012 viene colpita da un ictus e ricoverata d'urgenza al policlinico di Milano.



LA BIOGRAFIA

Nata in una famiglia con antiche tradizioni teatrali, maggiormente legate al teatro dei burattini e delle marionette, risalenti al 1600, è figlia d'arte (il padre Domenico Rame era un attore da generazioni e la madre Emilia Baldini fu prima maestra poi attrice) e anche il fratello Enrico (1916 - 1986) ha intrapreso la carriera di attore.

Debuttò nel mondo dello spettacolo appena nata: fu subito impiegata, infatti, per i ruoli da infante nelle commedie allestite dalla compagnia di giro familiare. Nel 1950, assieme ad una delle sorelle, decise di prodursi nella rivista: nella stagione 1950-'51 viene, infatti, scritturata nella compagnia primaria di prosa di Tino Scotti per lo spettacolo "Ghe pensi mi" di Marcello Marchesi, in scena al Teatro Olimpia di Milano.

Il 24 giugno 1954 ha sposato l'attore Dario Fo a Milano nella basilica di Sant'Ambrogio. Dall'unione il 31 marzo 1955 nasce a Roma il figlio Jacopo. Nel 1958, insieme col marito, fonda la Compagnia Dario Fo-Franca Rame (il marito è il regista ed il drammaturgo del gruppo, la Rame la prima attrice e l'amministratrice) che, negli anni seguenti, otterrà grandissimo successo commerciale nel circuito dei teatri cittadini istituzionali. Nel 1968, sempre al fianco di Dario, abbraccia l'utopia sessantottina, esce dal circuito dell'ETI, fonda il collettivo Nuova Scena dal quale, dopo aver assunto la direzione di uno dei tre gruppi in cui era diviso per rispondere alla domanda del pubblico, si separa per divergenze politico-ideologiche assieme al marito: ciò porterà alla nascita di un altro gruppo di lavoro, detto La Comune (impegnato come Nuova Scena nei circoli Arci e nei luoghi fino ad allora non deputati per lo spettacolo dal vivo come le case del popolo, le fabbriche e le scuole occupate, ecc.), con cui interpreta spettacoli di satira e di controinformazione politica anche molto feroci. Si ricordano almeno Morte accidentale di un anarchico e Non si paga! Non si paga. Insieme al marito Dario Fo ha sostenuto l'organizzazione Soccorso Rosso Militante.

A partire dalla fine degli anni settanta la Rame partecipa al movimento femminista: inizia a interpretare testi di propria composizione come Tutta casa, letto e chiesa, Grasso è bello!, La madre. Nel 1971 ha sottoscritto la lettera aperta pubblicata sul settimanale L'Espresso sul caso Pinelli.

Nel marzo del 1973, Franca Rame viene rapita da esponenti dell'estrema destra e subisce violenza fisica e sessuale, ricordata a distanza di tempo nel lavoro Lo stupro, del 1981. Il procedimento penale è giunto a sentenza definitiva solo dopo 25 anni: ciò ha comportato la prescrizione del reato.

Nel 1999 ha ricevuto la laurea honoris causa da parte dell'Università di Wolverhampton insieme a Dario Fo. Nelle elezioni politiche del 2006 si candida capolista al Senato in Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana e Umbria tra le file dell'Italia dei Valori. Viene eletta senatrice in Piemonte. Sempre nel 2006, Antonio Di Pietro la propone come Presidente della Repubblica: riceverà 24 voti.

Ha lasciato il Senato nel 2008, non condividendo gli orientamenti governativi. Nel 2009 ha scritto assieme al marito Dario Fo la sua autobiografia intitolata Una vita all'improvvisa. Tra dicembre 2011 e marzo 2012 con il marito Dario Fo ha riportato in scena Mistero buffo in una serie di spettacoli nel nord Italia.

Il 19 aprile 2012 viene colpita da un ictus e ricoverata d'urgenza al policlinico di Milano.


Ultima modifica di Jazzbianco il Mer Lug 17, 2013 2:20 pm, modificato 1 volta
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Re: Spettacolo - le ultimissime

Messaggio Da Jazzbianco il Gio Giu 27, 2013 4:38 pm

Non ho trovato la notizia nei siti italiani

http://www.nytimes.com/2013/06/27/arts/bert-stern-elite-photographer-known-for-images-of-marilyn-monroe-dies-at-83.html?_r=1&

Bert Stern, Elite Photographer Known for Images of Marilyn Monroe, Dies at 83


Neilson Barnard/Getty Images for The Weinstein Company

Bert Stern at a show in New York in 2011.

By PAUL VITELLO


Bert Stern, an elite commercial photographer who helped redefine advertising and fashion art in the 1950s and ’60s but is perhaps best known for his painfully raw and poignant photos of Marilyn Monroe, taken for Vogue six weeks before her death, died on Tuesday at his home in Manhattan. He was 83.


A sortable calendar of noteworthy cultural events in the New York region, selected by Times critics.

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Bert Stern/Staley-Wise Gallery
One of his photographs of Marilyn Monroe.
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Bert Stern/Staley-Wise Gallery
Mr. Stern's image of Elizabeth Taylor and Richard Burton.
His death was confirmed by Shannah Laumeister, a longtime friend, who said she and Mr. Stern had been secretly married since 2009. No cause was given.
Mr. Stern’s half-century career had multiple peaks, including “Jazz on a Summer’s Day,” his 1959 documentary film about the 1958 Newport Jazz Festival, which was selected in 1999 for the National Film Registry in recognition of its historical significance.
His photographs of Monroe, taken over three days in June 1962 in the Hotel Bel-Air in Los Angeles, were collected in a mammoth 2000 book, “Marilyn Monroe: The Complete Last Sitting.”
“It was a one-time-in-a-lifetime experience, to have Marilyn Monroe in a hotel room,” Mr. Stern said in the 2010 documentary “Bert Stern: Original Madman,” “even though it was turned into a studio, where I could do anything I wanted.” Ms. Laumeister directed the film.
Many of the photos showed Monroe unclothed, or posing behind transparent scarves. “She was so beautiful at that time,” Mr. Stern told Newsday. “I didn’t say, ‘Pose nude.’ It was more one thing leading to another: You take clothes off and off and off and off and off. She thought for a while. I’d say something and the pose just led to itself.”
Early in his career Mr. Stern made his mark with a 1955 close-up of a martini in the Egyptian desert, pyramid shimmering in the background. The picture, which he shot on location with a crew of technicians and models for a Smirnoff vodka advertisement, was considered groundbreaking in its simplicity.
Along with Irving Penn, Richard Avedon and Mark Shaw, Mr. Stern was part of a generation of photographers who made clear, clutter-free, arresting images the language of glossy magazine advertising, which until then had mainly used pictures to illustrate text.
In the program notes for a 1988 Manhattan gallery exhibition, Robert Sobieszek, the curator of what is now the International Museum of Photography and Film at the George Eastman House, called Mr. Stern’s martini photograph “the most influential break with traditional advertising photography” of its time.
In a statement considered provocative in its day, Mr. Stern told a panel of commercial artists in 1959, “I like to put my feelings into my photographs.”
That same year he received an assignment that took some effort to connect with his feelings: the makers of Spam asked him to “romanticize shish kebab made from Spam,” he told The New York Times. Mr. Stern took a crew of helpers and models to the Gulf of Mexico to shoot that one — a dreamy shot of that meat product. The client was pleased.
Bert Stern was born in Brooklyn on Oct. 3, 1929. In a 1968 interview with Newsday, he said his father was a children’s portrait photographer. After dropping out of high school in his senior year, he served in the Army, working as a photographer on a base in Japan.
That experience helped him land a job in the mailroom at Look magazine, where he became a protégé of Hershel Bramson, the art director, who would later give him his first job as a commercial photographer. The Smirnoff campaign was his first assignment.
Soon he was sought after by magazines, advertisers, Hollywood studios and fashion designers, and his range of subjects grew to include celebrities, movie stars and commercial products — Audrey Hepburn, Gary Cooper, Truman Capote, Twiggy, Elizabeth Taylor, Noxema skin cream, One a Day vitamins, Wish-Bone salad dressing and, of course, Marilyn Monroe.
In addition to Ms. Laumeister, Mr. Stern is survived by two daughters, Trista and Susannah; a son, Bret; a sister, Diane Schlanger; and three grandchildren. His marriage to the dancer Allegra Kent, the mother of his children, ended in divorce in 1975.
Mr. Stern’s work is in many museum collections, including those of the Museum of Modern Art and the Fashion Institute of Technology in New York, and the International Museum of Photography and Film in Rochester, N.Y..
In various interviews Mr. Stern said taking pictures had always been his way of seeing people, and even of relating to them in ways he could not otherwise.
It was why his favorite subject was always professional models. “Models more than actresses,” he said. “What makes a great model is her need, her desire; and it’s exciting to photograph desire.”
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Re: Spettacolo - le ultimissime

Messaggio Da Jazzbianco il Mer Lug 17, 2013 2:22 pm

http://www.repubblica.it/persone/2013/07/17/news/morto_vincenzo_cerami-63159608/?ref=HRER2-1

E' morto Vincenzo Cerami, scrisse "La vita è bella"

Lo scrittore, candidato all'Oscar per il film di Roberto Benigni, era anche sceneggiatore, drammaturgo e paroliere. Aveva 72 anni ed era malato da tempo. Dal suo primo romanzo "Un borghese piccolo piccolo" fu tratto il fortunato film interpretato da Alberto Sordi. Allievo di Pasolini, debuttò con lui al cinema come aiuto regista

ROMA - E' morto Vincenzo Cerami. Lo scrittore, sceneggiatore e drammaturgo italiano, candidato all'Oscar nel 1999 per "La Vita è bella" con Roberto Benigni, era malato da tempo. Proprio Benigni, insieme all'altro premio Oscar per lo stesso film, Nicola Piovani, andarono a ritirare il mese scorso il David di Donatello speciale alla carriera assegnato allo scrittore, dicendo che non poteva essere presente e facendogli gli auguri. Quasi un omaggio pubblico all'amico malato, ricordato come uno "scrittore a 360 gradi", e da Piovani, in particolare, per la sua attività forse meno nota di paroliere.

Era nato a Roma il 2 novembre del 1940 da genitori siciliani. L'incontro con Pier Paolo Pasolini, di cui fu allievo, è stato determinante nella sua formazione. Con lui debuttò nel cinema nel 1965 come aiuto regista in tre film: "Comizi d'amore", "Uccellacci e uccellini" e l'episodio "Le streghe" del film "La terra vista dalla Luna". Sposato con Graziella Chiarcossi, cugina di Pier Paolo Pasolini, ha avuto due figli, l'attrice Aisha, nata dall'unione con la prima moglie Mimsy Farmer, e Matteo, giovane regista.

Dopo l'esperienza come aiuto regista, Cerami iniziò nel 1967 la sua carriera di sceneggiatore con "El Desperado" (film diretto da Franco Rossetti). In oltre 40 anni ha scritto film impegnati per artisti come Bellocchio, Amelio, Benigni, Monicelli e Scola e pellicole più leggere per Francesco Nuti, Antonio Albanese, Giovanni Veronesi e per il figlio Matteo: l'ultima è "Tutti al mare", del 2010. Tra i film più noti che ha scritto, ci sono "Casotto" di Sergio Citti, "Colpire al cuore" di Amelio, "Il piccolo diavolo" e "Il mostro" e "La vita è bella", vincitore di tre Oscar, e "Manuale d'amore" di Giovanni Veronesi.

Dal suo primo romanzo, "Un borghese piccolo piccolo", uscito nel 1976, fu tratto il fortunato film interpretato da Alberto Sordi. Seguono, poi, "Amorosa presenza" (1978), il romanzo in versi "Addio Lenin" (1981), "Ragazzo di vetro" (1983), "La lepre" (1988), romanzo storico-fantastico, "L'ipocrita" (1991), "La gente" (1993), "Il signor Novecento" (1994), racconto musicale realizzato con Nicola Piovani con il quale realizza anche lo spettacolo teatrale "Romanzo musicale" (1998); "Consigli a un giovane scrittore" (1996); "Fattacci" (1997), in cui Cerami racconta e analizza quattro delitti ripresi dalla cronaca italiana; la raccolta di racconti "La sindrome di Tourette" e il romanzo "L'incontro" (2005) e "Vite bugiarde" (2007). Cerami ha scritto anche opere teatrali: "L'amore delle tre melarance", "L'enclave del Papes", "Sua maestà", "Ring".

Ha ricoperto l'incarico di ministro dei Beni Culturali del governo ombra del Pd al Governo Berlusconi IV, mantenuto fino al marzo del 2009, quando al suo posto è stata nominata Giovanna Melandri. Nel giugno dello stesso anno ha ricevuto l'incarico di assessore alla cultura al Comune di Spoleto, incarico condizionato all'elezione del candidato sindaco Daniele Benedetti, elezione poi avvenuta.
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Re: Spettacolo - le ultimissime

Messaggio Da puparock il Mer Set 11, 2013 11:30 am

Serena Dandini esporta "Ferite a morte"
Il femminicidio è una tragedia internazionale.

Dopo successi e flop si è presa una pausa dalla tv per ricevere un invito dall'Onu: portare il suo spettacolo a New York. E intanto coltiva con Ivan Cotroneo il progetto di partire da questo testo per una fiction tv.

ROMA - Il giardino che circonda la villetta d'epoca, nel cuore di Monteverde vecchio, uno dei più bei quartieri di Roma, quello di Pasolini e dei Bertolucci, è il suo orgoglio. "Guardi questa magnolia davanti all'ingresso: supera il tetto e i rami quasi mi arrivano in camera da letto, al secondo piano. E che fiori che fa...". Serena Dandini entra in salotto dove un bocciolo bianco, fresco, in un bicchiere sul grande tavolino pieno di cose, riempie di profumo la stanza, luminosa, spaziosa, con le finestre aperte sul verde, femminile nel disordine coi tanti libri, i giornali, il computer acceso sul divano, i due scatoloni di cartone in un angolo con quell'aria di essere lì da sempre.

Cinquantanove anni, capelli corti e arruffati, struccata, in maglia e pantaloni, Serena è un brioso fiume di parole: legge ad alta voce pezzi di uno speech per una conferenza sulla violenza contro le donne, progetta la tournée di Ferite a morte, il toccante spettacolo contro i femminicidi da un anno richiesto ovunque, racconta di altre idee; è sicura, positiva, calorosa, carismatica, disinvolta, protesa al fare... "Che fa, prende in giro? - dice ridendo - Lo sanno tutti che noi donne abbiamo una capacità di lavoro mostruosa e siamo naturalmente portate a fare bene molte cose. Io poi ho una formazione freak-rinascimentale, a 360 gradi voglio dire, mi interessa tutto. La curiosità è un antidepressivo naturale".

È stata la prima conduttrice tv a usare l'ironia, la prima a fare la cacciatrice di teste tra comici e comiche, la prima a inventarsi uno show sulle donne (La tv delle ragazze, 1988), l'immagine della tv quando la tv trovava del tutto naturale essere colta, spiritosa, innovativa. "Dall'alto della mia età dico che quello che oggi manca alla tv - e che invece c'è nel web - è la voglia di raccontare le storie, le vite, piuttosto che riempire spazi. Non è sempre stato così. E io di anni ne ho passati in quella scatola. La mia professoressa di italiano, Bianca Maria Pisapia, Liceo Giulio Cesare, mi aveva segnalato alla Rai che cercava giovani. Mi chiamarono in radio. Erano gli anni Ottanta. Anche lì stava cambiando qualcosa e per le donne era arrivato il momento di inventarsi un loro stile. Ma io non avevo esempi. Sì, c'era Franca Rame, maestra di tutte noi, ma era tenuta fuori dalla tv. Mi sono inventata tutto da sola, compresa la factory di artisti con cui poi ho fatto Pippo Chennedy show, Avanzi, L'ottavo nano, Comici quando andai a Mediaset. Non è stata una passeggiata".

L'ironia l'ha ereditata dal padre. Ferdinando Dandini De Sylva era un avvocato, discendente di una antica famiglia della nobiltà romana di ascendenze spagnole. "Uomo spiritosissimo che ha vissuto da gaudente. Nel '96 al suo funerale arrivarono persone mai viste a ringraziarci per tutto il bene che aveva fatto. Ha vissuto sperperando, con leggerezza". E con leggerezza anche Serena porta l'impegnativo cognome. "Da ragazza, negli anni della contestazione, mi vergognavo. Non avere una famiglia proletaria o comunista mi sembrava una jattura. Una mia compagna di scuola aveva i genitori iscritti al Pci, "beata" mi dicevo, stavo sempre da lei. Ma alla fine forse è andata meglio a me perché appartenere a una famiglia dell'aristocrazia papalina decaduta mi ha molto aiutato negli alti e bassi della vita: le cadute non ti fanno paura".
FotoSerena Dandini esporta "Ferite a morte" Il femminicidio è una tragedia internazionale

Le è capitato tante volte di cadere? "Come tutti". Ha sbagliato - e lo ricorda con serenità - quando ha deciso di fare su La7 The show must go off l'anno scorso in prima serata e di sabato, "buttando il cuore oltre l'ostacolo perché, una volta cacciati dalla Rai, non volevo che il gruppo che lavorava con me restasse a piedi. Ma la follia del sabato sera era proprio una follia, anche se la rivendico perché alla fine sperimentare è buono. Sennò fai sempre le stesse cose. Guai. Io non mi sono fatta mancare mai niente. Da giovane mi sono bevuta tutta la cultura giovanile del post Sessantotto, mischiando fricchettoni, comunisti, intellettuali, jazzisti e Folkstudio. Andavo al Piper a ballare con la minigonna che poi nascondevo in borsetta per correre al Filmstudio. Ho fatto le sedute di autocoscienza femministe, ho avuto amici militanti ortodossi e amici figli dei fiori. C'è stato tutto un periodo della mia vita in cui volevo fare la vita di campagna. Col mio secondo marito lasciammo Roma per quel genere di cose: cascina senza acqua, senza luce, senza telefono, l'orto, le galline, le api, le mucche, i cavalli... Finì quando capimmo che non si poteva vivere così. Mia figlia Adele nacque in quel momento, in Umbria, a Umbertide, e ne va fiera".

Adele oggi ha trentun anni, vive a Londra dove ha studiato lingue orientali e fa la documentarista. Serena nel frattempo si è separata dal padre di Adele e dal '93 il suo compagno è il musicista Lele Marchitelli (colonna sonora de La grande bellezza di Sorrentino). "Gli uomini si dividono tra quelli che accettano il confronto e quelli che al primo conflitto fuggono, come mi raccontano le amiche single". Lui da che parte sta? "Da quella giusta, figuriamoci. Vengo da una linea famigliare matriarcale. Mia nonna Leonarda ha fondato nel '36 un istituto per ragazzi disabili a Roma quando i disabili venivano cacciati di casa o nascosti, e prendeva la nave per andare ai congressi in America. Ora tiene tutto in mano mia sorella Saveria, la vera star di famiglia. I maschi di casa, mio fratello Leonardo ingegnere, Lele, pur essendo tutti maschi alfa, sono uomini dolcissimi".

Con le donne Serena Dandini ha lavorato tutto quest'ultimo anno, con lo spettacolo Ferite a morte. "Un anno fa Maura Misiti, la mia amica che fa la scienziata e si occupa di numeri e statistiche, mi ha mostrato i numeri della violenza sulle donne in tutto il mondo. Una strage, che prosegue se pensi che solo in Italia e solo quest'anno le donne uccise per mano maschile sono un centinaio. Una strage su cui c'è il silenzio, spesso anche dei media. Dove non arriva la scienza magari arriva la passione e la commozione, ho pensato. Così anche per rabbia ho cominciato a farmi dare delle storie di violenza realmente accadute e come in una Spoon River le ho ri-raccontate con la voce delle donne che le hanno patite, come per dare la loro versione dei fatti ma anche dignità a quelle vite. Le ho scritte alla mia maniera, creando un cortocircuito tra dramma e ironia, perché le donne sono ironiche".
FotoSerena Dandini esporta "Ferite a morte" Il femminicidio è una tragedia internazionale

Ferite a morte è stato presentato la prima volta a Palermo il 24 novembre 2012 in ricordo di Carmela uccisa dall'ex fidanzato della sorella: lo spettacolo fu preparato in pochi giorni sull'onda dell'emozione e dell'indignazione di attrici e donne qualunque che si prestarono a leggere in palcoscenico ognuna una delle storie riscritte da Serena. E così avviene da un anno (nel frattempo è uscito anche il libro da Rizzoli), in ogni piazza dove è stata presentato, suscitando sempre emozione e rabbia. Una rivelazione, tanto da essere richiesta, dopo il Petruzzelli di Bari il 3 ottobre, il 19 novembre a Washington su invito dell'Osa, l'organizzazione degli Stati Americani in occasione della convention che vedrà insieme tutti i ministri delle Pari opportunità dei 34 paesi membri. E il 25, giornata internazionale contro la violenza sulle donne, dall'Onu come evento ufficiale a New York. E ancora il 29 a Bruxelles al Teatro San Michel, il 3 dicembre a Londra alla Fondazione Reuters Thompson in occasione della Trust Women Conference con attrici e star internazionali.

Con Ivan Cotroneo proprio a partire da Ferite a morte, Serena sta anche scrivendo un progetto di fiction tv. "E pensare che era il mio anno di vacanza. Segno che fa bene non fare tv... Certo, condurre una domenica pomeriggio alternativa mi piacerebbe. E una mezza idea ce l'ho pure. Non rifarei Parla con me, anche se non lo rinnego perché di fatto con quel programma abbiamo costruito la fascia notturna. Con Geppi Cucciari stiamo anche pensando a un programma sulle "cattive ragazze". È che mi diverte a scrivere, mi piace la viralità, la velocità del web... Chissà che la Rai si apra a cose nuove, ma il punto è che la politica lì ha divorato tutto, e il conflitto di interessi non ha fatto che amplificare i condizionamenti. Oggi perfino un truccatore deve essere di destra o di sinistra e della professionalità chissenefrega. Parla con me l'hanno chiuso con la scusa che il coproduttore era un esterno, in realtà perché gli autori me li volevo scegliere io. Censura, sì. Ma inutile incaponirsi, e poi io non sono livorosa. Una volta intervistavo la grande Annie Lennox: "Non ho paura di invecchiare - mi ha detto - ma di diventare amara". Cadere nell'autocommiserazione mai. Fa male alla pelle. E i cambiamenti, gli sbagli, le cadute sono opportunità. Non ci sarebbe stato Ferite a morte, per esempio, che considero una delle cose più importanti di tutta la mia carriera".
http://www.repubblica.it/spettacoli/tv-radio/2013/09/08/news/serena_dandini_esporta_ferite_a_morte_lo_spettacolo_contro_il_femminicidio-66132348/
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Re: Spettacolo - le ultimissime

Messaggio Da Deianira il Lun Set 23, 2013 6:24 pm

Sanremo 2014, Fabio Fazio: "Festa per i 60 anni della tv, il venerdì sarà dedicato ai cantautori"

Fabio Fazio svela a Tv Sorrisi e Canzoni, in edicola martedì 24 settembre, le date del Festival di Sanremo 2014, che sarà dal 18 al 22 febbraio.

"La prima riunione operativa - dichiara - c'è stata pochi giorni fa, non ne so ancora molto. Ma rispetto all'anno scorso sono molto più rilassato. La logica, dopo il successo dello scorso anno, avrebbe suggerito di non rifarlo. Ma è come per un pilota di Formula 1. Non è che siccome ha vinto una corsa smette di partecipare, no? E inoltre ho il vantaggio di... confrontarmi con me stesso. Non saranno quei punti in più o in meno di Auditel a cambiarmi la vita".

"Di certo con me ci sarà Luciana Littizzetto", aggiunge. La comica manterrà anche lo spazio della domenica alle 21.30 all'interno di Che tempo che fa che, però, da quest'anno terminerà un'ora dopo, alle 22.30.

"Nei primi giorni del 2014 - sottolinea Fazio - la televisione italiana compirà 60 anni. Ecco, il Festival sarà l'occasione per fare una grande festa di compleanno alla tv. Ma niente effetto nostalgia: sarà una festa di compleanno, mica si è nostalgici quando si festeggia il compleanno. Si è allegri".

E poi: "Ho anche un'idea per la serata del venerdì: abbattere il muro tra il Festival e il Club Tenco. Il Club Tenco è nato in antitesi al Festival, per dare spazio alla canzone d'autore, quella che 'invece' a Sanremo non andava perché lì c'erano solo le canzonette popolari. Oggi questa separazione non esiste più: così dedicheremo una serata ai nostri grandi cantautori, coi loro capolavori rivisitati dai cantanti in gara. Quanto alla gara vera e propria, resterà la regola che ciascun Big presenta due canzoni e il pubblico ne elimina una".

Poche variazioni dunque. Il pubblico risponderà (fortemente) "presente" come l'anno scorso?

http://realityshow.blogosfere.it/2013/09/sanremo-2014-fabio-fazio-festa-per-i-60-anni-della-tv-il-venerdi-sara-dedicato-ai-cantautori.html
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