Il Festival (2014) visto dall'Iperuranio

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Il Festival (2014) visto dall'Iperuranio

Messaggio Da bianca il Ven Feb 07, 2014 1:00 am

CAMPIONI



Antonella Ruggiero
Quando balliamo
Da lontano

Spoiler:

QUANDO BALLIAMO
di S. Lenzi – A. Ruggiero – R. Colombo – A. Ruggiero
Ed. Libera/BMG Rights Management (Italy)/
Ala Bianca Group – Milano – Modena

Nel cuore più vivo della verità
Intenso è il mio pensiero
Socchiusa negli occhi scintilla
L’immagine nitida, tu
Sei questo respiro infinito
Di pioggia dai vetri giù in rivoli
Passa tutto scivola se
La tua mano mi attende
Tutto passa e va via
Io voglio che tu sia
Tra le più belle cose
Tra le più belle cose
M’innamorerò di te
Tutti i santi giorni che
Si fa la sera e torno a casa
Ci guardiamo complici
Tra la gente gli unici
Quando balliamo insieme io e te
La luce scoperta in un battito
Le ombre… si dissolvono
Passa tutto scivola se
La tua mano mi stringe
Siamo solo noi due
Ma voglio siano tue
Le mie più belle cose
Le mie più belle cose
M’innamorerò di te
Tutti i santi giorni che
Si fa la sera e torno a casa
Ci guardiamo complici
Tra la gente gli unici
Quando balliamo insieme io e te

DA LONTANO
di A. Ruggiero – A. Graziano – R. Colombo – A. Rossi
Ed. Libera/BMG Rights Management (Italy) – Milano

Capita spesso anche a me
Di rovistare
Tra tutti i miei ricordi
Capita di buttare via
Solo quello che
Mi ha fatto un po’ più male
…Un po’ più male
Spettatrice attonita
Solitaria ma…
Da lontano tutto è limpido
Da lontano nulla pesa più
Il sereno si intravede già
I temporali si allontanano
Capita spesso che ci sia
Chi ha un tesoro e
Lo perde in un giorno
Capita che la nostalgia
Rompa gli argini
Che frenano il pianto
Ma dall’altopiano
Stento a crederci che
Da lontano tutto è nitido
Da lontano in un attimo
Il sereno si intravede già
I temporali si allontanano




Arisa
Lentamente (Il primo che passa)
Controvento

Spoiler:

LENTAMENTE (IL PRIMO CHE PASSA)
di C. Donà – R. Pippa – S. Lanza – C. Donà
Ed. Warner Chappell Music Italiana /Pipshow/
Pastis Edizioni Musicali – Milano – Firenze

Il primo che passa
Si prenderà il cuore
La mia voce amara
E l’anima se la vuole
Quell’orologio fermo che hai lasciato sopra il letto
Il primo che passa
Si porterà via
Il tuo ultimo abbraccio
La nostra vita e così sia
Quell’orologio fermo da un po’ si è sciolto sopra il letto
E tu sei scivolato dentro a questo mio risveglio
Lentamente si apre il giorno davanti a me
Luce calda che l’orizzonte fa nascere
Cresce una mela su un ramo ed io vivo
Masticare la realtà nuda
Certamente poi mi servirà a non avere paura
È come guardi il mondo che poi
Ti cambia tutto dentro
E penso a te su questo su questo prato
Dove una volta per te ho cantato
L’alba è pronta ed io mi commuovo sempre
Lentamente si apre il giorno davanti a me
Luce calda che l’orizzonte fa nascere
Stacco la mela da un ramo ed io vivo
Lentamente
Luce calda che l’orizzonte sa far nascere
Cade una mela da un ramo ed io vivo

CONTROVENTO
di G. Anastasi
Ed. Pipshow/Giuro/Universal Music Italia – Milano – Roma – Milano

lo non credo nei miracoli, meglio che ti liberi meglio che ti guardi dentro
Questa vita lascia i lividi questa mette i brividi certe volte è più un combattimento
C’è quel vuoto che non sai, che poi non dici mai, che brucia nelle vene come se
Il mondo è contro te e tu non sai il perché, lo so me lo ricordo bene
lo sono qui
Per ascoltare un sogno
Non parlerò
Se non ne avrai bisogno
Ma ci sarò
Perché così mi sento
Accanto a te viaggiando controvento
Risolverò
Magari poco o niente
Ma ci sarò
E questo è l’importante
Acqua sarò
Che spegnerà un momento
Accanto a te viaggiando controvento
Tanto il tempo solo lui lo sa, quando e come finirà
La tua sofferenza e il tuo lamento
C’è quel vuoto che non sai che poi non dici mai
Che brucia nelle vene come se
Il mondo è contro te e tu non sai il perché
Lo so me lo ricordo bene
lo sono qui
Per ascoltare un sogno
Non parlerò
Se non ne avrai bisogno
Ma ci sarò
Perché cosi mi sento
Accanto a te viaggiando controvento
Risolverò
Magari poco o niente
Ma ci sarò
E questo è l’importante
Acqua sarò
Che spegnerà un momento
Accanto a te
Viaggiando controvento
Viaggiando controvento
Viaggiando controvento
Acqua sarò che spegnerà un momento
Accanto a te viaggiando controvento




Cristiano De André
Invisibili
Il cielo è vuoto

Spoiler:
INVISIBILI
di F. Ferraboschi – C. De André
Ed. Nuvole Edizioni Musicali – Milano

Tu abitavi in via dell’amore vicendevole
E io qualche volta passeggiavo da quelle parti lì
Il profumo dell’estate a volte era gradevole
E le tue medagliette al merito sul petto brillavano
Brillavano molto più dei miei lividi
Tu camminavi nell’inquietudine
E la mia incudine era un cognome inesorabile
Un deserto di incomunicabilità
Tu eri laureato in danni irreversibili
[che la droga provoca al cervello
Io un po’ di questo un po’ di quello
In fondo niente di veramente utile
Tu eri bravissimo a specchiarti nelle vetrine
Io altrettanto a svuotare le cantine
Per noi amici, pochi amici, pochissimi amici
Tu eri fortissimo a inventarti la realtà
Io liberissimo di crederla o non crederla
E ho sempre sperato che qualcuno un giorno
Potesse parlare male di noi
Ma eravamo invisibili, talmente invisibili che non ci vedevamo mai
Stu ténpu
Ch’u s’è pigiòu a beléssa e u nòstru cantu
Pe ripurtane inderée sénsa ciü un sensu
Ma òua che se vedemmu
Dumàn tüttu u cangiàa
Tu abitavi in via dell’amore vicendevole
E io avevo preso una stanza in affitto
[da quelle parti lì
Io dimostravo fondamentalmente i miei anni
Tu ormai non sapevi più quali fossero i tuoi
Perché a Genova si moriva a vent’anni
Ma senza diventare mai, mai degli eroi
Coi tuoi separati a colpi di calibro trentotto
E i miei tenuti insieme dalla speranza per l’umanità
Noi sempre oltre ogni limite
Quel limite era una scommessa da non perdere mai
Tu eri bravissimo a ballare sulle rovine
Io altrettanto a rubare comprensione
Di noi amici, pochi amici, pochissimi amici
Tu eri fortissimo a inventarti la verità
Io liberissimo di crederla o non crederla
Io ho sempre sperato che qualcuno un giorno
Potesse accorgersi di noi
Ma eravamo invisibili, che non ci vedevamo mai
Stu ténpu
Ch’u s’è pigiòu a beléssa e u nòstru cantu
Pe ripurtane inderée sénsa ciü un sensu
Ma òua che se vedemmu
Dumàn tüttu u cangiàa
Stu ténpu
Ch’u s’è pigiòu a beléssa e u nòstru cantu
E u l’à ripurtòu inderée sensa ciü un sensu
Ma òua che ghe vedemmu
Dumàn tüttu u cangiàa

IL CIELO È VUOTO
di D. Faini – D. Mancino – C. De André – D. Faini – D. Mancino
Ed. Universal Music Italia/Nuvole Edizioni Musicali/
Universal Music Publishing Ricordi – Milano

Il cielo è vuoto, c’è soltanto il sole
Che acceca la terra e fa esplodere il grano
E noi che intanto bruciamo
Il cielo è vuoto perché aspetta il seme
Dei nostri sogni e di quello che faremo
Di quello che faremo
È un mantice il cielo è una strana officina
È Dio che si dimentica di fare tutto il suo lavoro
Si stacca l’anima non fa più rumore
Puoi chiudere gli occhi ma non puoi più morire
E me ne frego di quale luce sei illuminata
Io sono illuminato dai lampi che sono tutto il mio sereno
Non posso accettare niente di meno di quello che
Di quello che mi aspetto da te
Ed io mi aspetto molto da te
Il cielo è vuoto c’è soltanto il respiro
È solo un miraggio per prenderci in giro
Non puoi più fingere con me
È un limite il cielo, è un segreto è un tesoro
È Dio che si dimentica di fare tutto il suo lavoro
Si stacca l’anima non fa più rumore
Puoi chiudere gli occhi ma non puoi più morire
E me ne frego di quale luce sei illuminata
Io sono illuminato dai lampi che sono tutto il mio sereno
Non posso accettare niente di meno di quello che
Di quello che mi aspetto da te
Ti accorgi che il cielo è vuoto
Perché la nostra immaginazione
Ha bisogno di spazio, ha bisogno di spazio
È vuoto perché la nostra immaginazione,
Naviga nello spazio
Si stacca l’anima non fa più rumore
Puoi chiudere gli occhi ma è vietato morire
E me ne frego di quale luce sei illuminata
Io sono illuminato dai lampi che sono tutto il mio sereno
Non posso accettare niente di meno di quello che
Di quello che mi aspetto da te
Ed io mi aspetto molto da te
Io mi aspetto molto da te
Io mi aspetto molto da te




Francesco Renga
A un isolato da te
Vivendo adesso

Spoiler:
A UN ISOLATO DA TE
di R. Casalino
Ed. Universal Music Italia/MZQ Ed. Mus. – Milano – Roma

Si muove la tenda nella stanza
E non ti sembra ci sia aria.
Ti senti estranea anche stavolta
All’atmosfera natalizia.
Qualcuno che canta per la strada,
Ti sembra una canzone nuova
Eppure se provi a ricantarla
La trovi nella tua memoria.
Hai sentito dire che l’amore
Vive solo a un isolato da te
Come mai non l’hai incontrato prima che
Commettessi il grave errore di credere
Che l’amore vero non esiste
E che tutto intorno a te sia triste.
Piuttosto che essere normale
Hai scelto di essere felice
Nessuno può farti da garante
Ma il rischio non intimorisce.
Ammetti di essere capace di amare
E non lasciarti amare
Perché non riesci a sopportare
Il peso delle mie parole.
Hai sentito dire che l’amore
Vive solo a un isolato da te
Come mai non l’hai incontrato prima che
Commettessi il grave errore di credere
Che l’amore vero non esiste
E che tutto intorno a te sia triste
Perché la ragione non ammette
Obiezioni a quello che non vede
Anche se non sai cosa ti manca
Puoi sentirne forte la mancanza.
Hai sentito dire che l’amore
Vive solo a un isolato da te
Come mai non l’hai incontrato prima che
Commettessi il grave errore di credere
Che l’amore vero non esiste
Guardati allo specchio,
Non sei più triste.

VIVENDO ADESSO
di E. Toffoli
Ed. Sogno Meccanico – Monfalcone (GO)

Un’altra immagine di te
Un nuovo modo di vedere le cose.
Eccone una che non sai
Ecco il mio modo di parlarti d’amore.
A te che cerchi di capire
E che provi a respirare aria nuova
E non sai bene dove sei
E non ti importa anche se in fondo lo sai che ti manca qualcosa.
Amami ora come mai
Tanto non lo dirai
È un segreto tra di noi
Tu ed io in questa camera d’albergo
A dirci che stiamo solo vivendo adesso
Un’altra immagine di te
Un nuovo modo di pensare le cose
E tra quelle che non sai
Anche il mio modo di parlarti d’amore
D’amore
A te che temi la sconfitta
Ma che cerchi di salvare quel che resta
Quel che resta
E sai che non ti volterai
Che non ti nasconderai
Sempre dietro l’ennesima scusa
La stessa
Amami ora come mai, tanto non lo dirai
È un segreto tra di noi
Tu ed io soltanto
Il fuoco e le fiamme a dire che
Stiamo solo facendo sesso.
Tu amami ora come mai, tanto non lo dirò
È un segreto tra di noi
Ma vorrei soltanto
Tu fossi già sicura
Che stiamo solo vivendo adesso
Che stiamo solo vivendo adesso
Che stiamo solo vivendo adesso
Che stiamo solo vivendo adesso
Che stiamo solo vivendo adesso
Amami ora come mai, tanto non lo dirai
È un segreto tra di noi
Tu ed io soltanto
Il fuoco e le fiamme a dire che
Stiamo solo facendo sesso
Tu amami ora come mai, tanto non lo dirò
È un segreto tra di noi
Ma vorrei soltanto tu fossi già sicura
Che stiamo solo vivendo adesso
Che stiamo solo vivendo adesso
Che stiamo solo vivendo adesso
Che stiamo solo vivendo adesso




Francesco Sarcina
Nel tuo sorriso
In questa città

Spoiler:
IN QUESTA CITTÀ
di F. Sarcina
Ed. Universal Music Italia/Venticinqueunozerosette/
Cramps Music/Effegi Edizioni Musicali/UTO -
Milano – Altavilla Vicentina (VI) – Treviso – Milano

Oggi forse sto,
Ad imparare un po’ di più ciò che non va,
In questa testa dura che dimentica
I migliori momenti,
Li ricorda solo quando è tardi.
Ma questa volta tocca a te
Ad ascoltare ciò che ho da dirti ma,
Non pensare che io sia uno di quelli
Che vuole distrarre,
Oppure peggio che non ha compassione.
«Ma voglio vivere e contraddistinguermi,
Come fosse il primo giorno insieme a te,
Dopo una lunga sosta in città,
In questa città, che non serve a niente».
Tu chiamami, se vuoi,
Codardo perché non ho tempo per,
Rincorrerti tra le tue folli ansie,
Dovute alle mancanze.
«Ma voglio vivere e contraddistinguermi,
Come fosse il primo giorno insieme a te,
Dopo una lunga sosta in città,
In questa città, che non serve a niente».

NEL TUO SORRISO
di F. Sarcina
Ed. Universal Music Italia/Venticinqueunozerosette/
Cramps Music/Effegi Edizioni Musicali/UTO -
Milano – Altavilla Vicentina (VI) – Treviso – Milano

I sentimenti sono esposti come fragili corpi,
Che si nutrono di piccoli sogni ed innocue ingenuità,
E per questo io son qui.
Con le mie mani,
Sarò qui a darti forza e coraggio,
Per ogni passo incerto e per ogni giorno
Che il tuo sangue sarà il mio,
E così per sempre tu.
Torna il sorriso sul mio volto ad ogni tuo respiro
Ed il mio cuore è quello di un guerriero
Che difende il mondo, sì, il mondo intero
E che sarà di certo il tuo,
Nel tuo sorriso.
Ma se mai dovesse venire meno la mia forza e presenza,
Tu promettimi di lasciare un posto,
Un posto nel tuo cuore dove possa stare ancora io.
Torna il sorriso sul mio volto ad ogni tuo respiro
Ed il mio cuore è quello di un guerriero
Che difende il mondo, sì, il mondo intero
E che sarà di certo il tuo,
Nel tuo sorriso.




Frankie hi-nrg mc
Pedala
Un uomo è vivo

Spoiler:
UN UOMO È VIVO
di F. Di Gesù – C. Galbignani – F. Di Gesù – C. Galbignani – L. Beccafichi
Ed. Materie Prime Circolari – Città di Castello (PG)

Il ritorno, guardarsi intorno, come fosse il primo
giorno dopo l’inferno. Tutto è fermo in un interno,
tutto predisposto all’eterno. Sotto la polvere c’è
della cenere in quel posacenere, quello che era
di là, che è sempre stato di là, quello che usava
papà, cosa ci fa su quel tavolo? In quei giorni
tutto prende un altro posto, tutto prende un
alto costo, tutto prende un altro gusto, assai
robusto: sembra tutto meno giusto, sembra
guasto. Oggi reincontro dei mobili, gli unici
ospiti, quelli che abitano i posti che il tempo
rende muti, ma se ascoltati nei contenuti parlano.
Quello che era normale è passato di qua,
Quello che era normale è passato…
Quello che era speciale si ritroverà.
Quello che era speciale è restato…
Quello che era per sempre non ritornerà.
Quello che era per sempre è cambiato…
Quello che era normale è passato di qua,
Quello che era normale…
Un uomo è vivo quando respira – un uomo è vitale se fa respirare
C’è un istante nel quale ogni uomo diventa suo padre
Un uomo nascendo conosce l’amore – un uomo crescendo impara ad amare
C’è un istante nel quale ogni uomo diventa sua madre
Mobili, compagni stabili, con gambe solide, con
forme utili, eppure immobili: testimoni degli
eventi storici, che i terremoti son riusciti a
scuotere, che hanno visto la pianura e il mare,
che hanno avuto tempo per pensare, da un
punto di vista sempre uguale, loro c’erano
ad ogni Natale. È normale che la sensazione
sia gelida, come quella dell’ennesima visita,
con mani da stringere, giacche da scegliere,
tutti a convincersi dell’irreparabile. Poi tutto
evapora e restan le cose, polverose, poderose,
dove si nascose l’anima dei figli e delle spose.
Un uomo è vivo quando respira – un uomo è vitale se fa respirare
C’è un istante nel quale ogni uomo diventa suo padre
Un uomo nascendo conosce l’amore – un uomo crescendo impara ad amare
C’è un istante nel quale ogni uomo diventa sua madre…
Uomini rapiti dalle case, dalle cose, dalle accuse,
dalle scuse silenziose, dalle attese, da chi le ha
deluse, da chi le ha pretese. Ed ora queste cose,
importanti: cose da grandi. Cose che arrivano,
che non domandi, non rimandi, che tramandi.
Un uomo è vivo quando respira – un uomo è vitale se fa respirare
C’è un istante nel quale ogni uomo diventa suo padre
Un uomo nascendo conosce l’amore – un uomo crescendo impara ad amare
C’è un istante nel quale ogni uomo diventa sua madre…

PEDALA
di F. Di Gesù – C. Galbignani – F. Di Gesù – C. Galbignani – L. Beccafichi
Ed. Materie Prime Circolari – Città di Castello (PG)

Scriviam la nostra storia usando biciclette,
inseguendo la memoria su strade molto strette,
su per le salite senza avere una borraccia, giù
per le discese con il vento sulla faccia. Perché
la bicicletta non importa dove porti, è tutto un
equilibrio di periodi e di rapporti, è tutta una
questione di catene e di corone, di grasso che
lubrifica la vita alle persone. Come nella vita
c’è una ruota che gira, una ruota che spinge e
con quest’aria che tira se una ruota si fora la
caduta è sicura: una toppa ripara, una ferita si
cura. Non avere paura che sennò ti deconcentri,
devi far coincidere i pesi e i baricentri.
L’impegno di coppia per un singolo momento:
due le forze in gioco, un solo movimento.
Pedala – insegui la tua storia ovunque vada
Pedala – macina chilometri di strada
Pedala – l’hai voluta tu la bicicletta
Pedala – più in fretta
Pedala – più in fretta…
Se è libero il pignone lo sceglie la corona, che
attraverso una catena condiziona il moto del
sistema: monarchia meccanica che ha giurato
fede eterna alle leggi della fisica. Statica,
termodinamica, quasi democratica se quando si
ferma si va a ruota libera, o tirannica, con la fissa
dello scatto, senza i freni che difendon dall’impatto.
È mansione del pignone fare la rivoluzione,
portare il movimento in ogni direzione, in costante
acrobazia irradia l’energia dal centro fino alla
periferia. È solo una questione di rapporto tra
ingranaggi e tutto gira liscio fino a che non ti
scoraggi, che l’unico motore qui sei tu con il
fiatone a spingere in salita per la vita il carrozzone.
Pedala – insegui la tua storia ovunque vada
Pedala – macina chilometri di strada
Pedala – l’hai voluta tu la bicicletta
Pedala – più in fretta
Pedala – più in fretta…
Sai bene che la storia è ciclica, come la pazienza
è biblica e la peggior salita è una discesa ripida,
repentina, tutta tornanti, serpentina, peso
in avanti, giù dalla china. Come una valanga
controllata precipiti in picchiata, il paesaggio vola
dentro a una zoomata. Guardi dove vai, vai dove
vuoi, occhi aperti e sai come stai, fai come puoi.
Il traguardo arriva quando meno te lo aspetti:
è un parcheggio di bici appoggiate ai cavalletti,
bici abbandonate là, senza controparte, pronte
a ripartire se qualcuno parte. Pronte per andare
lontano, cambiando i rapporti, andandoci piano.
Pensa che una volta una bici fece piangere un
uomo: diventarono amici. Lei gli chiese perdono.
Pedala – insegui la tua storia ovunque vada
Pedala – macina chilometri di strada
Pedala – l’hai voluta tu la bicicletta
Pedala – più in fretta
Pedala – più in fretta…




Giuliano Palma
Così lontano
Un bacio crudele

Spoiler:
UN BACIO CRUDELE
di C. Valli – F. Merigo – G. Palma
Ed. Universal Music Italia – Milano

Non chiedermi perché
Se gli occhi ora non sanno scegliere
Il nostro è un tempo fragile lo so
Chiedo al silenzio
Quello che vuoi
Ti guardo mentre vai
Un addio vuol dire non voltarsi mai
Il silenzio fa rumore dentro me
Quello che resta è un’ombra sul muro
Si spacca l’amore
E il cielo su noi
Non chiederò perché puoi stare senza me
Non posso spiegare
Un bacio crudele
Non c’è ragione mai
In quello che mi fai
Sei uno sbaglio
Un sorriso
Nel buio fino a qui
Un segno che non hai lasciato mai
Il nostro è un tempo immobile lo so
Mi lasci dormire
Ti lascio sparire
Si spacca l’amore
E il cielo su noi
Non chiederò perché puoi stare senza me
Non posso spiegare
Un bacio crudele
Non c’è ragione mai
In quello che mi fai
Sei uno sbaglio
Un sorriso

COSÌ LONTANO
di M. Ciappelli – A. Flora – N. Zilli
Ed. Warner Chappell Music Italiana/
Sony/ATV Music Publishing (Italy)/Nina Zilli – Milano – Caorso (PC)

Non ti aspettavo
Non ti volevo più
Avevo già deciso, dimenticarti
Non ci credevo
Tu mi hai sorpreso fragile
Sarà il momento giusto
Sarà la voglia che ho di te
Così lontano
Come fosse uno scherzo del destino
Come dentro ad una nuvola di fumo
Tu sei qui più vicino di ieri
Mentre io guardo fuori
Non ti aspettavo, oh no
Non ti pensavo più
Avevo già buttato tutti i ricordi dietro me
Così lontano
Come fosse uno scherzo del destino
Come dentro ad una nuvola di fumo
Tu sei qui più vicino di sempre
Mentre io guardo fuori la gente
Ma adesso è tardi anche per spiegare
Sarebbe come non respirare
Sarebbe come rispondere
A chi non sa cosa chiedere
Così lontano
Come fosse uno scherzo del destino
Come dentro ad una nuvola di fumo
Tu sei qui più vicino di ieri
Mentre io guardo fuori
Così lontano
Come fosse uno scherzo del destino
Come se non importasse più a nessuno
Oggi sei solo meglio di ieri




Giusy Ferreri
L'amore possiede il bene
Ti porto a cena con me

Spoiler:
TI PORTO A CENA CON ME
di R. Casalino – D. Faini – R. Casalino
Ed. Universal Music Italia/Universal Music Publishing Ricordi/
MZQ Ed. Mus. – Milano – Roma

Ti porto a cena con me
Il tuo passato non è invitato
Lascia a casa le pene
Se me lo sono un po’ meritato
Ti porto a cena perché
Vorrei che tu mi togliessi il fiato
Riaverlo indietro da te
Come se fosse il mio compleanno
Il mio regalo
Avrei voluto scriverti una lettera
Anche se ormai si usa poco
Se fosse contagiosa la felicità
Adesso è fuori moda
Vorrei che tra le righe tu capissi che
Che nonostante il mio sorriso
Non tutto è stato semplice, ed anche se
Nascondo il peggio è perché il meglio è andato via con te
Ti porto a cena con me
Ho un conto aperto con il passato
Che pagherò io perché
Il tuo futuro non sia un inganno
Ti porto a cena perché
Nel caso avessi dimenticato
Il mio coraggio
Avrei voluto scriverti una lettera
Anche se ormai si usa poco
Se fosse contagiosa la felicità
Adesso è fuori moda
Vorrei che tra le righe tu capissi che
Che nonostante il mio sorriso
Non tutto è stato semplice ed anche se
Nascondo il peggio è perché il meglio
È perché il meglio è andato via con te
Via con te
La verità è che mi sento morire dentro
E la bugia è che non m’importa poi così tanto
Così tanto
Avrei voluto scriverti una lettera
Anche se ormai si usa poco
Se fosse contagiosa la felicità
Adesso è fuori moda
Vorrei che tra le righe tu capissi che
Che nonostante il mio sorriso
Non tutto è stato semplice ed anche se
Nascondo il peggio è perché il meglio è andato via con te
Via con te

L’AMORE POSSIEDE IL BENE
di R. Casalino – N. Verrienti – R. Casalino
Ed. Universal Music Italia/MZQ Ed. Mus. – Milano – Roma

Trattengo il respiro
Ma conto fino a sette
Perché all’improvviso tu irrompi e mi baci
Ho il sale sulle labbra
Non è acqua di mare
Sorridere fa bene, rimpiangere fa male
Dopo tutti questi anni che ho passato insieme a te, na na na… na na na
Ho capito che non posso allontanarmi perché, na na na… na na na
E nel momento in cui vado avanti
Lascio dietro me i tuoi occhi spenti
È l’amore a possedere il bene,
Dunque tu possiedi me
E io te, e io te.
Disegno a parole
Il mondo che ho dentro
La vita risponde ad ogni quesito
Lontani da sempre
Dai luoghi comuni
Inutili come sassi i nostri rancori
Dopo tutti questi anni che ho passato insieme a te, na na na… na na na
Ho capito che non posso allontanarmi perché, na na na… na na na
E nel momento in cui guardo avanti
Lascio dietro me mille ricordi
È l’amore a possedere il bene,
Dunque io possiedo te
E tu me, e tu me
Rimpiangere fa male
Sorridere fa bene
L’amore ci possiede…
Dopo tutti questi anni che ho passato insieme a te, na na na… na na na
Ho capito che non posso allontanarmi perché, na na na… na na na
E nel momento in cui vado avanti
Lascio dietro me i tuoi occhi spenti
È l’amore a possedere il bene,
Dunque tu possiedi me
E io te, e io te
L’amore possiede il bene
L’amore possiede il bene




Noemi
Bagnati dal sole
Un uomo è un albero

Spoiler:
UN UOMO È UN ALBERO
di V. Scopelliti – D. Faini – D. Mancino – V. Scopelliti
Ed. Universal Music Publishing Ricordi/Universal Music Italia/
Red Sap Music – Milano – Roma

Se vuoi farti capire
Non puoi scrivere poesie
Se vuoi farti capire
Non raccontarti mai bugie
Se vuoi farti sentire
Non fare come me
Che ho lasciato cadere
Tutto ciò che un uomo è
Per me
Un uomo è un albero
Per me
Un uomo ha il coraggio di guardarsi in faccia
Per me un uomo è un’idea
Per me
Un uomo è come te
Voglio un’alba di pace
E dei sogni per questa tempesta
Non ha senso tenere la rabbia compressa
E stivali pesanti che possano tenermi a terra
Una pioggia d’amore fortissimo
Per me
Un uomo è un albero
Per me
Un uomo ha il coraggio di guardarsi in faccia
Per me un uomo è un’idea
Per me
Un uomo è come te
Un uomo è come te
Never give up
Never give up
Never give up
Never give up
Never give up
Never give up
Per me
Un uomo è un’idea
Per me
Un uomo è come te
Un uomo è come te

BAGNATI DAL SOLE
di V. Scopelliti – C. Ailin – R. Frenneaux
Ed. Sony/ATV Music Publishing/
Tileyard Music Publishing/Red Sap Music -
Milano – Londra – Roma

Non c’è più pericolo
Ora che
Siamo qui
Anche questo ostacolo
Ora ha senso
È
Così
Sento che
Oramai
Siamo vivi
A un passo da noi
Senza più
Strategie
Siamo qui
A un passo da noi
Bagnati dal soleeeeeee
Bagnati da soleeeeeeee
Bagnati dal soleeeeeee
Ho vissuto in bilico
Mi è servito
È così
Ma non è stato facile
Stare in piedi
Stare qui
Sento che
Oramai
Siamo vivi
A un passo da noi
Senza più
Strategie
Siamo qui
A un passo da noi
Bagnati dal soleeeeeee
Bagnati dal soleeeeeeee
Sento che
Oramai
Siamo vivi
A un passo da noi
Bagnati dal soleeeeeee
Bagnati da soleeeeeeee
Bagnati dal soleeeeeee
Bagnati dal soleeeeeee




Perturbazione
L'Unica
L'Italia vista dal bar

Spoiler:
L’ITALIA VISTA DAL BAR
di T. Cerasuolo – P. Giancursi – A. Baracco – P. Giancursi -
E. Diana – C. Lo Mele – R. Lo Mele
Ed. Tetoyoshi Music Italia – Nizza Monferrato (AT)

L’Italia vista dal bar
È un’istantanea di noi
Quasi impossibile da spiegare
Non c’è governo che tenga
Una possibilità
Che qualche cosa potrà cambiare
Un Biancosarti al mattino
Cappuccini fumanti
Il centravanti cos’ha mangiato
I tramezzini imbottiti
I vecchi pensionati
Inebetiti con il passato
E questi siamo noi
Poeti, santi ed avventori
E mediamente eroi
Qualcuno ce l’ha fatta
Ed è volato via
Ma quanta nostalgia
L’Italia vista dal bar
È sempre un fatto degli altri
Ognuno c’entra
E si sente a casa
C’è il giornale che aspetta
Un’altra sigaretta
Un salutarsi come per strada
E uno straniero è straniero
Perché questo mistero
Resterà senza soluzione
E se la gente s’incazza
Scenderemo in piazza
Oppure a far la ri-colazione
E questi siamo noi
Poeti, santi ed avventori
E mediamente eroi
Qualcuno ce l’ha fatta
Ed è volato via
Ma quanta nostalgia che ha
E non importa se il posto
Non è più fisso, non è più lo stesso
Ci deve essere un nesso
Tra la felicità e l’espresso
Proprio adesso
Proprio adesso
L’Italia vista dal bar
È un’istantanea di noi
Quasi impossibile da spiegare
Ed io che cerco un nesso
Tra un desiderio espresso
E la felicità qui e adesso

L’UNICA
di T. Cerasuolo – C. Lo Mele – A. Baracco – P. Giancursi -
E. Diana – C. Lo Mele – R. Lo Mele
Ed. Tetoyoshi Music Italia – Nizza Monferrato (AT)

Erika, tu eri l’unica
Ma soprattutto nelle ore di ginnastica
Per te solo al pensiero
Io mi sentivo un uomo
Per te io componevo inutili poesie
Angela, serata libera
Dentro al silenzio nella camera dei tuoi
Abbiam rifatto il letto
Ci ha visti solo il gatto
Con la paura dello scatto della serratura
Monica, confetti e musica
Un tatuaggio che ora anch’io so dove sta
La messa è già finita
Tu ti sei rivestita
E siamo gli ultimi invitati a andare via
Chi sono io
Cosa sarò
Che cosa sono stato
Tra quello che ho vissuto
E quello che ho immaginato
Ora di te cosa farò
È così complicato
Se muoio già dalla voglia
Di ricordarti a memoria
Se muoio già dalla voglia
Di ricordarti a memoria
Come stai
Arianna sono io
E tuo marito che da sempre è amico mio
Parlarci di nascosto
Noi non abbiamo un posto
Ma quel che manca veramente è dirsi addio
Sara perché ti amo
La gente giudica ma poi si dà di gomito
Molto più giovane di me
Tutti ci invidiano perché
Entrambi abbiam problemi di maturità
Chi sono io
Cosa sarò
Che cosa sono stato
Tra quello che ho vissuto
E quello che ho immaginato
Ora di te cosa farò
È così complicato
Se muoio già dalla voglia
Di ricordarti a memoria
Ora di te cosa farò
È così complicato
Se muoio già dalla voglia
Di ricordarti a memoria
Se muoio già dalla voglia
Di ricordarti a memoria
Se muoio già dalla voglia
di ricordarti




Raphael Gualazzi e The Bloody Beetroots
Liberi o no
Tanto ci sei

Spoiler:
LIBERI O NO
di R. Gualazzi – B. C. Rifo – R. Gualazzi
Ed. Sugar/Peermusic Italy/Ultra Empire Music/
Cock an Ear Productions/Off Limits – Milano

Liberi o no
Liberi o no
Liberi o no
Liberi o no
Come vorrei sentirti viva in un’immagine
Un’alba limpida vivrei
Come potrei restare in questa terra immobile
Il suono vive dentro me
E come un brivido
Ti prende e ti trasforma
Il mondo libero
Si accende fino all’ombra
Come un brivido
Che cambia e si trasforma
Un mondo libero
Splende in noi
Dove sarei
Se l’orizzonte fosse un argine
Un’onda libera vorrei
La terra gira intorno
E segue le sue regole
Mentre io giro intorno a te
Libero
Il mondo si trasforma
E con un brivido
Si accende fino all’ombra
Come un brivido
Che cambia e si trasforma
Un mondo libero
Splende in noi
Dimmi siamo liberi o no
Dalle favole
Siamo liberi o no
Dalle parabole
Liberi o no
Dalle prediche
Siamo liberi o no
Dalle polemiche
Liberi o no
Dall’abitudine
Liberi o no
Dal convenevole
Liberi o no
Dal controllabile
Liberi o no
Dal prevedibile
Liberi o no
Io voglio credere
Liberi o no
Nell’impossibile
Liberi o no
Sfiorare l’anima
Liberi o no
Amarti e perdermi
Libero
Il mondo si trasforma
Con un brivido
Si accende fino all’ombra
Il mondo è libero
Un sogno ci trasforma
E questo brivido
Siamo noi
Yeahhhhhhhhh!!!!!!!!!!!!!!!!!!

TANTO CI SEI
di G. Sangiorgi – R. Gualazzi – B. C. Rifo – R. Gualazzi
Ed. Sugar/Peermusic Italy/Ultra Empire Music/
Cock an Ear Productions/Off Limits – Milano

Tanto ci sei
Ogni volta che
La voce trema e poi
Tu sei qui
Di fronte a me
Immobile
Canto leggero e sei
Soffio d’anima e aria
Nessuno può vederti a parte me
Ma so che ci sei
Ad occhi chiusi puoi
Trasformarti in tutto quello
Che non sono stato mai
(Mmmmh)
Sembri uguale a me
Se ripenso a te
Non ho più bocca e poi
Canto e torni
Come se
Non ci fosse più
Niente più
D’impossibile
Suono e ci sei
Tra le dita sei
Ah ah
Mi perdo sempre qui
Se se ti penso, sbaglio e mi perdo
Sempre qui
Sempre qui
Sempre qui
Ti vedo adesso
Nel nero scivoli
Non andar via
Resta qui
Resta qui
Resta qui
Proprio qui
E lasciati guardare
Non ho più mani e allora torni
Come se
Fossi ancora qui
Ad occhi chiusi puoi
Trasformarti in tutto quello
Che non sono stato mai
(Mmmmh)
Sembri uguale a me
Se ripenso a te
Non ho più bocca e poi
Canto e torni
Come se
Non ci fosse più
Niente più
Niente più
D’impossibile




Renzo Rubino
Ora
Per sempre e poi basta

Spoiler:
PER SEMPRE E POI BASTA
di O. Rubino – A. Rodini – O. Rubino
Ed. Curci/Warner Chappell Music Italiana/
Edizioni Avarello – Milano – Aprilia (LT)

Un quarto alle tre
C’è una mosca sulla lampada a led
Gli occhi vogliono andarsene
Ma il mio cuore è in movimento
E penso che
Il mio stomaco sia in briciole
Cerca un paio di coccole
Gli regalo una caramella
E non basterà neanche quella
Sono stato abituato male con te
Solo un’altra canzone
Poi cancellerò il tuo nome
Per sempre ed un’ultima volta
Ti porterò con me
Insieme tra sette notine
Danzeremo per sempre e poi basta
E ogni volta che suonerò questa nota
Sarai vicino a me
C’è una macchia microscopica
Nel tuo bulbo oculare
Non è nulla
Non devi farti controllare
Sono io quella macchia grigia
Fissa in ogni cosa che fissi
La mia testa è come un girasole non si alza più
Solo un’altra canzone
Poi cancellerò il tuo nome
Per sempre ed un’ultima volta
Ti porterò con me
Mentre tu mi stai mordendo
Io ti sto riservando un posto tra i miei pensieri
Reparto ricordi migliori
E tra l’infanzia
E il primo ginocchio che ho scioccamente sbucciato
Ci sono i tuoi occhi grandi
Ora sarò banale
Ma a me ricordano il mare
Ora molla fa male
Ora molla fa male
Anche se non mi do pace
Una spada sarà questa voce
Per sempre ed un’ultima volta
Ti porterò con me
Insieme tra sette notine
Danzeremo per sempre e poi basta
E ogni volta che suonerò questa nota
È un sì
Sarai vicino a me

ORA
di O. Rubino – A. Rodini – O. Rubino
Ed. Curci/Warner Chappell Music Italiana/
Edizioni Avarello – Milano – Aprilia (LT)

Se solo si potessero inventare le stelle
Nelle gallerie indifferenti delle metro
Smetterei di aver paura di correre
Per andare chissà dove
Ogni volta che mi specchierò
E guarderò lontano
Incrocerò lo sguardo sognante di un bambino
Vorrei dirgli tutto ciò è niente
Lascia perdere
Sognare non aiuta
Ho visto il frantumarsi di ogni cosa
Soprattutto il desiderio di morderle le labbra
Dopo una carezza sbagliata
Di una vita azzardata
Sospeso sulla corda
Ora che stai pensando
Fermati e datti un voto
Tremano le gambe sto cadendo
Vorrei svegliarmi a mezzogiorno
Di una vita senza fretta
Ora che stai pensando
Fermati e datti un voto
Paura di non essere il migliore
Paura di non fare
Paura di partire
Perché partire è scappare
Potrei concedermi un momento per riposare
Io voglio sentirmi libero di contemplare il mare
Ti prego solo per stanotte resta con me
Io non mi so concedere
Ma la più grande colpa sarà sentirmi in colpa
Potrei singhiozzare tirare calci o morire
Deve restare tutto uguale
Anche se uguale per me è impazzire
Ora che stai impazzendo
Fermati e datti un volto
Affondo lentamente e non me ne accorgo
Distrattamente sta finendo
La mia vita senza bellezza
Ora che stai pensando
Fermati e datti un voto
Ora che stai pensando
Fermati e datti un voto
Ora che stai reagendo
Fermati e datti un voto un voto
[un voto un voto un volto




Riccardo Sinigallia
Prima di andare via
Una rigenerazione

Spoiler:
UNA RIGENERAZIONE
di R. Sinigallia – F. Gatti
Ed. Sugar/Abramo Allione Ed. Mus./
Road House/I Piloti – Milano – Roma

Non siamo dei non siamo macchine
Non siamo soli adesso qui
Ma tu mi parli in una lingua che non so capire
Ed è difficile anche solo dirsi sì
Un lampo un inciampare un battito
È tutto chiaro avanti a noi
Ma poi per la paura di conoscerci
Ti dico cosa voglio
Dimmi cosa vuoi
L’avevi detto tu
Facciamo entrare il sole
Scoprendo dentro al palmo della mano un’altra immagine del nostro cuore
Un cuore giovane
Come la prima volta
Per una volta ancora
Giovane
Come la prima volta
Per una volta ancora
Lo so che noi possiamo vivere e danzare
Più dolcemente di così
Senza pensare di fermare il tempo per salvarci
O a un’altra scusa per arrenderci
L’avevi detto tu
Lasciamo entrare il sole
Seguendo dentro al palmo della mano un’altra immagine del nostro cuore
E sei ancora giovane
Come la prima volta
Per una volta ancora
Giovane
Come la prima volta
Per una volta ancora
Una rigenerazione
Una rigenerazione
Una rigenerazione
Una rigenerazione
Una rigenerazione
Una rigenerazione

PRIMA DI ANDARE VIA
di R. Sinigallia – F. Gatti
Ed. Sugar/Abramo Allione Ed. Mus. – Milano

Con l’inverno tra i piedi e le mani gelate
Con uno sciopero in testa ed in tasca l’estate
Con una riga sui sentimenti
E un motivo che scricchiola in mezzo ai denti
E con le donne che sanno l’inizio e la fine
Gli uomini attenti soltanto al confine
I vecchi che scambiano il nome dei santi
E i bambini che contano i loro elefanti
Prima di andare via
Sorridi un po’
Come per proteggermi da una tua malinconia
Con lo sguardo di chi non è cresciuto a gentilezze
Anche quando non vuoi
Sorridi un po’
Per dire tutto a posto
Ti rivedo dopo o no?
Mentre il resto
Quello che è andato perso
Ci sembra un’altra vita
Dici
Che non potremmo essere felici
Senza i numeri buoni per la lotteria
E l’uomo nero di turno che ce li porta via
Che il principale ti ha detto che le cose non vanno
E che era tutto previsto
Anche quest’anno
Ma prima di andare via
Sorridi un po’
Come per proteggermi da una tua malinconia
Con lo sguardo di chi non presta il fianco a tenerezze
Anche quando non vuoi
Sorridi un po’
Per dire tutto a posto
Ti rivedo dopo o no?
Mentre il resto
Quello che è andato perso
Ci sembra un’altra vita
Per una volta ancora
Fiore mio fiore del mondo
Per una volta ancora
Fiore mio
Prima di andare via
Sorridi un po’
Come per proteggermi da una tua malinconia
Con lo sguardo di chi non è cresciuto a gentilezze
E anche quando non vuoi
Sorridi un po’
Per dire tutto a posto
Ti rivedo dopo o no?
Mentre il resto
Quello che è andato perso
Ci sembra un’altra vita




Ron
Un abbraccio unico
Sing in the rain

Spoiler:
UN ABBRACCIO UNICO
di Ron
Ed. Le Foglie E Il Vento/BMG Rights Management (Italy) -
Garlasco (PV) – Milano

So che prima o poi le cose cambiano
E troveremo il modo per uscire
Ci abitueremo presto a un’altra situazione
Si sa, è normale
Ma quello che noi non sapremo mai spiegare
È il nostro inarrestabile vagare
Quel cercare quel qualcuno che diventi il senso
Di questo bisogno d’amore… amore
Quell’abbraccio unico
Che vuol dire tutto
Quello sguardo complice
Che non trova mai le parole
Amare è poi un bisogno così naturale
Ma tante volte ci facciamo male
Noi che siamo così complicati e stupidi
Davanti all’amore
Quell’abbraccio unico
Che vuol dire tutto
Quello sguardo complice
Che non trova mai le parole
Lunga notte aiutami
A capire un po’
Questo inarrestabile
Bisogno d’amore che ho
Lunga notte aiutami
A capire un po’
Questo inarrestabile
Bisogno d’amore…
Ma quello che noi non sapremo mai spiegare
È il nostro inarrestabile vagare
Noi che siamo così complicati

SING IN THE RAIN
di Ron – M. Del Forno
Ed. Le Foglie E Il Vento/BMG Rights Management (Italy)
- Garlasco (PV) – Milano

Distratto
Sempre il solito
Comunemente insolito
Protagonista del mio circo
Trapezista, leone, domatore
Quanto costa
Tornare indietro non lo so
Anche se, sto bene come sto
Malinconico… e un po’ comico
Dentro me
C’è un cane che canta per me
«Sing in the rain»
Sta piovendo
Stai cantando
Conto i passi che abbiam fatto
Palazzi vuoti accanto
Sogni in affitto
Come te, come me,
Lo so che non ce n’è
Quante voci stiamo ascoltando
Riusciremo a salvare il mondo
Così resto su
Dritto e guardo in su
Limpido
Come il cielo nella notte che si illumina di blu
E ci sei tu…
«Sing in the rain»
Ed il treno va, non si fermerà
Ci sarà
Sempre qualcuno che ci tradirà
Fuori piove già…
«Sing in the rain»
«Sing in the rain»
«Sing in the rain»

____________________________________________________

SERATA DEDICATA AI GRANDI AUTORI (venerdì 21)

Antonella Ruggiero - Una miniera, New Trolls.
Spoiler:
Singolo del 1969 scritto da D’Adamo, De Scalzi e Di Palo poco prima dell’ingresso dei New Trolls nella scena progressive italiana con lo storico album Concerto grosso. Nello stesso anno, il gruppo approda al Festival di Sanremo con il brano Io che ho te.


Arisa con i Whomadewho - Cuccurucucu, Franco Battiato.
Spoiler:
Tratta dall’album La voce del padrone (EMI, 1981), è una delle canzoni più note dell’autore siciliano. Il titolo si rifà a Cucurrucucú paloma, canzone del cantautore messicano Tomás Méndez scritta nel 1954. Battiato cita anche il proemio dell’Iliade e Il mondo è grigio/ il mondo è blu di Nicola Di Bari oltre a Lady Madonna e With a Little Help from My Friends dei Beatles.

Cristiano De André - Verranno a chiederti del nostro amore, Fabrizio De Andrè.
Spoiler:
Il brano è tratto dal sesto disco di Faber, Storia di un impiegato (Produttori Associati, 1973). La canzone venne composta dal cantautore ligure per la prima moglie (la madre di Cristiano) Enrica ‘Puny’ Rignon. Cristiano potè assistere, dal buco della serratura, alla prima esecuzione del brano appena completato, nel cuore della notte. Fabrizio la cantò alla consorte, visibilmente commossa.

Frankie Hi-Nrg con Fiorella Mannoia - Boogie, Paolo Conte.
Spoiler:
Il brano esce nel quarto disco del pianista e compositore piemontese, Paris milonga (RCA 1981). Si tratta del primo album di Paolo Conte pubblicato anche all’estero e segna in modo ancora più marcato la svolta verso lo swing e il jazz. Boogie verrà interpretata negli anni successivi da Ivano Fossati.

Francesco Renga - Un giorno credi, Edoardo Bennato.
Spoiler:
Il brano interpretato da Renga esce nel primo disco di Bennato, Non farti cadere le braccia (Ricordi, 1973). Un giorno credi è stata scritta con Patrizio Trampetti, musicista e componente del gruppo Nuova Compagnia di Canto Popolare e fu riproposta anche nel disco successivo I buoni e i cattivi (Ricordi 1974). Nel 1996 il cantautore ne ha registrata una nuova versione con il Solis String Quartet includendola nel disco Quartetto d’archi.

Francesco Sarcina con Riccardo Scamarcio - Diavolo in me, Zucchero.
Spoiler:
Diavolo in me è uno dei singoli dell’album Oro, incenso e birra (Polygram, 1989). È uno degli esperimenti più riusciti di rhythm’n’blues in Italia. Non a caso, l’album, oltre ad essere stato primo in classifica in Italia, è molto conosciuto anche all’estero. Al disco hanno collaborato tra gli altri Eric Clapton, Jimmy Smith, Francesco De Gregori, Ennio Morricone e James Taylor.

Giuliano Palma - I say i’ sto cca’, Pino Daniele.
Spoiler:
I say i’ sto cca’ apre il terzo album di Pino Daniele, Nero a metà (Emi, 1980). È il disco con cui il musicista napoletano si consacra a livello nazionale, grazie a quello stile che blueseggiante a cui il pubblico di Daniele era già ampiamente abituato. L’album è presente nella classifica dei cento dischi italiani più belli di sempre secondo Rolling Stone Italia.

Giusi Ferreri con Alessio Boni e Alessandro Haber - Il mare d’inverno, Enrico Ruggeri
Spoiler:
Molti associano questo brano all’interpretazione di Loredana Bertè, che lo portò al successo. Ma Il mare d’inverno è stato scritto nel 1983 da Enrico Ruggeri, che compose il pezzo nella città marchigiana di Marotta, in provincia di Pesaro-Urbino, dove il cantautore trascorreva con la madre e le zie le sue vacanze da adolescente. Ruggeri inserì la canzone nell’album Presente (CGD, 1984).

Noemi - La costruzione di un amore, Ivano Fossati.
Spoiler:
Scritta nel 1978 da Ivano Fossati per Mia Martini (che la pubblicò nell’album Danza), la canzone compare per la prima volta nell’album di Fossati Panama e dintorni (RCA 1981). Ancora oggi, a più di trent’anni dalla sua prima incisione, la canzone viene riproposta e arrangiata da vari artisti. Il brano è considerato una delle più belle canzoni della musica d’autore italiana.

I perturbazione con Viola - La donna cannone, Francesco De Gregori.
Spoiler:
Scritta nel 1983 da Francesco De Gregori, La donna cannone fu pubblicata lo stesso anno in un Ep di solo cinque tracce. È una delle canzoni d’amore più celebri del cantautore romano e una belle più belle della tradizione musicale italiana.

Raphael Gualazzi e The Bloody Beetroots con Tommy Lee - Nel blu dipinto di blu, Domenico Modugno.
Spoiler:
È una delle canzoni italiane più famose nel mondo, anche se spesso viene citata con il titolo “Volare”. Scritta da Domenico Modugno e Franco Migliacci fu presentata per la prima volta al Festival di Sanremo del 1958 dallo stesso Modugno e da Johnny Dorelli, vincitore di quell’edizione. Il batterista dei Motley Crue ha già collaborato con i Bloody Beetroots suonando la batteria nel brano Raw tratto da Hide del 2013.

Renzo Rubino con Simona Molinari - Non arrossire, Giorgio Gaber.
Spoiler:
È la canzone che nel 1960 ha portato al successo nazionale Giorgio Gaber. Una ballata (una volta si diceva “lento”) con cui Gaber partecipa alla “Sei giorni della canzone” e passa dal rock’n’roll al teatro canzone.

Riccardo Sinigallia con Paola Turci, Marina Rei e Laura Arzilli - Ho visto anche degli zingari felici, Claudio Lolli.
Spoiler:
Pubblicata nel ’76, è la canzone che da il titolo del quarto album del cantautore Claudio Lolli, uno degli autori fondamentaliper la storia della musica d’autore italiana. Il titolo è la citazione di quello di un vecchio film jugoslavo (Skupljaci perja, 1967). Il brano, molto lungo, è stato scritto nel 1975 e nel disco è diviso in due parti. Sinigallia propone la seconda parte, quella che chiudeva il disco.

Ron - Cara, Lucio Dalla.
Spoiler:
Ron intepreta una canzone-manifesto di Lucio Dalla,tratta da uno dei suoi album più belli, Dalla - nel 1980 fu il più venduto in Italia grazia e anche ad altre canzoni di successo come Balla balla ballerino, Futura e Siamo dei, che ormai fanno parte della cultura musicale italiana. L’epitaffio sulla tomba di Lucio Dalla sono due versi tratti proprio da Cara.

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VIDEO NUOVE PROPOSTE


Diodato - 'Babilonia'




Filippo Graziani - 'Le cose belle'




Rocco Hunt - 'Nu juorno buono'




The Niro - '1969''




Veronica De Simone - 'Nuvole che passano'




Zibba - 'Senza di te'




Vadim - 'La modernità'




Bianca - 'Saprai'



Ultima modifica di bianca il Mer Feb 12, 2014 7:19 pm, modificato 19 volte
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Re: Il Festival (2014) visto dall'Iperuranio

Messaggio Da Laurel-EF il Ven Feb 07, 2014 8:38 am

Grazie Bianca (si potrà anche commentare qui?) Vidi anni fa Filippo Graziani in concerto col fratello, suonavano le bellissime canzoni del padre, me lo ricordo molto bravo, lo seguirò con affetto
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Re: Il Festival (2014) visto dall'Iperuranio

Messaggio Da bianca il Ven Feb 07, 2014 10:16 am

Laurel-EF ha scritto:si potrà anche commentare qui?

  Si commenterà solo qui.

 
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Re: Il Festival (2014) visto dall'Iperuranio

Messaggio Da Eloisa il Ven Feb 07, 2014 12:02 pm

io invece ho visto dal vivo diodato   e mi è piaciuto molto   vero Liz?
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Re: Il Festival (2014) visto dall'Iperuranio

Messaggio Da Liz il Ven Feb 07, 2014 12:32 pm

Eloisa ha scritto:io invece ho visto dal vivo diodato   e mi è piaciuto molto   vero Liz?

  Non sono ancora riuscita a sentire il brano però...stasera mi adopero... 

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Re: Il Festival (2014) visto dall'Iperuranio

Messaggio Da israin il Ven Feb 07, 2014 1:17 pm

     @Liz.....questa foto è un colpo basso... anche nei confronti di Marcolì...
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Re: Il Festival (2014) visto dall'Iperuranio

Messaggio Da Laurel-EF il Ven Feb 07, 2014 1:54 pm

Liz ha scritto:
Eloisa ha scritto:io invece ho visto dal vivo diodato   e mi è piaciuto molto   vero Liz?
  Non sono ancora riuscita a sentire il brano però...stasera mi adopero... 
mazza che foto, Liz complimenti!
Elo mi sembra molto bravo, tra questi a un primo ascolto preferisco la canzone di The Niro, speriamo più che altro li mandino in onda ad un orario decente, altrimenti non ci arrivo viva 
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Re: Il Festival (2014) visto dall'Iperuranio

Messaggio Da Jazzbianco il Sab Feb 08, 2014 11:05 am

Non ho ancora avuto tempo di ascoltare le nuove proposte. Anche io seguo Graziani con affetto, per il ricordo del padre, però Diodato ha catturato la mia attenzione   grazie Liz.
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Re: Il Festival (2014) visto dall'Iperuranio

Messaggio Da Eloisa il Sab Feb 08, 2014 11:17 am

Laurel-EF ha scritto:
Liz ha scritto:
Eloisa ha scritto:io invece ho visto dal vivo diodato   e mi è piaciuto molto   vero Liz?
  Non sono ancora riuscita a sentire il brano però...stasera mi adopero... 
mazza che foto, Liz complimenti!
Elo mi sembra molto bravo, tra questi a un primo ascolto preferisco la canzone di The Niro, speriamo più che altro li mandino in onda ad un orario decente, altrimenti non ci arrivo viva 


Diodato l'abbiamo sentito dal vivo con liz proprio con quel pezzo e ci aveva colpito, tra l'altro non sta nemmeno male sul palco... Aveva un suo che... Anche io comunque mi prenderò un po' di tempo per ascoltare gli altri, non so perché ma quest'anno aspetto Sanremo con piacere ;)
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Re: Il Festival (2014) visto dall'Iperuranio

Messaggio Da Kalatmotto63 il Sab Feb 08, 2014 1:45 pm

Ma cosa vi ha colpito di questo Diodato? Solamente il fatto,che vi ricorda, non solo esteticamente Marco? Personalmente son curiosa di scoprire meglio i Perturbazione, che ho ascoltato ospiti di Radio24 nella trasmissione Voi siete qui, che seguo ogni giorno e che talvolta da' spazio alla musica, la quale si intreccia benissimo alle parole e ai racconti protagonisti di quel bellissimo programma, preceduto da un altro altrettanto bello e stimolante Sound check .......scusate il piccolo spot promozionale per quella radio, ma lo merita,.....Anche Noemi ha catturato la mia attenzione, il suo nuovo disco già' dalla cover dove appare come la Regina Elisabetta sul francobollo mi ha stuzzicata parecchio, ironica senza irriverenza, una bella ricercatezza, attenta ai particolari, fresca e frizzante un po' come la sua personalità' che spero al Festival possa uscire bene!
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Re: Il Festival (2014) visto dall'Iperuranio

Messaggio Da Jazzbianco il Sab Feb 08, 2014 2:12 pm

Kalatmotto63 ha scritto:Ma cosa vi ha colpito di questo Diodato? Solamente il fatto,che vi ricorda, non solo  esteticamente Marco?

Per ora mi ha colpito la foto di Liz, non ho visto altro e soprattutto non ho ancora ascoltato nulla.

Kalatmotto63 ha scritto:Anche Noemi ha catturato la mia attenzione, il suo nuovo disco già' dalla cover dove appare come la Regina Elisabetta sul francobollo mi ha stuzzicata parecchio,  ironica senza irriverenza, una bella ricercatezza, attenta ai particolari, fresca e frizzante un po' come la sua personalità' che spero al Festival possa uscire bene!

Io invece ho trovato banale cover e titolo del CD. Noemi fresca e frizzante???   
Proprio lontane come gusti.
Io aspetto Raph, sperando che non sia solo la solita operazione "caselliana"... uno dei brani l'ha scritto Sangiorgi   
E sono curiosa di riascoltare la Ruggiero, che mi sembra abbia vissuto tanto di rendita, nel ricordo della voce che fu.
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Re: Il Festival (2014) visto dall'Iperuranio

Messaggio Da Eloisa il Sab Feb 08, 2014 6:17 pm

Kalatmotto63 ha scritto:Ma cosa vi ha colpito di questo Diodato? Solamente il fatto,che vi ricorda, non solo  esteticamente Marco? Personalmente son curiosa di scoprire meglio i Perturbazione, che ho ascoltato ospiti di Radio24 nella trasmissione Voi siete qui, che seguo ogni giorno e che talvolta da' spazio alla musica, la quale si intreccia benissimo alle parole e ai racconti protagonisti di quel bellissimo programma, preceduto da un altro altrettanto bello e stimolante Sound check .......scusate il piccolo spot promozionale per quella radio, ma lo merita,.....Anche Noemi ha catturato la mia attenzione, il suo nuovo disco già' dalla cover dove appare come la Regina Elisabetta sul francobollo mi ha stuzzicata parecchio,  ironica senza irriverenza, una bella ricercatezza, attenta ai particolari, fresca e frizzante un po' come la sua personalità' che spero al Festival possa uscire bene!


Quando lo vedrai e ascolterai a Sanremo ti renderai conto che non c'entra niente con marco nè artisticamente nè esteticamente.... Poi hai un'opinione alta di noi se hai pensato che potesse piacerci solo per "somiglianza" .... Ma di cosa mi stupisco?

Riguardo Noemi, invece, a me non è mai piaciuta... Anche se piace a marco mengoni ... Guarda un pò   e la cover, così come il suo nuovo look, la trovo banale e scontata   che noia!
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Re: Il Festival (2014) visto dall'Iperuranio

Messaggio Da Kalatmotto63 il Sab Feb 08, 2014 6:36 pm

Peccato Jazz, che tu con frettoloso snobbismo ti senta di liquidare un lavoro del quale ancora non hai ascoltato niente dal momento che uscirà' a fine mese......ho letto proprio ieri una bella intervista con Noemi dove con molta passione ed entusiasmo parlava un po' del disco e della sua esperienza londinese, e l'ho trovata molto onesta e soddisfatta di aver fatto un lavoro e un'esperienza di vita che le hanno permesso di fare comunque una crescita e già' dalla cover ha voluto sottolineare in modo simpatico e curato nella grafica il marchio di questo suo lavoro, "giocando"anche un po' nel ruolo di sua maestà', trovo proprio,che abbia una personalità' frizzante l'ascolterò ' con piacere.
Può essere che siamo lontane come gusti......molto dipende dall'unità di misura che si vuole adottare per misurarle.....
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Re: Il Festival (2014) visto dall'Iperuranio

Messaggio Da ariadne il Sab Feb 08, 2014 6:38 pm

ciò che mi porta ad interessarmi ad un brano é sempre il suono, che si tratti della voce o della musica, le parole da sole non mi bastano, le ascolto solo in seconda battuta, quindi é per me fondamentale il primo approccio. Diodato e , stranamente, Veronica potrebbero incuriosirmi.
per quel che riguarda il festival, lo seguirei anche solo per Fazio e la Littizzetto, però i campioni, nell'insieme, non mi dispiacciono, Sarcina ad esempio, e poi c'é Ron che é uno degli interpreti ,oltre che autori, che preferisco e De Andrè , io lo trovo bravo, purtroppo ai figli d'artesi chiede di eguagliare, se non superare, i genitori, gli si nega il diritto ad una carriera normale, spero che abbia buoni brani e un buon riscontro di pubblico.
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Messaggio Da Jazzbianco il Sab Feb 08, 2014 9:56 pm

@Kalat, forse prima di rispondere dovresti leggere più volte i post, e forse anche rileggere quello che scrivi. Io non ho liquidato un bel niente. Come te ho giudicato solo una copertina e un titolo, che ho trovato assolutamente banali... conosco almeno dieci persone che si son fatte lo stesso francobollo dopo aver trascorso qualche mese a Londra.
Anche io ho letto una sua intervista, ma non l'ho trovata né fresca né frizzante, ma piuttosto abbastanza antipatica e snob.
Non mi piace come cantante, la trovo in generale scialba e senza personalità, anche se il pezzo che le ha scritto Moro due anni fa mi era piaciuto molto. Ora si presenta anche come autrice... senza pregiudizi ascolterò, poi parleremo del CD.
E poi vorresti misurare il gusto? Credo di aver capito la tua unità di misura, ma già solo per il fatto che ne hai una siamo veramente molto lontane.
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Re: Il Festival (2014) visto dall'Iperuranio

Messaggio Da Jazzbianco il Sab Feb 08, 2014 9:56 pm

ariadne ha scritto:...De Andrè , io lo trovo bravo, purtroppo ai figli  d'artesi chiede di eguagliare, se non superare, i genitori, gli si nega il diritto ad una carriera normale, spero che abbia buoni brani e un buon riscontro di pubblico.

  
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Messaggio Da Erika il Sab Feb 08, 2014 11:59 pm

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Re: Il Festival (2014) visto dall'Iperuranio

Messaggio Da Laurel-EF il Dom Feb 09, 2014 9:10 am

Jazzbianco ha scritto:
ariadne ha scritto:...De Andrè , io lo trovo bravo, purtroppo ai figli  d'artesi chiede di eguagliare, se non superare, i genitori, gli si nega il diritto ad una carriera normale, spero che abbia buoni brani e un buon riscontro di pubblico.
  
   anch'io, immagino cosa dev'essere stato vivere con quel cognome e voler fare lo stesso mestiere
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Re: Il Festival (2014) visto dall'Iperuranio

Messaggio Da Kalatmotto63 il Dom Feb 09, 2014 3:16 pm

Io ho espresso un'opinione, per giudicare casomai aspetto di poter ascoltare, e vorrei capire in base a cosa Jazz tu giudichi snob quello che hai letto nell'intervista, a me e' parsa soddisfatta del lavoro, dell'esperienza fatta, e del fatto che sia anche autrice, delle collaborazioni che ha potuto avere a disposizione. Nelle sue parole ci ho trovato onesta', nulla di antipatico nel suo modo di raccontarsi, anche attraverso la tipica cartolina che si manda, personalizzandola a suo modo e a suo gusto, io non ci vedo nulla di antipatico sinceramente.......
Misurare il "gusto"???? Veramente io mi riferivo al l'unità di misura che tu adotti per mettere la distanza di sicurezza tra la tua opinione e, in questo caso la mia, cos'è' che ti fa tanto schifo? A volte ho l'impressione che tu temi una qualche sorta di "contagio" in un pensiero proletario.....sinceramente mi interessa capire come la pensi, perché' son convinta che anche tu "mangi il pollo con le mani".
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Re: Il Festival (2014) visto dall'Iperuranio

Messaggio Da Levnicolaievic il Lun Feb 10, 2014 7:51 am

Kalatmotto63 sei caduta ancora una volta s nella spiacevole pratica di dell'etichettare le persone e i loro comportamenti : quando ti esprimi , riferendoti a Jazz, con il termine " con frettoloso snobismo " : se leggi bene i post di Jazz non ha mai etichettato un tuo giudizio come invece tu fai in continuazione , anche quando tiri conclusioni generali sul modo di comportarsi delle altre forumers nei confronti di Marco.
Ma soprattutto qui sopra, hai frainteso il post di Jazz e hai risposto con termini offensivi ( cos'è che ti fa tanto schifo ? )
Offensivi, nel l senso latino del termine: che urtano, che recano danno: qui abbiamo deciso di non usare questa pratica diretta di "aggressione" verbale, la percepiamo come tale: e non è una cosa secondaria o una censura come subito la etichetterai tu, ma una scelta che ancora una volta ti chiederi di rispettare.
E ti ringrazio se da ora in poi eviterai di etichettare i comportamenti dellepersone: qui si discute di opinioni, non di come sono le persone poichè non ci conosciamo
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Re: Il Festival (2014) visto dall'Iperuranio

Messaggio Da ariadne il Mer Feb 12, 2014 8:53 am

www.sorrisi.com/2014/02/11/sanremo-2014-testi-delle-canzoni/
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Re: Il Festival (2014) visto dall'Iperuranio

Messaggio Da bianca il Mer Feb 12, 2014 7:21 pm

Ho aggiornato il post iniziale con i testi delle canzoni e i brani scelti per la serata d'autore.

  
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Re: Il Festival (2014) visto dall'Iperuranio

Messaggio Da Laurel-EF il Gio Feb 13, 2014 8:53 am

Grazie Bianca, ho sbirciato qua e là, straziante uno dei testi di Cristiano de Andrè    per ora i miei momenti preferiti sono:
Ci deve essere un nesso tra la felicità e l'espresso      (Perturbazione)
La mia generazione a spasso come lupi sul Gran Sasso (Graziani)
Stati Uniti mai più, Così Uniti mai più (The Niro) lo sbarco sulla luna come l'ultimo sogno comune dell'umanità, quando da piccoli sognavamo di diventare astronauti ed esplorare il cosmo 
Talenti inutili (Diodato)

Aggiungo una cosa, non dovrei, perchè il pensiero mi torna subito alla serata dell'anno scorso e tutto in confronto mi sembra niente, l'emozione è ancora troppo viva...però certe canzoni scelte per la serata dei duetti non mi entusiasmano molto, mi sembra che i protagonisti principali, quelli candidati alla vittoria, siano andati un pò troppo sul sicuro, canzoni capolavoro per carità, praticamente degli inni, ma ancora Noemi con la costruzione di un amore (è dai tempi di xfactor che gliela sento cantare) Cucurucucù Paloma, Un giorno credi, La donna cannone, Cara (vabbè qui lo capisco anche), ma boh spero siano interpretazioni veramente geniali perchè di sentire queste canzoni tra karaoke e talent show non ne posso più (ecco, ho fatto la sparata del giovedì    )
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Messaggio Da Jazzbianco il Ven Feb 14, 2014 4:36 pm

Laurel-EF ha scritto:Grazie Bianca, ho sbirciato qua e là, straziante uno dei testi di Cristiano de Andrè   

Ho postato un'intervista a Cristiano De André, dove, tra le altre cose, parla del brano Invisibili

Laurel-EF ha scritto:Aggiungo una cosa, non dovrei, perchè il pensiero mi torna subito alla serata dell'anno scorso e tutto in confronto mi sembra niente, l'emozione è ancora troppo viva...però certe canzoni scelte per la serata dei duetti non mi entusiasmano molto, mi sembra che i protagonisti principali, quelli candidati alla vittoria, siano andati un pò troppo sul sicuro, canzoni capolavoro per carità, praticamente degli inni, ma ancora Noemi con la costruzione di un amore (è dai tempi di xfactor che gliela sento cantare) Cucurucucù Paloma, Un giorno credi, La donna cannone, Cara (vabbè qui lo capisco anche), ma boh spero siano interpretazioni veramente geniali perchè di sentire queste canzoni tra karaoke e talent show non ne posso più (ecco, ho fatto la sparata del giovedì    )

Altro che sul sicuro, scontato proprio   

@Lev   
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Re: Il Festival (2014) visto dall'Iperuranio

Messaggio Da ariadne il Ven Feb 14, 2014 4:49 pm

@ Jazz grazie per l'intervista a De Andrè, é molto bella e sono ansiosa di ascoltare i suoi brani. Per la sera del venerdì avrei preferito che non scegliesse un brano del padre, lo capisco meglio dopo aver letto l'intervista, forse non si sente neppure così sicuro nelle vesti d'interprete puro. Per quanto riguarda gli altri vedo, come l'anno scorso d'altronde, scelte comode, direi facili, la lezione di Marco non ha fatto proseliti, eppure Fazio ha ribadito che la serata é ,in tutto e per tutto , parte della gara, mah!




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